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L'esperto risponde
I DIRITTI DEL CONTRIBUENTE
Atti chiari, termini certi
Attraverso il mio legale ho presentato ricorso alla commissione tributaria provinciale contro un avviso di accertamento emesso sulla base di controlli effettuati sui conti bancari miei e dei miei familiari; ho tentato invano di esperire un accertamento con adesione ai sensi del decreto legislativo 218 del 1997. Pur avendo presentato ricorso, ritengo che la procedura seguita dall'agenzia delle Entrate abbia violato i miei diritti costituzionali. Il ricorso alle norme dello statuto dei diritti del contribuente, previsto dalla legge 212/2000, come avrebbe potuto tutelarmi in questa situazione?G.P. - ROMA


La legge n. 212 del 27 luglio 2000, nota come "statuto dei diritti del contribuente, emanata con lo scopo di contribuire a rendere equo e paritetico il rapporto contribuente-fisco contiene: 1) norme volte a porre vincoli al legislatore; 2) norme che stabiliscono diritti e garanzie per il contribuente; 3) norme che introducono il nuovo istituto del garante del contribuente. Vediamo le prime due parti dello statuto, rimandando ad altro articolo in pagina lo sviluppo della figura del garante.
I vincoli al legislatore
L'articolo 2, comma 1, prevede che le leggi e gli atti aventi forza di legge, che contengono disposizioni tributarie, devono menzionare l'oggetto nel titolo, questo per rendere il più possibile esplicita la norma tributaria.
Inoltre, l'articolo 3 fissa definitivamente il principio secondo cui le disposizioni tributarie non possono mai avere effetto retroattivo e, quindi, devono applicarsi dal periodo d'imposta successivo a quello interessato dalla modifica; qualora, invece, la disposizione tributaria stabilisca un adempimento a carico dei contribuenti per una norma già in vigore, gli obblighi non possono decorrere se non dopo il sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore.
Lo statuto prevede poi all'articolo 3, comma 3, che i termini di prescrizione e di decadenza per gli accertamenti d'imposta non possono mai essere prorogati.
Non è consentito al legislatore disporre l'istituzione di nuovi tributi o l'applicazione di tributi già esistenti ad altre categorie di soggetti mediante lo strumento giuridico del «decreto legge» (articolo 4).
Diritti e garanzie
1) Il primo diritto garantito nei confronti del contribuente riguarda il diritto all'informazione: l'articolo 5 stabilisce che l'amministrazione finanziaria deve assumere idonee iniziative volte a consentire la completa e agevole conoscenza delle disposizioni legislative, delle circolari e delle risoluzioni; l'amministrazione finanziaria deve mettere a disposizione del contribuente testi coordinati delle leggi emanate rendendoli al più presto disponibili presso ciascun ufficio dell'agenzia delle Entrate, anche attraverso strumenti elettronici e, comunque, gratuitamente.
2) Diritto alla conoscenza degli atti e alla trasparenza: l'articolo 6 prevede l'obbligo dell'amministrazione di portare a conoscenza del contribuente gli atti dai quali possa derivare il disconoscimento di un credito o l'irrogazione di una sanzione. L'amministrazione inoltre deve mettere il contribuente nella condizione di poter interloquire, evitando di richiedergli i documenti già in suo possesso. Inoltre, l'amministrazione finanziaria, prima di procedere alla iscrizione a ruolo di tributi o al disconoscimento di rimborsi deve informare il contribuente tramite servizio postale o con strumenti anche telematici affinché lo stesso possa esprimere entro un termine fissato dalla legge (30 giorni) le proprie ragioni. La perentorietà di questi obblighi trova conferma nell'ultimo periodo del comma 5 dell'articolo 6 in cui il legislatore ha previsto che sono nulli i provvedimenti emessi in violazione delle sopra citate disposizioni.
3) Diritto alla rimessione in termini: con l'articolo 9 viene attribuita la rimessione in termini dei contribuenti qualora gli obblighi tributari non fossero stati adempiuti per cause di forza maggiore.
4) Diritto alla integrità patrimoniale e compensazione: con l'articolo 8 l'obbligazione tributaria può essere estinta per compensazione; e l'amministrazione finanziaria è tenuta a rimborsare il costo delle fidejussione illegittimamente richieste ai contribuenti.
5) Diritto alla chiarezza e motivazione degli atti: l'articolo 7, al comma 1, preoccupandosi della necessità di ribadire come gli atti della pubblica amministrazione devono essere motivati, fa un esplicito riferimento all'articolo 3 della legge 241/90 sottolineando come i provvedimenti amministrativi debbano indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che li sorreggono; precisando che se nella motivazione di un atto (avviso di accertamento) si fa riferimento ad altro atto (processo verbale di constatazione) questo deve essere allegato all'atto che lo richiama.
6) Tutela dell'affidamento e della buona fede: per l'articolo 10 i rapporti tra amministrazione finanziaria e contribuenti devono essere improntati al principio della collaborazione e della buona fede. Ne consegue che non potranno mai essere applicate sanzioni ai contribuenti che abbiano agito su indicazione dell'amministrazione finanziaria o che abbiano adempiuto in ritardo il loro dovere a causa di ritardi omissioni o errori dell'amministrazione finanziaria.
7) Diritto di interpello: per l'articolo 11, il contribuente che si trovi di fronte a disposizioni la cui applicazione genera dubbi interpretativi, può interrogare l'amministrazione, che deve rispondere entro 120 giorni.
Il parere, vincolante per l'amministrazione che lo ha emesso, non obbliga il contribuente all'osservanza. Questi potrà, se lo riterrà opportuno, adire comunque gli organi della giustizia tributaria, esclusivamente per il merito della sua vicenda. La mancata risposta entro il termine comporta l'accettazione tacita da parte dell'amministrazione finanziaria della proposta avanzata dal contribuente.
8) Diritti del contribuente sottoposto a verifica fiscale: la verifica tributaria non può superare i 30 giorni lavorativi, prorogati per ulteriori 30 nei casi di particolare complessità dell'indagine; in queste ipotesi la proroga dovrà essere disposta previo atto amministrativo adeguatamente motivato dal dirigente dell'ufficio.
Entro 60 giorni dalla notifica del processo verbale di constatazione è data facoltà al contribuente di controdedurre.

Il Punto


Il legislatore è restio
a rispettare la normaL'emanazione della legge 212/2000 contribuisce in modo determinante alla realizzazione del principio del giusto procedimento amministrativo nel quale, oltre a garantire la trasparenza, vengono codificati i canoni fondamentali, costituzionalmente garantiti, quali l'uguaglianza, la capacità contributiva, l'imparzialità e la correttezza della pubblica amministrazione, il diritto di difesa. Si tratta di una legge di indubbio «rango costituzionale» che serve per dare attuazione ad alcuni principi fondamentali: articolo 3 (uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge); articolo 23 (le prestazioni patrimoniali possono essere imposte solo in base alla legge); articolo 53 (principio di capacità contributiva e di progressività del sistema tributario); articolo 97 (buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione).
I precedenti
Il legislatore attraverso l'emanazione della legge n. 212 del 27 luglio 2000 ha consolidato una decisiva svolta in campo tributario, già preceduta da due rilevanti provvedimenti legislativi che, comunque, oltre ad averlo preceduto, continuano ad interagire con lo statuto del contribuente. Il riferimento riguarda la legge n. 142 del 1990 sulle autonomie locali e la legge n. 241 del 1990 sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso agli atti amministrativi. Provvedimenti varati con lo scopo di creare un ponte, di consentire un dialogo tra il cittadino e l'amministrazione pubblica. Partendo dal procedimento amministrativo generale, anche in campo fiscale, la crescente proliferazione normativa degli anni passati ha indotto nel 2000 il legislatore, con lo statuto del contribuente, ad emanare norme espressione di principi generali che hanno profondamente inciso sull'azione adeguatrice, necessaria per avvicinare il diritto applicato con il diritto scritto, cercando di rendere il rapporto tra il cittadino-contribuente e l'amministazione fiscale il più possibile chiaro, trasparente e dialettico. Un confronto basato cioè sulla fiducia reciproca, piuttosto che uno "scontro" basato sulla reciproca diffidenza.
La Cassazione
Oggi, dopo nove anni dalla sua entrata in vigore, si può senz'altro affermare che i fatti hanno smentito coloro che frettolosamente avevano definito i precetti contenuti nella legge n. 212/2000, solo un manifesto di buone intenzioni che difficilmente si sarebbe tradotto in concrete regole di comportamento. I primi risultati positivi si sono conseguiti grazie agli orientamenti interpretativi della suprema corte di Cassazione i quali, trainanti anche per una giurisprudenza di merito, hanno contribuito a instaurare rapporti più garantisti e democratici fra l'amministrazione finanziaria e i cittadini contribuenti.
Mancata osservanza
Non altrettanto si può dire per il legislatore sull'osservanza dei precetti contenuti nella prima parte della legge; a tutt'oggi si possono elencare in circa 290 le disposizioni di legge emanate in deroga al divieto della retroattività o recanti proroghe dei termini di prescrizione, o di decadenza in materia tributaria (si vedano i quesiti più sotto). L'articolo 1, comma 1, della legge 212/2000 introducendo i concetti generali stabilisce che le nuove disposizioni vengono emanate in attuazione degli articoli 3, 23, 53 e 97 della Costituzione. Come rilevato nella relazione al disegno di legge presentato al Senato durante la XIII legislatura, la novella si propone l'obiettivo di dare attuazione ai diritti fondamentali del contribuente quali quelli all'informazione e all'assistenza, alla chiarezza delle norme tributarie, alla adeguata conoscenza delle conseguenze delle proprie azioni sul piano fiscale, alla speditezza e tempestività dell'azione fiscale, alla semplificazione degli adempimenti, alla tutela dell'affidamento, alla equità e ragionevolezza delle sanzioni, all'equo e regolare svolgimento delle procedure di accertamento. Per una piena e completa applicazione della legge molto è stato già fatto, ma molto resta ancora da fare per il legislatore, per la pubblica amministrazione, ma soprattutto per i contribuenti che debbono prendere piena coscienza delle potenzialità ancora inespresse da parte della più importante legge (statuto del contribuente legge n. 212 del 2000) posta a tutela dei loro diritti.

Per una visione di sintesi si rinvia alla tabella allegata

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