«Vale» come servizio l'attività di segretario per un concorso
Sono stato chiamato a svolgere le funzioni di segretario in tre commissioni per concorsi banditi da un ministero. Essendo dipendente di un altro ministero, ho chiesto l'autorizzazione a svolgere tale attività da parte della mia amministrazione di appartenenza, e l'ho ottenuta. Tuttavia, nell'autorizzazione viene «intimato» di svolgere tale attività «a titolo personale, senza oneri per l'amministrazione e al di fuori dell'orario di servizio»; in sostanza, per svolgere tale funzione sarei costretto a prendere ferie e, tra scritti e orali, sarei di fatto obbligato a consumare tutto il mio "monte ferie". Ma non dovrebbe applicarsi la normativa secondo cui «gli incarichi di un concorso pubblico, anche laddove si tratti di concorsi banditi da un'amministrazione diversa da quella di appartenenza, si considerano ad ogni effetto di legge conferiti in ragione dell'ufficio ricoperto dal dipendente pubblico o comunque conferiti dall'amministrazione presso cui presta servizio o su designazione della stessa»?
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