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Affitti brevi: fuori dal tetto la locazione di singole stanze

Un contribuente possiede due unità immobiliari a uso abitativo. Una è affittata con contratto in cedolare secca 4+4, mentre parti della seconda abitazione sono locate con contratti superiori a 30 giorni, sempre in regime di cedolare secca. Attualmente, sono in essere tre contratti di locazione. Un'altra parte della seconda è destinata a locazione breve attraverso un intermediario, che opera la ritenuta del 21% e certifica il corrispettivo incassato tramite Cu (certificazione unica). Si chiede se il reddito dei fabbricati può essere tassato interamente con cedolare secca, applicando l’aliquota del 21 per cento.

Cifre pagate ad affitto finito: non sempre fanno reddito

Un contratto di locazione, in regime di cedolare secca, è terminato il 31 dicembre 2024 e il proprietario ha inviato, come da disposizioni legislative, la lettera di diniego del rinnovo contrattuale. I conduttori dell'immobile, nonostante il contratto si sia concluso, non lo hanno liberato e continuano a occuparlo, pagando, peraltro, il canone che era indicato nel contratto scaduto. Il proprietario ha provveduto a inviare solleciti di rilascio dell'immobile e ha iniziato le azioni giudiziarie per liberarlo. Come devono essere considerati fiscalmente gli importi che gli occupanti dell’immobile continuano a pagare? Sono da considerare indennità di occupazione, da inserire nel quadro dei redditi diversi, oppure redditi fondiari? In tale ultimo caso, sono soggetti a cedolare secca, oppure soggiacciono al regime fiscale "normale" delle locazioni?

Niente tassa piatta in assenza di un contratto vigente

Un contratto di locazione giunge a scadenza e viene subito avviata la procedura giudiziale per ottenere la disponibilità dell'immobile. Il contratto era in regime di cedolare secca. L'inquilino continua a pagare il canone. Si chiede se quanto incassato dev’essere dichiarato come reddito di locazione anche in assenza del contratto (scaduto e non rinnovato), e se, essendo in regime di cedolare, l'imposta di registro continua a non essere dovuta.

Per il solo box non si può applicare la cedolare

Ho intenzione di affittare il box che, fino a ora, è stato pertinenziale alla mia abitazione principale. Vorrei sapere se posso applicare la cedolare secca e il box sarà soggetto a Imu.

Chi acquista un casa locata dichiara i canoni e paga l'Imu

Abito in una casa in affitto e non sono proprietario di alcun immobile. Vorrei comprare un appartamento locato e l'inquilino, almeno per il momento, non intende andare via. Dal punto di vista fiscale, se acquistassi questo appartamento locato, lo dovrei considerare come seconda casa, visto che non sarà abitato da me? In caso di risposta positiva, dovrò pagare l'Imu oppure dovrò dichiarare solo i canoni di locazione che percepirò?

Non «incide» la provvigione pagata alla property manager

Ho affidato la mia casa, tramite accordo verbale, a una property manager forfettaria, che ha provveduto a richiedere il Cin (codice identificativo nazionale) a suo nome, affitta il mio appartamento tramite una piattaforma online, riscuote l'affitto e poi mi bonifica l'importo del canone, sottraendo la sua provvigione (che poi, a fine anno, mi fattura). Preciso che la piattaforma non applica alcuna ritenuta, perché la property manager ha dichiarato di avere la partita Iva. Su quale importo devo pagare le imposte? Su quello al netto della provvigione?

Non c’è impresa per l’affitto di tre stanze in un immobile

Un contribuente, che svolge attività di libero professionista, ha acquistato, qualche anno fa, l'immobile che attualmente costituisce la sua abitazione principale. Da questa, al piano terra, ha ricavato tre stanze, che affitta, con contratto di locazione breve, nei periodi estivi. Talvolta, questo soggetto fornisce servizi di pulizia delle stesse, mentre non fornisce mai agli ospiti servizi extra, quali colazioni, pasti, guide eccetera. Alla luce delle novità introdotte dalla legge di Bilancio per il 2026 (n. 199/2025), la locazione di tre stanze, che fanno parte di un immobile accatastato come una sola unità, obbliga il contribuente a gestire l'attività in maniera imprenditoriale, e non più occasionale, oppure la normativa riguarda solamente il numero di unità immobiliari locate (in questo caso, solo una), e non le singole stanze?

Se il locatore del negozio ha applicato la cedolare

Nel modello Redditi Pf 2024 (relativo al periodo d'imposta 2023), un contribuente ha erroneamente applicato il regime della cedolare secca alla locazione di un immobile, accatastato in categoria C/1 (negozio), anziché assoggettarlo a Irpef ordinaria. Il contribuente intende presentare una dichiarazione integrativa per correggere l'errore, non avendo ancora ricevuto comunicazioni dall'agenzia delle Entrate. Il credito della cedolare secca, emergente dalla riliquidazione, può essere utilizzato subito in compensazione con l'Irpef da versare? La fattispecie configura un'ipotesi di dichiarazione infedele? E quali sanzioni si dovranno versare per chiudere la pratica?

Il reddito d'impresa in seguito ad affitti brevi e turistici

Un contribuente, avendo al 1° gennaio 2026 tre immobili destinati ad affitti brevi, ha dovuto aprire la partita Iva. Oltre che per affitti brevi, i tre immobili verranno locati per affitti turistici di durata superiore a 30 giorni. Si chiede se, ai fini delle imposte dirette, gli affitti superiori a 30 giorni sono attratti nell'attività d’impresa o se è applicabile la cedolare secca.

La casa in comproprietà che viene affittata a turisti

Un immobile è di proprietà al 90% del figlio (studente) e al 10% della madre. Quest'ultima vorrebbe utilizzare tale immobile per un'attività di locazione turistica, che lei stessa gestirebbe. È intenzione delle parti registrare un contratto di comodato gratuito, con cui il figlio concede alla madre il 90% dell'immobile per adibire l'intero appartamento a locazione turistica. Ai fini dichiarativi, la madre compilerà il quadro Redditi diversi del modello Redditi Pf, per dichiarare il reddito che ne ricaverà. Si chiede un parere sul comportamento descritto da un punto di vista tributario e, in particolare, se la registrazione del contratto di comodato si renda necessaria, oppure se la madre possa esercitare l'attività di locazione turistica in virtù del possesso del 10% dell'immobile, dichiarandone i proventi, in quest'ultimo caso, nel quadro Fabbricati.

Con un modello Rli l'erede subentra nella locazione

Un soggetto muore e lascia ai due figli, con il testamento, un immobile ciascuno. I due immobili sono locati. Ai fini del subentro nei contratti con modello Rli, è possibile far subentrare ciascun figlio, per l'immobile ricevuto, fino dalla data del decesso (con relativa opzione per la cedolare secca, a mezzo raccomandata), oppure si dovrà inviare il modello Rli con subentro in comproprietà dalla data del decesso e, solo dopo la dichiarazione di successione, un nuovo Rli con trasferimento del contratto? In tale secondo caso, occorre inviare due volte le raccomandate per la cedolare secca (prima, per il subentro in comproprietà e, poi, per il trasferimento del contratto)?

Come si tassa l'immobile dato in comodato e poi locato

Una signora vorrebbe concedere alla figlia un immobile abitativo in comodato d'uso gratuito. La figlia intende, a sua volta, concedere in locazione a terzi l'immobile avuto in comodato. Nel contratto di comodato, verrà esplicitata la possibilità riconosciuta al comodatario di locare l'immobile ricevuto e la durata sarà pari al contratto di locazione stesso. Chi è tenuto a dichiarare i canoni di locazione percepiti dal comodatario?