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360 quesiti trovati
Quali sono le «giuste cause» di revoca dell’amministratore
Oltre alle motivazioni indicate dall’articolo 1129 del Codice civile, quali altre "giuste cause" di revoca dell'amministratore sono previste dalla legge? L'assemblea, sempre secondo l'articolo 1129 citato, può deliberare la revoca dell'amministratore "in ogni tempo": quali sono gli effetti della revoca deliberata senza giusta causa nel primo anno di incarico, e nel secondo anno di proroga tacita? La giusta causa di revoca, ove prevista, dev’essere indicata anche nella richiesta di convocazione dell'assemblea, ex articolo 66 delle disposizioni di attuazione del Codice civile, o è sufficiente che sia esposta e verbalizzata al momento della delibera?
Lavori al lastrico solare: così si ripartisce il saldo dopo la lite
Nel condominio dove abito, l’assemblea aveva deliberato la manutenzione del lastrico solare a uso esclusivo di alcuni condòmini ripartendo la spesa in base all’articolo 1126 del Codice civile (1/3 e 2/3). Poiché sono stati riscontrati alcuni difetti, non è stato pagato il saldo dei lavori e la ditta esecutrice ha presentato un decreto ingiuntivo cui il condominio si è opposto. Sorta la lite, il Ctu (consulente tecnico di ufficio) ha riscontrato solamente alcuni dei difetti evidenziati dal condominio e il giudice ha proposto alle parti in causa un accordo transattivo consistente nella compensazione delle spese legali, nella divisione in parti uguali delle spese per il Ctu e nella corresponsione alla ditta dell’importo dei lavori al netto dei difetti riscontrati dalla perizia. L’amministratore sostiene che l’importo da corrispondere alla ditta debba essere diviso secondo tabella dei millesimi di proprietà e non secondo l'articolo 1126 del Codice civile, pur trattandosi di saldo dei lavori eseguiti al netto dei difetti riscontrati. Si chiede se è corretta l’interpretazione dell’amministratore in quanto, a parere di chi scrive, il saldo deve seguire la ripartizione ex articolo 1126 (un terzo e due terzi) a prescindere da come sia stato definito.
I poteri dell'amministratore per i contratti di pulizia
Il mio quesito riguarda la scelta dell’impresa di pulizie in ambito condominiale. Nello specifico, vorrei sapere qual è il perimetro di azione decisionale dell’amministratore di condominio in relazione alla selezione della ditta di pulizie e alla successiva sottoscrizione del contratto. L’amministratore può procedere autonomamente all’affidamento del servizio di manutenzione ordinaria e alla stipula di un contratto annuale o pluriennale, oppure è sempre necessaria una preventiva delibera assembleare? Inoltre, esistono limiti temporali o di spesa oltre i quali l’intervento dell’assemblea diventa obbligatorio, anche in presenza di un servizio qualificabile come ordinaria amministrazione?
Testamenti olografi, i notai non giudicano la validità
Mia madre ha redatto un testamento olografo con il quale lascia ogni bene a me, dal momento che l'accudisco 24 ore su 24. I miei fratelli sono d'accordo. Quando verrà il momento di procedere alla successione, con me come unico erede, e senza opposizione da parte dei miei fratelli, il notaio potrà procedere oppure il testamento è da considerare comunque invalido?
Le sorelle della defunta non rientrano fra i legittimari
Mi prendo cura di una persona anziana di 90 anni, alla quale non sono legato da rapporti di parentela. Questa persona vorrebbe lasciarmi in eredità l'abitazione di proprietà, in cui vive, e le somme giacenti sul suo conto corrente. La signora è vedova e non ha figli, ma ha due sorelle. Qualora rediga un testamento a favore mio e di un'altra persona, neanch'essa legata a lei da un rapporto di parentela, le sorelle potrebbero impugnare tale testamento?
Il box da vendere e la pratica irreperibile in Comune
Voglio vendere un garage singolo acquistato nel 1998 e regolarmente accatastato. L’immobile è uno dei 24 garage sotterranei facenti parte di un condominio che è composto anche da 28 appartamenti. Ho fatto richiesta al Comune per avere visione della pratica edilizia relativa al garage (dalla quale sarebbe dovuta risultare la conformità tra il progetto e le planimetrie catastali). L’ente locale mi ha comunicato con una pec che la pratica risulta irreperibile nel proprio archivio, cosa che successivamente mi è stata confermata nel corso di un incontro con un dirigente dell’amministrazione comunale. Stando così le cose, come devo procedere per poter vendere il garage?
L'accesso ai dati dei morosi per valutare l'amministratore
Nella mia qualità di condomino ho effettuato una richiesta di accesso agli atti nei confronti del condominio - e per esso all'amministratore pro tempore - per ottenere i dati relativi alle azioni legali effettuate fino ad ora nei confronti dei condòmini morosi, e valutare così l'operato dell'amministratore nella gestione del recupero crediti. Nello specifico, e precisando che alcune di queste informazioni sono già disponibili nel rendiconto, ho chiesto nome e cognome del moroso, interno dell'immobile associato, importo del credito, numero del decreto ingiuntivo e importo richiesto, il tutto riferito alla data del 31 dicembre 2024. L'amministratore ha opposto rifiuto. Chiedo se il condomino ha o meno diritto a ottenere queste informazioni, limitate allo scopo anzidetto.
L’amministratore in proroga «segue» le cause già in corso
Durante il suo mandato annuale, un amministratore ha curato l'instaurazione di due contenziosi legali. Essendo fallite, in entrambi i casi, le due mediazioni preliminari, l'assemblea ha deliberato di avviare le cause legali. Tuttavia, prima che venissero avviate le cause, è venuto a scadere l'anno di incarico e l'amministratore "pro tempore" ha continuato - e continua - a svolgere i suoi compiti in regime di "prorogatio". Quali sono gli effetti di tale "prorogatio" rispetto alle azioni legali deliberate, ma non ancora avviate, e rispetto a eventuali procedimenti giudiziari in corso? In particolare, si chiede se l'avvocato del condominio possa proseguire nelle azioni legali deliberate e in quelle già in corso, mentre l'amministratore sta svolgendo il suo mandato pro tempore in regime di "prorogatio".
Così l'imposta di registro sull'indennità di occupazione
In caso di risoluzione ipso iure di un contratto di locazione il locatore è tenuto a comunicare tramite il software Rli (Registrazione locazione immobili) l'avvenuta risoluzione entro 30 giorni e a versare l'imposta fissa di registro di 67 euro. Non è infrequente il caso in cui l’immobile non venga rilasciato immediatamente e il conduttore risolto continui comunque a versare il corrispettivo previsto, che il locatore incamera a titolo di ‘indennità di occupazione. In tali fattispecie l’agenzia delle Entrate, con la circolare 43/2007, dispone che «quando l’occupazione avviene come prosecuzione dopo la scadenza del contratto ... e senza che il proprietario abbia messo in atto azioni per rientrare in possesso del bene, le indennità corrisposte possono essere assimilate ai fini fiscali ai contratti di locazione e quindi con l’imposta di registro del 2 per cento» sulle somme incamerata a tale titolo, ma non indica come materialmente ciò possa avvenire, in quanto a seguito dell'avvenuta comunicazione di risoluzione il contratto non risulta più accessibile con il software Rli. Vorrei sapere come procedere in questi casi
Come farsi restituire spese condominiali pagate 2 volte
Nel 2023 ho versato, per errore, due volte la medesima cifra (2.045,78 euro) sul conto corrente del condominio nel quale risiedo. Con pec (messaggio di posta elettronica certificata) inviata nel 2024 e indirizzata all’amministratore condominiale, ho chiesto la restituzione dell’indebito, ma non ho ricevuto alcun riscontro. A chi devo rivolgermi per vedermi restituito il versamento fatto per errore? Tale versamento può essere scorporato dalle spese di amministrazione del condominio, riferibili all’anno della richiesta?
Sul recupero delle morosità l’amministratore inerte rischia
In un condominio, formato da sei appartamenti e un negozio, da due anni risulta, nel bilancio consuntivo, una morosità del proprietario del negozio. Non sembra che l'amministratore condominiale abbia inviato solleciti di pagamento, né che abbia intrapreso azioni per il recupero delle quote non versate. Vorrei quindi sapere quali sono, in casi come questo, gli obblighi dell'amministratore e la tempistica per il recupero della morosità di un condomino. In particolare, quali mezzi ho a disposizione, in qualità di condomino con pochi millesimi, per sollecitare l'azione dell'amministratore?
Quali cautele nella modifica delle finestre di un alloggio
Un condomino intende modificare finestre e portefinestre dell'appartamento di sua proprietà. Tali modifiche rispettano i requisiti previsti dall'articolo 1102 del Codice civile, ossia non alterano la naturale destinazione né pregiudicano la stabilità, la sicurezza e il decoro architettonico del fabbricato, non arrecano danno alle singole proprietà esclusive e non impediscono agli altri partecipanti di fare parimenti uso delle parti comuni, secondo il loro diritto. Il condomino ha necessità di una delibera dell'assemblea per l'esecuzione dei lavori di modifica?





