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La ritenuta torna allo studio
Sono socio al 50% di una associazione professionale. Ogni anno vengono imputate, pro quota, a me e all'altro socio la quota di reddito e le ritenute d'acconto subite dall'associazione. A seguito di ciò, sorge un problema che si ripete ogni anno. Infatti, le nostre dichiarazioni sono sempre a credito perché il reddito imponibile, dopo la deduzione degli oneri, dà luogo ad una imposta Irpef inferiore all'importo delle ritenute d'acconto subite dall'associazione e imputate ai soci. Ho letto nel vostro giornale che ora è possibile riversare questi crediti all'associazione, al fine di consentire la compensazione in capo a quest'ultima. Vorrei sapere come.B.G. – PARMA


Il quesito è di grande attualità, in quanto, recentemente, sulla base di una interessante interpretazione dell'articolo 22, comma 1, del Tuir, l'agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 56/E del 23 dicembre 2009, affermando la compensabilità delle ritenute subite dalle associazioni professionali e successivamente imputate ai soci in base al principio di trasparenza. La circolare citata è ancora più interessante, in quanto il principio della compensabilità, riconosciuto dall'Agenzia, non è limitato alle associazioni professionali, ma è esteso anche alla più vasta platea dei soggetti societari previsti dall'articolo 5 del Tuir. Per questi soggetti, infatti, la situazione che frequentemente si verifica è la seguente:
1) l'associazione professionale o la società imputa per trasparenza la quota parte di reddito conseguito e le ritenute alla fonte subite a ciascun associato o socio, affinché questi possa dichiarare la propria quota di partecipazione e scomputare le ritenute nella sua dichiarazione annuale;
2) l'associazione professionale o la società versano somme all'erario, in quanto soggetti debitori di tributi propri;
3) l'associato o il socio è spesso a credito, in quanto le ritenute trasferite superano di frequente l'ammontare della sua imposta Irpef; in questo caso, l'associato o il socio, fatto salvo il caso della compensazione con altre imposte personali (se esistenti) può recuperare il credito solo chiedendo a rimborso il credito eccedente; questa procedura ha il difetto di essere poco snella e, soprattutto, non consente di ottenere un risultato immediato.
Prendendo atto di queste situazioni, l'agenzia delle Entrate, con la circolare 23 dicembre 2009 n. 56 ha posto l'attenzione sulle combinate disposizioni contenute:
nell'articolo 22, comma 1, del Tuir (secondo cui le ritenute operate sui redditi delle società, associazioni e imprese indicate nell'articolo 5 si scomputano, nella proporzione ivi stabilita, dalle imposte dovute dai singoli soci, associati o partecipanti);
nell'articolo 17 del Dlgs n. 241/97 che prevede e regola le modalità di compensazione.
Con la soluzione che ne è scaturita, l'Agenzia ha innovato il meccanismo e la possibilità di utilizzo delle ritenute d'acconto subite dai soggetti trasparenti, affermando che i soci o associati di società di persone, di associazioni senza personalità giuridica per l'esercizio in forma associata di arti e professioni possono dare il loro consenso, affinché le ritenute d'acconto che residuano dopo lo scomputo dal loro debito Irpef, possano essere ritrasferite alla società o associazione, affinché questi enti possano effettuare la compensazione dei propri debiti tributari (Irap, Iva o ritenute alla fonte).
Conseguentemente, la società o associazione ha la possibilità di compensare le ritenute trasferite dai soci con pagamenti di altre imposte e contributi, attraverso l'uso del modello F24.
Al riguardo, al fine di consentire l'immediata operatività della soluzione contenuta nella citata circolare n. 56, l'agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 6 dell'11 febbraio 2010, ha indicato che la compensazione deve avvenire con codice tributo «6830». La risoluzione precisa che in sede di compilazione del modello F24, questo codice deve essere esposto nella sezione "Erario" in corrispondenza delle somme indicate nella colonna «Importi a credito compensati», con l'indicazione quale «Anno di riferimento», dell'anno d'imposta nel quale le ritenute residue sono riattribuite ai soggetti di cui all'articolo 5 del Tuir, nel formato «AAAA».
L'assenso del socio
Per consentire l'utilizzo del credito d'imposta della società o associazione il socio deve, necessariamente, fornire il preventivo assenso in forma scritta. Ecco le fasi del procedimento:
- l'assenso dei soci o degli associati deve essere manifestato preventivamente, anche in via generalizzata, in un apposito atto avente data certa (per esempio tramite scrittura privata autenticata o posta elettronica certificata) o nello stesso atto costitutivo;
- l'assenso può essere riferito al credito derivante dalle ritenute residue relative ad un singolo periodo di imposta o a quello derivante da tutte le ritenute residue senza limiti di tempo, fino a revoca espressa;
- il credito deve risultare dalla dichiarazione annuale della società;
- è possibile sempre revocare l'assenso con un analogo atto avente data certa o con una modifica dell'atto costitutivo; questa revoca ha efficacia con riferimento ai crediti derivanti dalle ritenute subite nel periodo d'imposta in cui è stata effettuata la revoca;
- l'eccedenza di ritenute restituita alla società o associazione, non è più riattribuibile al socio.
Dopo che le ritenute sono state trasferite, l'associato o il socio maturano un credito nei confronti dell'ente, corrispondente alle ritenute ricevute. Al riguardo, appare utile evidenziare che il recupero del credito non ha alcuna rilevanza ai fini tributari; il recupero costituisce, infatti, un'operazione di natura finanziaria da cui non sorge alcun presupposto impositivo.
La compensazione
La circolare n. 56 precisa che l'assenso dei soci o associati deve precedere l'utilizzo in compensazione da parte della associazione o società. L'individuazione del codice tributo comporta che il credito relativo alle ritenute subite nel 2009 può essere utilizzato in compensazione già dal 1° gennaio 2010.
L'Agenzia ha affermato che i soci o associati possono trasferire, senza alcuna limitazione, le ritenute che residuano dopo aver lo scomputo dal loro debito Irpef. Consegue che, dopo aver operato lo scomputo prioritario delle ritenute con il proprio debito Irpef (vincolo imposto dall'articolo 22, comma 1 del Tuir) possono girare l'intero importo di ritenute eccedenti alla società o associazione o anche parte delle ritenute che eccedono (Convegno Telefisco 2010, del Sole-24 ore).
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Il Punto

L'errore nel ricalcolo
lascia indenne la societàCon provvedimento del 1° febbraio 2010 l'agenzia delle Entrate ha modificato alcuni quadri del modello Unico Società di persone (SP) 2010 al fine di recepire l'inserimento dei dati relativi alla compensazione.
Modifiche del quadro RK
Nel quadro RK è stato inserito il nuovo campo 12 dove devono essere indicate le ritenute riattribuite alla associazione o alla società da ciascuno dei soci o associati.
Modifiche del quadro RX
L'importo totale delle ritenute riattribuite da ciascun socio o associato deve essere indicato nel quadro RX, rigo RX19 colonna 3, della associazione o società.
Questo rigo è stato inserito nella nuova sezione IV (appositamente aggiunta al quadro RX).
Le relative istruzioni per la compilazione precisano che:
1) la sezione IV (Credito ritenute subite) va compilata nel caso in cui i soci o associati della società o associazione dichiarante abbiano acconsentito in maniera espressa a che le ritenute a essi imputate, che residuano una volta operato lo scomputo dal loro debito Irpef, siano utilizzate dalla società o associazione stessa in compensazione per i pagamenti di altre imposte e contributi attraverso il modello F24;
2) una volta che le ritenute residue siano state avocate dal soggetto collettivo e il relativo credito sia stato dal medesimo utilizzato in compensazione con i propri debiti tributari e previdenziali, eventuali importi residui di credito non possono più essere ritrasferiti ai soci medesimi e devono essere utilizzati esclusivamente dalla società o associazione;
3) in ogni caso, i soci o associati hanno facoltà di revocare l'assenso e tale revoca ha efficacia con riferimento ai crediti derivanti dalle ritenute subite nel periodo d'imposta in cui è stata effettuata la revoca.
Le istruzioni evidenziano, infine, che la possibilità della compensazione è ammessa solo per le ritenute subite dal soggetto partecipato nell'anno 2009.
Queste infatti precisano che nel rigo RX19, va indicato:
- in colonna 1, l'eccedenza di ritenute risultante dalla precedente dichiarazione. Si precisa che la presente colonna risulta compilabile a partire dalla dichiarazione relativa al periodo d'imposta 2010;
- in colonna 2, l'importo di cui a colonna 1 utilizzato entro la data di presentazione della dichiarazione per compensare tributi e contributi mediante il modello di pagamento F24, ai sensi dell'articolo 17, Dlgs 241/97. Si precisa che la presente colonna risulta compilabile a partire dalla dichiarazione relativa al periodo d'imposta 2010.
Neutralità
È importante segnalare che, in caso di errori nella determinazione dell'ammontare delle ritenute trasferite in capo all'ente, non scatta in capo a quest'ultimo alcuna responsabilità solidale con il socio o associato. Ciò comporta che l'ente non è passibile di sanzioni per l'utilizzo in compensazione di crediti non spettanti. Resta, tuttavia, sanzionabile il socio o associato ove questi non regolarizzi l'errore, anche mediante l'utilizzo del ravvedimento operoso, effettuando il versamento del maggiore importo Irpef attribuito in via definitiva all'ente (Convegno Telefisco 2010, del 27 gennaio 2010).
Soggetti interessati
La circolare dell'Agenzia afferma che i soggetti destinatari del trasferimento delle ritenute sono i soggetti trasparenti individuati dall'articolo 5 del Tuir.
Si tratta, quindi, delle società semplici, delle società di persone, delle associazioni senza personalità giuridica per l'esercizio in forma associata di arti e professioni, delle aziende coniugali, delle società di fatto, delle società di armamento e delle imprese familiari.
La circolare, per contro, nulla dice in relazione sulla possibilità di utilizzare lo stesso criterio per le società che applicano il regime opzionale di trasparenza fiscale previsto dagli 115 e 116 del Tuir. Anche questi soggetti, infatti, attribuiscono i redditi di partecipazione ai soci e trasferiscono loro le ritenute pro quota. Per il principio di analogia, pertanto, potrebbe ammettersi che la procedura di trasferimento delle ritenute possa essere utilizzata consentita dai soci delle predette società.
Sul punto, tuttavia, sarebbe auspicabile un pronunciamento dell'agenzia delle Entrate.
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Per una visione di sintesi si rinvia alla tabella allegata

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