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L'esperto risponde
IL PASSATO. NEL SILENZIO DELLA NORMA
La presunzione non è retroattiva
In base alle nuove norme sul canone Rai, da quest'anno sarò costretto a pagare questa imposta, che fino allo scorso anno pagava la mia compagna in quanto intestataria del vecchio abbonamento televisivo.
Oltre a preoccuparmi che questo cambio nell'intestazione del pagamento avvenga senza problemi presso il fornitore di energia elettrica, mi preoccupa il fatto che l'agenzia delle Entrate abbia preso effettivamente nota del passaggio e non pensi che io sia stato un evasore del canone per gli anni passati.
G.B. - PIENZA

La nuova normativa, introdotta dalla legge di Stabilità per il 2016 (n. 208/2015) che ha previsto per i privati il pagamento del canone Rai direttamente attraverso l'inserimento della voce nelle bollette elettriche, ha sollevato molte perplessità negli utenti-contribuenti, prima tra tutte quella in ordine alla cosiddetta “presunzione di possesso” degli apparecchi televisivi in capo agli intestatari di contratti di fornitura elettrica.

La nuova regola
L'applicazione della nuova disciplina, infatti, si fonda sulla presunzione che tutti gli intestatari di contratti di fornitura di energia elettrica detengano un apparecchio televisivo, tanto che, non a caso, pur a fronte di una diminuzione dell'imposta (da 113 euro a 100 euro), sono comunque previsti forti incrementi degli introiti nelle casse dello Stato rispetto agli anni precedenti.
Questo meccanismo, tuttavia, desta una forte preoccupazione in molti contribuenti, in specie per coloro che, in quanto intestatari di forniture elettriche per uso domestico, inizieranno a versare il canone solo dal 2016.

Il passato
Secondo alcuni osservatori, infatti, costoro potrebbero rischiare di essere tacciati di essere stati evasori d'imposta per gli anni precedenti, con il conseguente obbligo di dover pagare non solo i canoni arretrati (salva comunque l'ordinaria prescrizione di 10 anni) ma anche la conseguente sanzione.
La concretezza di questa preoccupazione è confermata da diversi esponenti delle associazioni di consumatori, i quali riportano che il Governo avrebbe comunque escluso la possibilità di una sanatoria per il passato.
Pertanto, chi per la prima volta comincerà a pagare il canone in bolletta potrebbe temere che l'agenzia delle Entrate interpreti il nuovo versamento come una sorta di autodenuncia per gli anni passati, con conseguente apertura di un accertamento nei confronti dell'utente.
Ci si interroga, allora, se la presunzione di possesso di un apparecchio televisivo possa assumere anche valore “retroattivo” nei confronti del contribuente che inizi da quest'anno a corrispondere il canone Rai, imponendogli di comprovare di non aver mai avuto in precedenza un televisore, oppure di averlo comprato solo di recente, per evitare di dover rispondere l'imposta anche per gli anni passati.

Le presunzioni legali
In realtà, da un punto di vista giuridico, le presunzioni che automaticamente permettono di risalire da un fatto noto ad un fatto ignoto sono solo quelle “legali”, ovverosia quelle previste dal legislatore.
Posto che la nuova normativa sul canone della televisione nulla dice al riguardo, è ragionevolmente possibile escludere, allo stato, che il fatto di aver pagato per la prima volta il canone nel 2016 faccia scattare in automatico la presunzione di aver evaso la stessa imposta per le annualità precedenti, salvo che non sussistano altri elementi, gravi, precisi e concordanti (le cosiddette “presunzioni semplici”), a carico del contribuente.

Una prova difficile
Si tratta, però, di situazioni di difficile accertamento, che andranno lasciate alla prudente valutazione del giudice, tenendo conto, in ogni caso, che difficilmente lo Stato potrà fornire la prova che, prima del 2016, anno del canone in bolletta, quel contribuente era già in possesso di un televisore.
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