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27332 quesiti trovati
Dta, l'effetto della cessione sull'utilizzabilità del credito
L'agenzia delle Entrate, con le risposta agli interpelli 259/2025 e 300/2025, ha chiarito che nel caso di Dta (deferred tax assets) chiesti a rimborso in dichiarazione dal possessore, in caso di cessione del Dta stesso il cessionario può solo chiedere il rimborso ma non utilizzare il credito in compensazione. Riprendendo il concetto stesso espresso dell'Agenzia a mio parere tale posizione vale, oltre che per il caso di specie previsto nell'interpello, anche quando si tratta ( come dice l'agenzia stessa) di Dta da crediti di imposta chiesti a rimborso in dichiarazione (dal cedente). Ma se un Dta " nasce" libero in capo a una società la quale non si è espressa inizialmente sulla sua utilizzabilità e comunque non l'ha richiesta a rimborso, in caso di cessione a terzi, il cessionario dovrebbe poter utilizzare tale credito anche in compensazione con codice tributo 6834 compensando debiti tributari. Qual è l'opinione dell'esperto?
Ok alla quota 103 del 2025 anche se la ricongiunzione si paga nel '26
Un lavoratore dipendente ha versato contributi nella gestione Ago (Assicurazione generale obbligatoria), nella gestione Ex-Inpdap, nella gestione separata e nel 1989 ha versato contributi anche a Inarcassa come architetto. Dopo aver effettuato una verifica presso l'Inps, gli è stato riferito comunicato che con la ricongiunzione di tutti i contributi acquisisce nel 2025 i requisiti per quota 103. Inarcassa gli ha comunicato che per la ricongiunzione dei contributi dovrà pagare una cifra abbastanza importante. Nel caso dovesse pagare a febbraio 2026 in unica soluzione, avrebbe comunque raggiunto nel 2025 i requisiti per quota 103?
L'integrativa per le detrazioni in eccesso non invalida il Cpb
Un contribuente ha inviato il modello Redditi 2025 con relativa adesione al Cpb (concordato preventivo biennale) per il 2025 e 2026 entro il 30 settembre 2025. Ora è venuto a conoscenza che degli oneri detratti al 65 erano in realtà detraibili al 50 per cento, per cui ha intenzione di presentare una dichiarazione integrativa per versare con ravvedimento il maggior credito compensato. Si chiede all'esperto se tale procedura farà decadere dall'adesione al Cpb (i cui dati sono corretti), se sono dovute delle sanzioni e quali saranno gli importi da versare per la presentazione della dichiarazione integrativa (in questo caso il codice tributo da utilizzare e l'anno di riferimento).
I poteri dell'amministratore per i contratti di pulizia
Il mio quesito riguarda la scelta dell’impresa di pulizie in ambito condominiale. Nello specifico, vorrei sapere qual è il perimetro di azione decisionale dell’amministratore di condominio in relazione alla selezione della ditta di pulizie e alla successiva sottoscrizione del contratto. L’amministratore può procedere autonomamente all’affidamento del servizio di manutenzione ordinaria e alla stipula di un contratto annuale o pluriennale, oppure è sempre necessaria una preventiva delibera assembleare? Inoltre, esistono limiti temporali o di spesa oltre i quali l’intervento dell’assemblea diventa obbligatorio, anche in presenza di un servizio qualificabile come ordinaria amministrazione?
Ets e Intra 12, i criteri per acquisti intracomunitari
Un ente del terzo settore (Ets) deve necessariamente integrare ogni mese le fatture passive provenienti da altri Paesi Ue, che riceve nell'ambito dell’attività istituzionale, e presentare il modello Intra 12, oppure, se il valore delle operazioni non supera i 10mila euro all’anno, la scadenza può essere trimestrale?
Limiti all’obbligo di annotare le deleghe uniche nel registro
L’annotazione delle deleghe uniche nel registro cronologico previsto dev’essere effettuata anche per quelle deleghe che vengono conferite direttamente dai deleganti, attraverso la funzionalità presente nella loro area riservata, all’interno del portale dell'agenzia delle Entrate?
Quali enti possono continuare ad applicare la legge 398/91 nel 2026
Chiedo se è confermato che, dal 1° gennaio 2026, il regime della legge 398/1991 continua ad applicarsi solo per le associazioni sportive, mentre è precluso per tutte le altre associazioni anche se non iscritte al Registro unico nazionale del terzo settore.
Come un proprietario può «esonerarsi» da una lite
Sono proprietario di un bilocale in una palazzina nella quale è stato rilevato un danno da infiltrazioni, causato dal terrazzo di un attico all'appartamento sottostante, non di mia proprietà. Io non sono coinvolto nella spesa di riparazione, perché il terrazzo (lastrico solare) non fa da copertura al mio appartamento. Il danneggiato ha agito legalmente contro il proprietario dell'attico e il condominio, perché non si è proceduto tempestivamente alla riparazione del danno. Vorrei sapere se sono tenuto a pagare le spese legali che saranno a carico del condominio.
Quali sono i libri sociali obbligatori di un’Aps
Quali sono i libri sociali obbligatori per un’Aps (associazione di promozione sociale)? E quali libri devono essere vidimati?
La locazione di fabbricati e il regime forfettario
Un soggetto possiede un immobile A/10. Loca tale immobile alla figlia, che apre partita Iva con codice Ateco 68.32.01 (Gestione di beni immobili per conto terzi) e che, a sua volta, subloca l'immobile A/10 a un dentista. La figlia può aderire regime forfettario con questo codice e svolgere tale attività?
Il Cpb se la partita resta aperta solo per liquidare l'attività
Un imprenditore individuale non forfettario ha aderito al concordato preventivo per il biennio 2024-2025. Nel mese di settembre 2025 viene assunto da una pubblica amministrazione e, conseguentemente, procede con la cancellazione dall’Inps gestione artigiani e comunica la cessazione dell'attività alla Camera di commercio. Tuttavia, mantiene attiva la partita Iva esclusivamente per la fase di liquidazione della ditta (riscossione di crediti e dismissione di beni strumentali). Si chiede se, in tale fattispecie, la fuoriuscita dal concordato preventivo biennale debba ritenersi collegata alla cancellazione dalle posizioni Inps e Cccia (quindi già a settembre 2025), oppure se a rilevare sia la formale chiusura della partita Iva, che presumibilmente avverrà nel corso del 2026.
Ascensore: così la ripartizione per manutenzione ed esercizio
L'amministratore del condominio in cui vivo divide le spese relative alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’ascensorista in base alla tabella di proprietà e non secondo la tabella, pur prevista nel regolamento, di suddivisione delle spese per l’ascensore perché sostiene che quest’ultima debba essere applicata solo per le spese di servizio (corrente elettrica) e non per la manutenzione, in quanto il regolamento condominiale stabilisce che «le sole spese di esercizio degli ascensori saranno ripartite fra i 54 alloggi secondo i millesimi della tabella C» (e cioè ex articolo 1124 del Codice civile), facendo quindi distinzione fra spese di manutenzione e spese di esercizio. Vorrei sapere se questo tipo di ripartizione è corretto.