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Iva

Con la detrazione Iva rinviata le «esodate» fruiscono del 5.0

Una società gode di un credito Transizione 5.0 riconosciuto alle imprese “esodate” (che hanno presentato una domanda valida per il credito d'imposta, ma ne sono rimaste escluse per l'esaurimento dei fondi stanziati), da utilizzare entro il 31 dicembre 2026. Tale credito è molto elevato e, quindi, si rischia di non riuscire a utilizzarlo interamente. Al momento, la società è sempre a credito Iva. Si potrebbe decidere di registrare le fatture di acquisto, che arriveranno a ottobre, novembre e dicembre 2026, nella liquidazione Iva di maggio 2027 (anche in virtù dei nuovi termini per esercitare la detrazione Iva prevista dal decreto "Omnibus", Dl 148/2026), in modo tale che le liquidazioni di ottobre, novembre e dicembre finiscano a debito e si possa, così, utilizzare il credito 5.0 per compensare tale debito in F24?

Iva

L'abbinamento Pos-Rt quando i dispositivi sono a noleggio

Un'associazione di promozione sociale (Aps) apre, per dieci giorni all'anno, un'area ristorazione (con ingresso libero generalizzato) durante una festa paesana, per la somministrazione di alimenti e bevande (con Iva al 10 per cento). Il registratore telematico, per la certificazione dei corrispettivi, e il dispositivo Pos vengono presi a noleggio per la durata dell'apertura del "ristorante". Come si deve procedere per abbinare il registro telematico (Rt) al dispositivo Pos - abbinamento che avviene dal sesto all'ultimo giorno del secondo mese successivo alla messa in funzione - se in quella fascia temporale risulteranno disattivati e restituiti sia il registro telematico che il dispositivo Pos?

Terzo settore

Le dichiarazioni di un’Asd con sole entrate istituzionali

Un’associazione sportiva dilettantistica (Asd) ha prodotto solo entrate di natura istituzionale, ha in forza due dipendenti e non applica il regime fiscale agevolato (legge 398/1991). Quali sono i suoi obblighi dichiarativi dell’associazione? Deve compilare il modello Redditi Enc (enti non commerciali) e presentare la dichiarazione Irap?

Bonus edilizi

Come si può detrarre la quota del coniuge incapiente

Ho pagato spese straordinarie condominiali per l'appartamento cointestato tra me e mia moglie. Per farlo, ho usato il conto corrente cointestato tra noi due. Siamo conviventi e in comunione dei beni. Mia moglie è casalinga, senza reddito, ed è fiscalmente a mio carico; il conto corrente, seppure cointestato, è di fatto alimentato solo dal mio reddito di pensione. È prevedibile che il prossimo anno l'amministratore, vedendo che i pagamenti sono pervenuti da un conto cointestato, attribuisca, nella comunicazione all'agenzia delle Entrate, il beneficio delle detrazioni al 50% a entrambi, anche se mia moglie non potrebbe detrarre il suo 50 per cento, non avendo capienza fiscale. Vorrei sapere se c'è una procedura tramite la quale l'amministratore possa inserire, nella sua segnalazione annuale, il beneficio della detrazione al 100% a mio favore, quale effettivo pagatore della spesa, in modo tale che, già nel mio modello 730, possa risultare il beneficio della detrazione al 100 per cento.

Quali contributi Inps omessi «seguono» l'azienda ceduta

Una Srl intende acquistare l'azienda di una ditta individuale in contabilità semplificata. Il titolare della ditta individuale ha ricevuto cartelle per contributi Inps non pagati, relativi alla gestione commercianti. Tali debiti rientrano fra quelli per i quali l'acquirente è responsabile?

Bonus edilizi

Per il bonus mobili non basta il nuovo motore del «clima»

Nel mese di giugno 2023, ho acquistato un climatizzatore dual split, dotato di pompa di calore. L'acquisto è stato effettuato con bonifico parlante (con causale "Recupero patrimonio edilizio"), il che mi ha consentito di accedere al bonus casa, con detrazione fiscale del 50% della spesa, ripartita in 10 anni, per l'acquisto del climatizzatore, e, successivamente, al bonus mobili, fruendo di parte della quota di detrazione prevista all'epoca. Recentemente, per il climatizzatore, che era già fuori garanzia, si è resa necessario la sostituzione della sola unità esterna, a causa di un rumore eccessivo prodotto dal motore, evidentemente difettoso. La spesa per la nuova unità esterna (pari a circa un quarto della spesa complessiva effettuata nel 2023) sembra anch'essa detraibile, come indicato dalla risposta ricevuta dall'agenzia delle Entrate su mia specifica richiesta tramite interpello. Chiedo quindi, visto che anche la sostituzione dell'unità esterna danneggiata è detraibile, se tale intervento consente di accedere al bonus mobili nel 2026.

Bonus edilizi

No alla cessione parziale di una singola rata del 110%

Una cooperativa edilizia, che sta utilizzando in compensazione (per l'anno 2026, mediante F24) un credito d’imposta superbonus accettato, può cedere a terzi una parte del credito attuale rimanente e continuare a utilizzare in compensazione la restante parte?

Bonus edilizi

La Scia del 2022 non rileva, l'aliquota dipende dai bonifici

Ho effettuato i lavori di ristrutturazione dell'appartamento in cui vivo con il mio compagno, che è il proprietario mentre io ne sono comodataria. I lavori sono iniziati nel 2022 e - per varie vicissitudini - sono terminati nel 2025, anno in cui ho eseguito gli ultimi bonifici. In base alla legge 207/2024, di Bilancio per 2025, capisco che, per questi ultimi bonifici, la detrazione sarebbe scesa al 36% dal 50% - non essendo io proprietaria ma solo residente, convivente more uxorio e comodataria. Dalle mie nozioni di diritto sapevo che la legge non poteva cambiare diritti acquisiti e, avendo io depositato la Scia (segnalazione certificata di inizio attività) nel 2022, dovrei sempre godere delle stesse aliquote di detrazione anche per i bonifici effettuati nel 2025. Tuttavia non ho trovato traccia di questa interpretazione nelle guide fornite dall'agenzia delle Entrate. Chiedo quindi all'esperto di quale aliquota di detrazione posso fruire: il 50% o il 36%?

Bonus edilizi

Caldaie fossili, senza benefici anche gli interventi accessori

La legge di Bilancio per il 2024 (n. 213/2023) esclude dalla detrazione le spese di sostituzione delle caldaie a combustibili fossili (acquisto, assemblaggio e messa in opera, secondo la direttiva europea 2024/1275). La guida dell'agenzia delle Entrate 2026, «Agevolazioni dichiarazione 2026», estende la detrazione alle spese per gli interventi accessori e funzionali a tale sostituzione, anche se di adeguamento e messa a norma dell’impianto esistente. In un condominio, dismesso il riscaldamento centralizzato, si installano caldaie a condensazione nei singoli appartamenti, che, finora, ne erano privi. A parere dell’esperto, tali operazioni fanno o meno decadere dalla detrazione anche le spese sostenute dai condòmini per i minimi interventi accessori di adeguamento dei singoli impianti esistenti (modifiche della linea gas, acqua sanitaria eccetera)? Il dubbio sorge perché quest’ultima esclusione risulta da una circolare (la 8/E/2025), che, non essendo norma di legge, non ha valore vincolante per il contribuente, ma è un mero atto di prassi interna all’ente che l'ha emanata.

Bonus edilizi

Il nuovo impianto con pompa di calore agevola anche i mobili

Ho intenzione di sostituire il mio vecchio condizionatore, privo di pompa di calore, con un condizionatore d'aria estivo, con pompa di calore, nella mia abitazione principale nell'ambito delle opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici ex articolo 16-bis del Dpr 917/1986 e articolo 16, comma 1, del Dl 63/2013. Vorrei sapere se, a seguito di tale intervento, potrò fruire nell'anno 2026 del bonus mobili per l'acquisto di una nuova camera da letto, in sostituzione della vecchia.

Bonus edilizi

La parcella del geometra può fruire dell’agevolazione

Sto effettuando lavori di manutenzione straordinaria sull'immobile di residenza e mi sono avvalso - per tutte le pratiche - dell'operato di un professionista abilitato. Chiedo se la parcella del professionista rientra nelle spese per le quali è possibile fruire del bonus ristrutturazioni, e se la stessa va saldata con bonifico parlante.

I punti di attenzione quando il forfettario fonda una Srl

Il titolare di una partita Iva, in regime forfettario, è iscritto a alla gestione Ivs commercianti. Tale soggetto intende costituire una Srl che sarà priva di dipendenti e si avvarrà del lavoro del fondatore. Si ipotizzano due situazioni. In caso di Srl unipersonale, la stessa dovrà essere qualificata come artigiana e il fondatore titolare di partita Iva verserà i contributi fissi all’Ivs artigiani/commercianti in base a quella che sarà l’attività prevalente (in termine di tempo) tra la ditta individuale esistente e la Srl di nuova costituzione; in sede di dichiarazione dei redditi dovrà cumulare i redditi delle due attività per conteggiare il saldo dovuto all’Inps. È corretto? In caso di Srl pluripersonale in cui il titolare di partita Iva sarà amministratore/socio lavoratore di maggioranza e un altro soggetto sarà socio di capitale di minoranza, l’iscrizione alla sezione artigiana costituisce una mera facoltà e si potrà inquadrare la società come industria. Il titolare di partita Iva potrà lavorare personalmente nella Srl assicurandosi all'Inail e l’eventuale compenso sarà da assoggettare alla gestione separata con aliquota ridotta del 24 per cento, essendo già attiva la posizione nella gestione Ivs commercianti.