Gli approfondimenti del lunedì
L'esperto risponde
RENDITA ANTICIPATA.
La Rita scatta solo con 5 anni integrativi
Ho saputo che la legge di Bilancio 2018 ha introdotto alcune innovazioni per quanto riguarda la Rita. Come sono cambiate le condizioni per ottenerla ? E quanto si paga di tasse? Ho 62 anni e sarei particolarmente interessato alle risposte perché l'azienda in cui lavoro versa in difficoltà finanziarie, il posto di lavoro è a rischio, e devo aspettare ancora qualche anno per avere la pensione dall'Inps.
P.D. - VITTORIA


Il comma 168 dell'articolo 1, della legge di bilancio 2018, ha introdotto modifiche all'articolo 11 del Dlgs 252/2005, dettando nuove disposizioni in tema di Rendita integrativa temporanea anticipata, altrimenti nota con l'acronimo di Rita, che può essere erogata solo dai fondi a contribuzione definita. In particolare, il comma 4 dell'articolo 11 è stato sostituito dai commi 4, 4-bis, 4-ter, 4-quater e 4-quinquies.
Il diritto alla Rita si perfeziona se un lavoratore, al quale mancano non più di cinque anni per raggiungere l'età anagrafica del pensionamento di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza, ha cessato l'attività lavorativa, ed è titolare di un'anzianità contributiva di almeno 20 anni complessivi nei regimi obbligatori di appartenenza. In alternativa la Rita può essere erogata ai lavoratori che, dopo la cessazione dell'attività lavorativa, siano rimasti disoccupati per più di 24 mesi, purché maturino l'età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i 10 anni successivi.
La Rita, che può essere ottenuta anche dai pubblici dipendenti, consiste nell'erogazione frazionata di un capitale calcolato sul montante richiesto, fino al conseguimento dell'età prevista per la pensione di vecchiaia. Sugli importi in pagamento si applica un'imposta del 15%, con riduzione dello 0,3% per ogni anno eccedente il quindicesimo di partecipazione a forme complementari, nel limite massimo di riduzione del 6%. Se la data di iscrizione alla previdenza complementare è anteriore al 1° gennaio 2007, gli anni di iscrizione precedenti sono computati fino a un massimo di 15. La nuova disposizione aggiunge che il percettore della Rita può anche scegliere di optare per la tassazione ordinaria.
Va infine precisato che al momento del pensionamento, il calcolo sulla eventuale liquidazione del montante interamente in capitale sarà effettuato sulla posizione individuale esistente al momento della richiesta della Rita: tale diposizione tende quindi a contenere le possibilità che la prestazione al pensionamento possa essere liquidata interamente in capitale.
Con circolare emanata l'8 febbraio 2018, la Covip ha chiarito alcuni aspetti delle nuove norme, osservando innanzi tutto che per ottenere la Rita occorre avere maturato almeno 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari. La circolare ha poi precisato che il riferimento (cinque o dieci anni) alla data di maturazione dell'età per la pensione di vecchiaia, esclude che si possa fare riferimento anche alla pensione anticipata.
In merito alla misura del montante da valutare per il calcolo della Rita, la Covip ha affermato che la scelta spetta al richiedente, il quale potrà chiedere la liquidazione della prestazione anche solo su parte della posizione individuale. Dopo avere dettato disposizioni ai fondi per quanto riguarda la documentazione per accertare il requisito dei 20 anni di anzianità contributiva nei regimi obbligatori, la circolare precisa che la prestazione va posta in pagamento con periodicità non superiore a tre mesi, e spetta solo ai titolari di reddito da lavoro, e non quindi anche a cittadini non lavoratori iscritti a fondi pensione.
La Covip afferma inoltre che la parte del montante richiesta a titolo di Rita, non ancora in pagamento, sia mantenuta in gestione finanziaria nel comparto “prudente”, salvo diversa scelta dell'interessato: le rate potranno tuttavia subire variazioni, anche in negativo, in rapporto all'andamento dei mercati finanziari. Nella comunicazione periodica vanno poi esposte le somme della Rita pagate nell'anno solare precedente, evidenziando i costi applicati e le imposte trattenute. La circolare precisa infine che permane la possibilità di chiedere anticipazioni e riscatti sulla parte del montante che non concorre alla Rita, come pure permane la riscattabilità del montante residuo da parte dei beneficiari designati, ovvero degli eredi, in caso di premorienza del percettore della Rita.
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