Lavoro e previdenza

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Il lavoratore in Cigs con contratto di solidarietà

Un lavoratore in Cigs (cassa integrazione guadagni straordinari), con contratto di solidarietà, percepisce una retribuzione oraria lorda di circa 40 euro e subisce una riduzione di circa 36 ore mensili. In tale situazione: - la retribuzione mensile persa è pari a circa 1.440 euro; - l’80% della retribuzione persa ammonta a circa 1.152 euro lordi; -il massimale Inps mensile 2026 è pari a 1.423,69 euro lordi (1.340,56 euro netti). Si chiede se, nel caso prospettato, in cui l’80% della retribuzione persa (circa 1.152 euro) risulta inferiore al massimale Inps, sia corretto: 1) erogare al lavoratore l’80% della retribuzione persa (circa 1.152 euro mensili), in quanto il massimale non risulta superato; 2) oppure erogare al lavoratore un importo di circa 288 euro mensili, ottenuto mediante riparametrazione del massimale Inps su base oraria (massimale mensile di 1.423,69 euro diviso per le ore lavorabili del mese, pari a circa 8 euro/ora, moltiplicato per 36 ore non lavorate). Si chiede, in sostanza, un chiarimento sulla corretta modalità di calcolo dell’integrazione salariale.

Gli acconti previsionali di professionisti in «separata»

Nel corso del 2025, un professionista, in gestione separata, ha avuto un reddito molto inferiore a quello del 2024. Tale situazione era già chiara al momento dell'elaborazione del modello Redditi per l'anno d'imposta 2024, e si sono versati gli acconti Inps alla gestione separata, per il 2025, in forma previsionale, calcolando in maniera precisa quello che è poi stato il reddito reale di quest'ultimo anno. È corretto l'utilizzo del metodo previsionale per il calcolo degli acconti, oppure ci si può aspettare una comunicazione Inps, in quanto non è stato applicato il metodo storico?

Bonus ai soli dipendenti per posticipare il «ritiro»

Un amministratore con compenso, che abbia raggiunto i requisiti per la pensione anticipata, può fruire dell’incentivo per il posticipo del pensionamento (bonus “Giorgetti”), o lo stesso è riservato al solo personale dipendente?

Il cumulo di due posizioni una volta arrivati a 67 anni

Andrò in pensione a gennaio 2027 per raggiunti limiti di età (67 anni). Dagli estratti contributivi Inps ho scoperto di avere - oltre alla contribuzione dal 1992 a oggi nella gestione dipendenti pubblici - 128 settimane nel regime generale Inps, comprensivi del periodo di servizio militare e di un periodo come precario nella Pa. Ho interpellato più di un Caf a proposito del cumulo delle due posizioni, operazione che da alcuni mi è stata sconsigliata. Qual è il parere dell’esperto?

Il portale Siul Cob resta operativo anche dopo l'introduzione di Siisl

La piattaforma Siisl (Sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa) andrà a sostituire il portale Siul Cob (Sistema informativo unitario lavoro - Comunicazioni obbligatorie) per quanto riguarda l'instaurazione di rapporti di lavoro, proroghe, trasformazioni e cessazioni?

La sgravio per assunzioni under 35 in attesa di istruzioni dall'Inps

Per l'assunzione di un giovane "under 35" avvenuta il 1° aprile 2026, sul portale Inps - Diresco non viene consentito di inoltrare la domanda di sgravio ex legge 26/2026, di conversione del dl 200/2025, decreto Milleproroghe, poiché accetta solo assunzioni avvenute entro il 31 dicembre 2025. Mi potete confermare ciò e consigliare cosa fare nel frattempo, per evitare di perdere lo sgravio?

Quando l'accantonamento del Tfm segue le regole del Tfr

Una società ha stabilito di attribuire agli amministratori una indennità per la cessazione del mandato (trattamento di fine mandato, Tfm) e di quantificarla secondo i criteri previsti dall'articolo 2120 del Codice civile: pertanto, tale indennità sarà calcolata sommando per ciascun anno di servizio una quota pari, e comunque non superiore, all'importo della retribuzione dovuta per l'anno stesso, divisa per 13,5. Si sta ora procedendo con accantonamenti annuali in relazione al compenso percepito. Tali accantonamenti devono essere rivalutati? Sulla rivalutazione dev'essere applicata la relativa imposta, pari al 17 per cento?

Quota 103 possibile per chi aveva i requisiti nel 2023

Sono dirigente di un’azienda sanitaria e compierò 65 anni nel corso del 2026. Con le ricongiunzioni ho raggiunto i 43 anni di contributi utili, ai fini del diritto a pensione, al 31 dicembre 2025. La legge di Bilancio per il 2024 (n. 213/2023) ha stabilito una revisione delle aliquote di rendimento per gli iscritti alla Cpdel (Cassa pensioni dipendenti enti locali), utilizzate per calcolare le quote retributive della pensione fino al 31 dicembre 2025, meno favorevoli, che si applicano solo per chi esce in anticipo. La legge di Bilancio per il 2025 (n. 207/2024) ha poi eliminato il limite ordinamentale dei 65 anni nel pubblico impiego, equiparandolo alla vecchiaia. Per questo motivo l’amministrazione non risolve il rapporto di lavoro al compimento del 65° anno e, se decidessi di dimettermi, otterrei la pensione con le aliquote di rendimento del 2024. Potrei uscire avvalendomi della quota 103 secondo la legge in vigore nel 2023 - quindi prima della revisione delle aliquote di rendimento e prima della trasformazione “interamente retributiva” di quota 103 -, anche se ho nel frattempo maturato i requisiti previsti dalla legge "Fornero"?

Quali sono i requisiti reddituali per la maggiorazione sociale

Chi percepisce una pensione integrata al minimo può chiedere la maggiorazione sociale, quando il coniuge ha solo un reddito di lavoro autonomo, al lordo dei contributi previdenziale obbligatori, di circa 10mila euro? Inoltre, il reddito che influisce sulla maggiorazione sociale è da considerare al netto o al lordo dei contributi obbligatori, che sono deducibili?

Il periodo di leva militare aumenta anche l'«assegno»

Ho svolto servizio di leva obbligatorio dal novembre 1989 all'ottobre 1990. Sono entrato nella polizia di Stato a giugno 1999, non avendo svolto attività lavorativa nel periodo intermedio. Ho chiesto e ottenuto dall'Inps che il servizio fosse registrato nell'estratto conto contributivo. Vorrei sapere se l'anno di leva, oltre a essere utile quale periodo figurativo ai fini del diritto alla pensione, influisce anche sull'importo dell'assegno pensionistico. .

Quando il Firr va versato all'agente dalla mandante

Un mio cliente è un agente, il cui rapporto di agenzia è cessato in data 31 dicembre 2025. In sede di verifica sul portale Enasarco ho riscontrato che, per tale posizione, non è possibile effettuare il versamento del Firr (fondo indennità di risoluzione del rapporto) tramite la consueta distinta Enasarco, ma viene indicato che l’importo dev'essere liquidato direttamente dalla società mandante all’agente, con applicazione della ritenuta fiscale del 20 per cento. Io invece ritengo che, nel caso di cessazione del rapporto al 31 dicembre, il Firr maturato vada versato dalla mandante alla fondazione Enasarco, la quale provvederà successivamente alla liquidazione all’agente, trattandosi di cessazione coincidente con la chiusura dell’anno. Qual è il parere dell'esperto?

Gli obblighi per il pensionato iscritto all'Albo avvocati

Sono un ex carabiniere di 66 anni, in pensione. Da circa tre anni sono iscritto all’Albo avvocati; esplico la mia attività non a tempo pieno, e prevalentemente in favore di associazioni di consumatori o enti senza fini di lucro, ragion per cui mi vengono riconosciuti prevalentemente rimborsi spese. La residuale attività di patrocinio forense non supera comunque il reddito di cinquemila euro annui. Vorrei sapere se devo aprire la partita Iva e corrispondere i contributi minimi alla Cassa forense. A quali obblighi fiscali e previdenziali sono tenuto? Dopo cinque anni di iscrizione alla Cassa forense, ho diritto al ricalcolo o al ricongiungimento per i contributi versati?