Ambiente e sicurezza
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58 quesiti trovati
Una scrittura privata per donare il vecchio inverter
Nel 2021, ho installato, per la mia residenza, un piccolo impianto fotovoltaico, da 2,1 kWh, godendo delle detrazioni fiscali. Nel 2026, vorrei completare l'impianto, installando un accumulo di 5 kWh. Dato che sono costretto a cambiare anche l'inverter, vorrei donare quello vecchio al mio vicino di casa, il quale vorrebbe dotarsi, a sua volta, di un impianto fotovoltaico. È sufficiente redigere un atto scritto con i dati fiscali miei e del mio vicino, allegando la documentazione della pratica inviata all'Enea del 2021 e della tipologia di inverter?
Mobilità elettrica, gli incentivi attivi e gli aiuti in stand by
Vorrei conoscere quali incentivazioni e/o contributi sono in essere per favorire la mobilità elettrica. Cercando sui siti, si trovano diverse notizie non confermate, anzi spesso contraddittorie. L'unica che sembra certa è la misura (sperimentale) messa in atto dal Gestore dei servizi energetici (Gse), che consente l'aumento di potenza del contatore domestico per l'installazione di wallbox nel proprio garage, senza comunicarlo al proprio fornitore di elettricità. Tale misura sarebbe valida con domanda da presentare entro il 30 giugno 2026. Vorrei chiedere se esistono altre forme di incentivazione o di contributi per la mobilità elettrica.
La ricarica dell’automobile installata nel garage comune
In un condominio di nove unità immobiliari si trova un garage sotterraneo di 220 metri quadrati. In questo locale i condòmini hanno anche una cantina chiusa di proprietà a testa; in più ci sono posti auto assegnati per ognuno. Un condomino, senza il consenso dell'amministratore e degli altri condòmini, ha installato nella propria cantina una colonnina di ricarica, con fuoriuscita dal muro di un cavo elettrico per ricaricare la propria auto elettrica. Le normative sulle auto elettriche e sulle ricariche prescrivono la sosta e la ricarica nel garage. Quali sono le prescrizioni che il condomino deve rispettare (compresa l'altezza minima che il garage deve avere, per legge)? La superficie del garage è di 220 metri quadri. I condòmini possono opporsi per problemi di sicurezza, legati anche all’eventuale incendio di tale auto?
L’Installazione della wallbox e il relativo bonus colonnine
Vorrei sapere che cosa deve scrivere precisamente l'installatore sulla dichiarazione di conformità del lavoro di installazione di una wallbox, al fine di accedere al bonus "colonnine domestiche". Posso pagare il lavoro con un bonifico normale o devo fare un bonifico parlante, con ritenuta d'acconto dell'11 per cento, per fruire di tale bonus? L'installatore può rilasciarmi una fattura normale, con pagamento tracciabile, oppure è necessaria una fattura elettronica? Avendo acquistato la wallbox direttamente dal venditore e avendola pagata con bancomat (non con bonifico né con carta di credito), rischio di perdere il bonus? Devo farmi rilasciare qualche tipo di documentazione particolare dal venditore?
Il Conto termico 3.0 se c'è cambio di destinazione d'uso
Si vuole presentare una pratica edilizia per la ristrutturazione di un immobile, con due unità immobiliari, di categoria A/2 (abitazioni di tipo civil). S’intende contestualmente chiedere, per una di queste, il cambio di destinazione d'uso in ambito terziario. Il cambio della categoria catastale avverrebbe alla fine dei lavori, ma, nel frattempo, verrebbero eseguiti interventi rientranti nel Conto termico 3.0. Le fatture e i bonifici relativi ai lavori rientranti nel Conto termico 3.0 possono avere data antecedente a quella del cambio di destinazione d'uso?
Fotovoltaico in condominio senza obbligo di partita Iva
Sono amministratore di un condominio di nove appartamenti di recente costruzione, in cui è presente un impianto fotovoltaico di 26 kW. L'azienda installatrice mi ha comunicato la necessità di aprire la partita Iva per l'allaccio al Gse (gestore dei servizi energetici). Al riguardo, alcuni commercialisti hanno evidenziato che l'apertura della partita Iva comporta una serie di conseguenze rilevanti per il condominio. Oltre a dover predisporre un bilancino con i relativi costi, i condòmini non potrebbero accedere al regime forfettario né presentare il modello 730 e godere delle detrazioni. Nella risposta 37/2022 dell'agenzia delle Entrate, tuttavia, risulta che, se il condominio dà vita (tramite delibera assembleare) a un gruppo di autoconsumo collettivo, avendo un impianto sotto i 200 kW, esso ricade nell'esclusione ai fini Iva. Ne dovrebbe conseguire che non occorre aprire la partita Iva. Ciononostante, l'installatore sostiene che non si riesce a portare a termine l'allaccio al Gse senza partita Iva. Di più: il Gse stesso, interpellato dalla ditta in occasione di una fiera, avrebbe confermato la necessità della partita Iva. Si chiede, quindi, all'esperto se tale obbligo esiste.
Il Conto termico 3.0 è fuori dal «taglio» delle detrazioni
Con riferimento all’articolo 1, comma 10, della legge 207/2024, che introduce limiti alle detrazioni fiscali per interventi edilizi in funzione del reddito del soggetto richiedente, vorrei sapere se tali restrizioni trovano applicazione anche in relazione all’incentivo previsto dal Conto termico 3.0. Il Conto termico, non configurandosi come un’agevolazione sotto forma di detrazione fiscale, non dovrebbe rientrare nell’ambito applicativo della norma citata. È corretta tale interpretazione?
Così i nuovi climatizzatori fruiscono del C/termico 3.0
Per la sostituzione dei climatizzatori all'interno di uno studio professionale, si può fruire dei benefici del Conto termico 3.0?
L'Ets accede al Conto termico come un soggetto privato
Un ente del terzo settore (Ets) svolge in un immobile (della categoria catastale agevolabile, ma non di proprietà pubblica) un servizio sanitario o di istruzione. Essendo paragonabile a un ente pubblico ai fini del Conto termico, tale ente avrà diritto all’agevolazione nella percentuale del 100 per cento, indipendentemente dal fatto che il Comune abbia più o meno di 15mila abitanti?
All’asseveratore è richiesta una indipendenza sostanziale
Le «Modalità operative per l’attuazione dell’articolo 43 della Legge 2 dicembre 2025, n. 182», pubblicate sul sito del Gestore dei servizi energetici (Gse), prevedono, al punto 5, che il professionista incaricato (dell'asseverazione) dovrà dichiarare il possesso dei requisiti di professionalità e di indipendenza e imparzialità rispetto al soggetto richiedente, e di non trovarsi con lo stesso in situazioni di conflitto di interessi, anche potenziale, secondo la normativa in materia. Si chiede, quindi, come interpretare e declinare concretamente tale previsione, che, almeno a prima vista, sembrerebbe appartenere più al mondo della revisione legale che all'ambito delle agevolazioni fiscali, per le quali invece si prevede, ad esempio, che il soggetto che rilascia il visto di conformità sulla dichiarazione sia lo stesso intermediario che la trasmette.
Come contabilizzare il calore con sistemi di misura diversi
Vorrei un chiarimento sulla contabilizzazione del calore negli edifici in cui coesistono contatori diretti (kWh) e ripartitori di calore (Uc), situazione oggi diffusa in molti condomìni italiani, anche a seguito delle progressive ristrutturazioni degli impianti all’interno delle singole unità immobiliari, con posa di nuovi contatori. In particolare, nel condominio in cui risiedo, alcune unità immobiliari sono dotate di contatori di calore certificati, che misurano l’energia termica in kWh; altre unità dispongono esclusivamente di ripartitori, che registrano le Uc dei corpi scaldanti. La società incaricata delle letture adotta attualmente la seguente procedura: - i kWh misurati dai contatori diretti vengono convertiti in Uc; - le Uc ottenute vengono sommate a quelle registrate dai ripartitori; - sul totale delle Uc viene determinato un costo unitario, applicato indistintamente a tutti gli utenti. Tale metodologia sembra, da un lato, alterare la misura reale dei consumi registrati dai contatori diretti e, dall’altro, equiparare due sistemi di misura diversi (kWh e Uc), senza che sia chiaro il fondamento tecnico-giuridico normativo.
L’azienda di distribuzione deve verificare la pressione del gas
Nel 2024, abbiamo sostituito la caldaia di cui era dotato il nostro alloggio con un’altra, a condensazione. Da allora abbiamo avuto problemi di alimentazione gas. Il tecnico della caldaia ha rilevato che la pressione del gas è bassa. Il fornitore di gas ci dice che, prima della sostituzione della caldaia, avremmo dovuto verificare la portata del gas. Siamo in una zona dove tuttora si sta costruendo tanto, e tutte le nuove abitazioni hanno caldaie a condensazione. Si chiede se abbiamo sbagliato noi a non effettuare una verifica prima dell’installazione del nuovo impianto, o se spetta al fornitore del gas intervenire e sistemare le cose.





