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33 quesiti trovati
I punti di attenzione quando il forfettario fonda una Srl
Il titolare di una partita Iva, in regime forfettario, è iscritto a alla gestione Ivs commercianti. Tale soggetto intende costituire una Srl che sarà priva di dipendenti e si avvarrà del lavoro del fondatore. Si ipotizzano due situazioni. In caso di Srl unipersonale, la stessa dovrà essere qualificata come artigiana e il fondatore titolare di partita Iva verserà i contributi fissi all’Ivs artigiani/commercianti in base a quella che sarà l’attività prevalente (in termine di tempo) tra la ditta individuale esistente e la Srl di nuova costituzione; in sede di dichiarazione dei redditi dovrà cumulare i redditi delle due attività per conteggiare il saldo dovuto all’Inps. È corretto? In caso di Srl pluripersonale in cui il titolare di partita Iva sarà amministratore/socio lavoratore di maggioranza e un altro soggetto sarà socio di capitale di minoranza, l’iscrizione alla sezione artigiana costituisce una mera facoltà e si potrà inquadrare la società come industria. Il titolare di partita Iva potrà lavorare personalmente nella Srl assicurandosi all'Inail e l’eventuale compenso sarà da assoggettare alla gestione separata con aliquota ridotta del 24 per cento, essendo già attiva la posizione nella gestione Ivs commercianti.
Senza scritture contabili la ex Onlus non «dichiara»
Una ex Onlus, iscritta al Runts (registro unico nazionale del Terzo settore) nel 2026, possiede solo il codice fiscale e non ha mai aperto la partita Iva, perché ha sempre svolto attività Istituzionale e non ha altri redditi imponibili. Le uniche entrate sono rappresentate dalle quote associative e dal 5 per mille. Considerato che l'attività è rimasta la stessa e non ci sono altri redditi imponibili, alla luce della nuova normativa degli Ets (enti del terzo settore), ossia del Dlgs 117/2017, Codice del terzo settore - Cts, la ex Onlus può continuare a non presentare la dichiarazione dei redditi per gli enti non commerciali (modello Redditi Enc)?
Come i genitori detraggono per la casa del figlio under 18
A seguito di rinuncia all'eredità, un figlio minorenne diventa proprietario di un'abitazione, sulla quale vengono effettuati lavori di ristrutturazione edilizia, con fatture intestate ai genitori e bonifici pagati dagli stessi. Questi ultimi possono portare in detrazione, nella propria dichiarazione dei redditi, le spese di ristrutturazione? Si segnala che l'abitazione, dopo i lavori, verrebbe concessa in locazione.
Se la tapparella è blindata il bonus spetta comunque
Devo cambiare gli infissi esterni dell'appartamento con nuove tapparelle, che non migliorano la tenuta termica dell'appartamento, ma hanno blindatura e chiavistelli interni. Non devo fare altri lavori in contemporanea, salvo piccoli interventi in muratura, atti a permettere il blocco delle tapparelle. Vorrei sapere se ho diritto al bonus ristrutturazioni.
Agevolazione riconosciuta alla seconda pompa di calore
Nel 2021, ho fatto installare un impianto di climatizzazione invernale ed estiva a pompa di calore, fruendo della detrazione fiscale del 50% per interventi di ristrutturazione edilizia. L’installazione è avvenuta sulla casa di residenza e riguardava solo tre locali su cinque. Nel 2026, all’interno della stessa abitazione, ho fatto installare un secondo condizionatore a pompa di calore per i due locali rimanenti. L'intervento è avvenuto al di fuori di una pratica di manutenzione straordinaria o ristrutturazione. I pagamenti sono stati effettuati con bonifico parlante per ristrutturazione edilizia, ed è stata inviata la pratica all'Enea entro i 90 giorni dal termine lavori. Vorrei sapere se è possibile fruire della detrazione fiscale del 50% anche per questo intervento di “completamento” della climatizzazione dell’abitazione.
Acquisto di occhiali da vista mai con fattura elettronica
Sono titolare di un negozio di ottica e un cliente, persona fisica con partita Iva, mi ha chiesto l'emissione della fattura per l'acquisto di occhiali da vista. Ho emesso la fattura cartacea, anche se il cliente ha voluto che venisse indicata la sua partita Iva. Vorrei sapere se il mio comportamento è stato corretto.
Il bonus al coniuge convivente sul montacarichi antibarriere
In un condominio è stato installato un montacarichi, per l'abbattimento delle barriere architettoniche. I lavori sono stati eseguiti e pagati entro il 31 dicembre 2025. In un caso le spese non sono state sostenute da un condomino, ma dal suo coniuge, convivente, non proprietario dell'abitazione. Questo soggetto ha diritto alla detrazione del 75% in 10 anni?
L'utilizzo del credito 110% rifiutato dal cessionario
Nel 2022, un contribuente ha sostenuto spese rientranti nel superbonus 110 per cento. A marzo 2023, questo soggetto ha ceduto il credito a un privato, il quale ha accettato le prime due rate (con utilizzo nel 2023 e nel 2024), mentre ha rifiutato la terza e la quarta rata. I crediti per le due annualità rifiutate si trovano ora nel cassetto fiscale dei crediti a disposizione del cedente. Quest’ultimo può indicare, nelle dichiarazioni degli anni 2024 e 2025, le residue quote annuali dei crediti, riportandole nel quadro RP del modello Redditi Pf o nel modello 730? Se la risposta è affermativa, con quali modalità deve procedere?
L’opzione per il forfait esercitata dall’Aps
Un’associazione di promozione sociale (Aps), ente del terzo settore (Ets), ha scelto, dal 1° gennaio 2026, di aderire al regime forfettario previsto dall'articolo 86 del Dlgs 117/2017, Codice del terzo settore. Su quale dichiarazione dei redditi deve comunicare l'opzione? Sulla dichiarazione relativa all'anno d'imposta 2025, da presentare nel 2026, o su quella relativa all'anno d'imposta 2026, da presentare nel 2027?
L’eccedenza di acconto AP '25 si compensa con il «fisso» ‘26
Nel 2025 un artigiano edile ha versato l'acconto contributivo (causale AP) oltre il minimale. Il credito è esposto nel quadro RR del modello Redditi Pf 2026. Si chiede se è possibile utilizzare questo credito nel modello F24 per pagare il contributo fisso (causale AF) dovuto per il 2026, oppure se è necessario chiedere la compensazione all'Inps (circolare 105/2025).
Due aliquote su opere comuni tra prima e seconda casa
Sono proprietario di una palazzina bifamiliare composta da due appartamenti, uno utilizzato come prima casa e uno che è, al momento, non abitato. Poiché ho intenzione di ristrutturare il muro di recinzione e installare un cancello elettrico scorrevole, vorrei sapere se posso beneficiare della detrazione fiscale del 50 per cento per le opere murarie e elettriche, nonché per i lavori del fabbro.
Arredi con detrazione-bis in presenza di nuovi lavori
Si è in procinto di sostituire i serramenti esterni di un immobile a uso abitativo di proprietà, in cui si risiede, con altri aventi finiture e colori diversi dai precedenti. Il pagamento avverrà con bonifico parlante, ex articolo 16-bis del Tuir (Dpr 917/1986). Per tale intervento, non si è proceduto a presentare una Scia (segnalazione certificata di inizio attività) o una Cila (comunicazione di inizio lavori asseverata). Nella situazione descritta, è possibile fruire anche del bonus sui mobili da collocare nella medesima abitazione in cui vengono sostituiti i serramenti? Nel 2024, nel medesimo immobile, è stato sostituito il climatizzatore e, collegandosi a tale intervento, è stato utilizzato il bonus mobili per circa cinquemila euro. È possibile utilizzare nuovamente il bonus mobili per cinquemila euro nel 2026, visto che quello precedente risale al 2024?