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Appello errato e annullato: vale la rinotifica nei termini

Ho effettuato una notifica al Comune, a mezzo posta elettronica certificata (pec), per notificare un appello tributario. Il giorno dopo mi sono accorta che l'appello era intestato erroneamente alla Corte di giustizia tributaria di primo grado. Ho inviato, quindi, un’altra pec al Comune, per annullamento della pec notificata il giorno prima, poiché l'appello aveva un'intestazione errata. Successivamente, ho inviato una nuova pec per la notifica dell'appello intestato, correttamente alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado. Il giorno dopo ho iscritto al Sigit (Sistema informativo della giustizia tributaria) il deposito dell'atto di appello correttamente intestato. Il tutto è stato eseguito nel rispetto dei termini di scadenza riguardanti la notifica dell'appello. Alla luce di questa situazione, la notifica dell’appello è valida?

Gli obblighi dell'Agenzia quando «perde» il contenzioso

Vorrei sapere se le spese di giudizio che l’agenzia delle Entrate, soccombente in un contenzioso tributario, deve rimborsare a un contribuente privato devono essere assoggettate o meno all’Iva. L'Agenzia è tenuta anche al rimborso del contributo unificato versato, come indicato in sentenza, oltre che al pagamento degli interessi maturati dalla data della sentenza alla data del pagamento?

I termini del contenzioso dipendono dalla data di instaurazione

Ho presentato un ricorso in appello alla Commissione tributaria Regionale di Venezia, per una serie di cartelle esattoriali relative a Iva e Irpef pervenute al mio cliente, sostenendone la nullità per molteplici motivi (firma non appartenente al contribuente o mancanza della prova di avvenuta notifica da parte dell'Ente riscossore). Prima dell'appello la contestazione è stata sollevata sia presso la Commissione tributaria Provinciale di Venezia, che presso la Commissione tributaria Regionale di Venezia. La discussione del ricorso appello è avvenuta il 19 dicembre 2024 ma a oggi non risulta pervenuta alcuna notifica. È tutto regolare?

I due termini per impugnare sentenze della Cgt di 1° grado

Sono stato parte ricorrente, in tre processi tributari, nelle Corti di giustizia tributarie di 1° grado e, giudicato soccombente, sono stato condannato a pagare le spese di lite, con tre rispettive sentenze. La prima sentenza è del 10 dicembre 2022, depositata il 20 dicembre 2022; la seconda è del 10 gennaio 2023, depositata il 14 febbraio 2023; la terza è del 18 giugno 2023, depositata il 26 giugno 2023. Volendo ora fare appello contro queste tre sentenze, mi hanno detto che i termini sono scaduti. Ma esiste una legge che ha fissato i termini per fare appello?

Impugnabili gli accertamenti privi di identificativi catastali

Ai fini della motivazione degli atti impositivi, un avviso di accertamento Imu che non riporta gli identificativi catastali dei fabbricati può essere impugnato per mancanza di motivazione?

Integrativa e ravvedimento anche post notifica del Pvc

Una società ha ricevuto dalla Guardia di finanza un processo verbale di constatazione (Pvc), relativo all'anno d’imposta 2018, in cui si contesta la detraibilità dell'Iva di alcune operazioni di una holding. Si sta valutando se aderire al Pvc o attendere l'emissione della bozza d'atto e, eventualmente, proseguire con il contenzioso. In questa fase, vale a dire nei 30 giorni utili per l'adesione al Pvc, in cui sono sospesi i termini dell'accertamento, è ancora possibile presentare la dichiarazione integrativa Iva 2019 (anno d'imposta 2018)? In caso di risposta positiva, a quali sanzioni sarebbe soggetta la maggiore Iva a debito, e quali sarebbero i termini per versare il dovuto?

Se l'Agenzia chiede fatture in possesso di un tribunale

Nel modello 730 (per l'anno d’imposta 2021), un contribuente inseriva spese sanitarie, riferite a prestazioni odontoiatriche, che hanno generato un rimborso Irpef di oltre cinquemila euro. L'agenzia delle Entrate ha attivato un controllo, ex articolo 36-ter del Dpr 600/1973, per la verifica di queste spese, inserite nel rigo E1. Purtroppo, le fatture che giustificavano l'inserimento di queste spese in dichiarazione non sono più nel possesso del contribuente, perché sono state utilizzate per una causa civile contro lo studio dentistico e, di conseguenza, sono materialmente nel fascicolo depositato in Tribunale, e non ne è stata conservata copia. È possibile pretendere che, per il recupero di tali fatture, sia l’agenzia delle Entrate stessa ad attivarsi, in quanto pubblica amministrazione e, quindi, in applicazione del principio della non duplicazione di richieste per documenti già in possesso di un'altra pubblica amministrazione? Oppure, al contrario, visto che, in base all'articolo 36-ter del Dpr 600/1973, l’onere della prova ricade sul contribuente, deve comunque attivarsi il contribuente, il quale, una volta acquisiti i documenti, dovrà consegnarli all’agenzia delle Entrate per il controllo?

Le azioni per sbloccare il rimborso dalle Entrate

Nel febbraio 2023, a seguito di una sentenza della Corte di cassazione del gennaio dello stesso anno, che ha chiuso in modo a me favorevole un contenzioso tributario con l’agenzia delle Entrate, iniziato nel 2014, ho chiesto il rimborso dell’imposta di registro non dovuta, da me versata nel 2014 per non incorrere nella sanzione del 30 per cento, prevista nel caso di non adesione alla richiesta dell’Agenzia stessa. A distanza di oltre un anno, la domanda di rimborso da me presentata non è stata ancora esaminata dall’ufficio, nonostante numerosi solleciti da me inviati per via telematica e un sollecito scritto, presentato direttamente allo sportello dell'ufficio competente nel giugno 2023. Quali azioni posso porre in essere per indurre tale ufficio a esaminare la mia domanda e a dare seguito al rimborso che mi spetta?

Reati tributari, c'è sempre la segnalazione alla Procura

Un modello Redditi 2023 viene trasmesso il 30 settembre 2023 con omessi ricavi per oltre un milione di euro. A seguito di processo verbale della Guardia di finanza del 15 ottobre 2023, viene immediatamente regolarizzata l'Ires dovuta e viene inviata la dichiarazione correttiva nei termini. La Guardia di finanza è tenuta a segnalare il reato alla Procura?

Fatture tardive: sanzioni ridotte dal cumulo giuridico

Nel 2023 una società ha erroneamente inviato circa mille fatture oltre i 12 giorni concessi. Questo comporterebbe una sanzione di circa 30mila euro. È in programma una eventuale sanatoria? Ci sono strumenti per interfacciarsi con l’agenzia delle Entrate al fine di limitare l'importo delle sanzioni?

Riforma del processo tributario e modalità di notificazione

Nel Dlgs 220 del 30 dicembre 2023, all'articolo 1 (modifiche apportate all'articolo 16-bis del Dlgs 546/1992) si afferma che: «2) il comma 3 è sostituito dal seguente: 3." Le parti, i consulenti e gli organi tecnici di cui all'articolo 7, comma 2, depositano gli atti processuali, i documenti e i provvedimenti giurisdizionali notificati esclusivamente con le modalità telematiche"». Nelle Note riportate in calce al provvedimento, si riepilogano gli articoli modificati e per l'articolo 16-bis del Dlgs 546/1992 si riporta il nuovo comma 3 così descritto: «Le parti, i consulenti e gli organi tecnici di cui all'articolo 7, comma 2, notificano e depositano gli atti processuali». Nel testo del decreto non è citato il verbo «notificano» che invece viene richiamato nella nota in calce. Sembra dunque, dal testo letterale, che l'obbligo delle procedure telematiche riguardi solo il deposito e non la notifica. Si tratta di un errore di coordinamento?

Se la mediazione decade non resta che l'autotutela

Un contribuente conclude il procedimento di mediazione all'agenzia delle Entrate chiedendo il pagamento rateale delle somme indicate nella proposta di mediazione. Nella stessa proposta di mediazione è detto che in caso di pagamento rateale bisogna prendere contatto con l'agenzia delle Entrate per effettuare il pagamento della prima rata entro 20 giorni. Nonostante tale richiesta sia stata formulata, l'agenzia delle Entrate non invia il piano di rateizzazione con la prima rata da pagare nei termini e ritiene decaduto il contribuente dalla mediazione. Sono peraltro spirati i termini per il ricorso. Cosa può fare a questo punto il contribuente?