Ambiente e sicurezza

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Il Conto termico 3.0 se c'è cambio di destinazione d'uso

Si vuole presentare una pratica edilizia per la ristrutturazione di un immobile, con due unità immobiliari, di categoria A/2 (abitazioni di tipo civil). S’intende contestualmente chiedere, per una di queste, il cambio di destinazione d'uso in ambito terziario. Il cambio della categoria catastale avverrebbe alla fine dei lavori, ma, nel frattempo, verrebbero eseguiti interventi rientranti nel Conto termico 3.0. Le fatture e i bonifici relativi ai lavori rientranti nel Conto termico 3.0 possono avere data antecedente a quella del cambio di destinazione d'uso?

Fotovoltaico in condominio senza obbligo di partita Iva

Sono amministratore di un condominio di nove appartamenti di recente costruzione, in cui è presente un impianto fotovoltaico di 26 kW. L'azienda installatrice mi ha comunicato la necessità di aprire la partita Iva per l'allaccio al Gse (gestore dei servizi energetici). Al riguardo, alcuni commercialisti hanno evidenziato che l'apertura della partita Iva comporta una serie di conseguenze rilevanti per il condominio. Oltre a dover predisporre un bilancino con i relativi costi, i condòmini non potrebbero accedere al regime forfettario né presentare il modello 730 e godere delle detrazioni. Nella risposta 37/2022 dell'agenzia delle Entrate, tuttavia, risulta che, se il condominio dà vita (tramite delibera assembleare) a un gruppo di autoconsumo collettivo, avendo un impianto sotto i 200 kW, esso ricade nell'esclusione ai fini Iva. Ne dovrebbe conseguire che non occorre aprire la partita Iva. Ciononostante, l'installatore sostiene che non si riesce a portare a termine l'allaccio al Gse senza partita Iva. Di più: il Gse stesso, interpellato dalla ditta in occasione di una fiera, avrebbe confermato la necessità della partita Iva. Si chiede, quindi, all'esperto se tale obbligo esiste.

Il Conto termico 3.0 è fuori dal «taglio» delle detrazioni

Con riferimento all’articolo 1, comma 10, della legge 207/2024, che introduce limiti alle detrazioni fiscali per interventi edilizi in funzione del reddito del soggetto richiedente, vorrei sapere se tali restrizioni trovano applicazione anche in relazione all’incentivo previsto dal Conto termico 3.0. Il Conto termico, non configurandosi come un’agevolazione sotto forma di detrazione fiscale, non dovrebbe rientrare nell’ambito applicativo della norma citata. È corretta tale interpretazione?

Così i nuovi climatizzatori fruiscono del C/termico 3.0

Per la sostituzione dei climatizzatori all'interno di uno studio professionale, si può fruire dei benefici del Conto termico 3.0?

All’asseveratore è richiesta una indipendenza sostanziale

Le «Modalità operative per l’attuazione dell’articolo 43 della Legge 2 dicembre 2025, n. 182», pubblicate sul sito del Gestore dei servizi energetici (Gse), prevedono, al punto 5, che il professionista incaricato (dell'asseverazione) dovrà dichiarare il possesso dei requisiti di professionalità e di indipendenza e imparzialità rispetto al soggetto richiedente, e di non trovarsi con lo stesso in situazioni di conflitto di interessi, anche potenziale, secondo la normativa in materia. Si chiede, quindi, come interpretare e declinare concretamente tale previsione, che, almeno a prima vista, sembrerebbe appartenere più al mondo della revisione legale che all'ambito delle agevolazioni fiscali, per le quali invece si prevede, ad esempio, che il soggetto che rilascia il visto di conformità sulla dichiarazione sia lo stesso intermediario che la trasmette.

Come contabilizzare il calore con sistemi di misura diversi

Vorrei un chiarimento sulla contabilizzazione del calore negli edifici in cui coesistono contatori diretti (kWh) e ripartitori di calore (Uc), situazione oggi diffusa in molti condomìni italiani, anche a seguito delle progressive ristrutturazioni degli impianti all’interno delle singole unità immobiliari, con posa di nuovi contatori. In particolare, nel condominio in cui risiedo, alcune unità immobiliari sono dotate di contatori di calore certificati, che misurano l’energia termica in kWh; altre unità dispongono esclusivamente di ripartitori, che registrano le Uc dei corpi scaldanti. La società incaricata delle letture adotta attualmente la seguente procedura: - i kWh misurati dai contatori diretti vengono convertiti in Uc; - le Uc ottenute vengono sommate a quelle registrate dai ripartitori; - sul totale delle Uc viene determinato un costo unitario, applicato indistintamente a tutti gli utenti. Tale metodologia sembra, da un lato, alterare la misura reale dei consumi registrati dai contatori diretti e, dall’altro, equiparare due sistemi di misura diversi (kWh e Uc), senza che sia chiaro il fondamento tecnico-giuridico normativo.

L’azienda di distribuzione deve verificare la pressione del gas

Nel 2024, abbiamo sostituito la caldaia di cui era dotato il nostro alloggio con un’altra, a condensazione. Da allora abbiamo avuto problemi di alimentazione gas. Il tecnico della caldaia ha rilevato che la pressione del gas è bassa. Il fornitore di gas ci dice che, prima della sostituzione della caldaia, avremmo dovuto verificare la portata del gas. Siamo in una zona dove tuttora si sta costruendo tanto, e tutte le nuove abitazioni hanno caldaie a condensazione. Si chiede se abbiamo sbagliato noi a non effettuare una verifica prima dell’installazione del nuovo impianto, o se spetta al fornitore del gas intervenire e sistemare le cose.

Cer, così il privato «traccia» gli aiuti Pnrr e le spese

Una persona fisica intende installare un impianto fotovoltaico aderendo a una Cer (Comunità energetica rinnovabile) e fruendo del contributo a fondo perduto del 40 per cento. Il decreto del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica del 7 dicembre 2023, n. 414 (cosiddetto decreto Cacer-Configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell'energia rinnovabile) e Tiad (Testo Integrato dell’autoconsumo diffuso) recante «Regole operative per l’accesso al servizio per l’autoconsumo diffuso e al contributo Pnrr», pubblicato sul sito del Gestore dei servizi energetici, prevede al punto 12 «Obblighi del soggetto beneficiario» l'adozione di un sistema di contabilità separata per tutte le transazioni relative alla proposta progettuale per garantire la tracciabilità dell'utilizzo delle risorse del Pnrr. A tal proposito si chiede - posto che il privato opera quale consumatore privo di partita Iva e privo di contabilità - quali adempimenti/accorgimenti debbano essere adottati dal privato al fine di soddisfare i citati obblighi.

Fondazione per una Cer, adempimenti e regime fiscale

Si intende costituire una fondazione di partecipazione, avente come obiettivo la gestione di una comunità di energia rinnovabile (Cer). La fondazione non verrà iscritta nel Registro unico nazionale del terzo settore (Runts), in quanto non costituita nella forma di ente del terzo settore (Ets). Considerati i tempi necessari per l’avvio del progetto, nel primo anno di attività non si prevede il realizzo di ricavi. Si chiede se la fondazione è tenuta alla presentazione del modello Eas (Enti associativi) e se, a fronte del realizzo dei primi ricavi, sarà in ogni caso tenuta all’apertura della partita Iva. Infine, i ricavi di tale ente sono soggetti alle imposte dirette?

Caminetti a legna, sempre d'obbligo il controllo annuale

Con riferimento al quesito 635. dal titolo «Le stufe a legna vanno controllate ogni anno», pubblicato sul fascicolo dell''Esperto risponde n. 14 del 7 aprile 2025, si chiede se il controllo annuale riguarda anche i caminetti a legna, e le relative canne fumarie, pure se il loro utilizzo è molto saltuario, e la loro funzione è principalmente decorativa.

Cer condominiale, Rid soggetto a tassazione

In un condominio di otto unità immobiliari, verrà installato un impianto fotovoltaico, con la costituzione di un gruppo di autoconsumo-comunità energetica rinnovabile (Cer). Il condominio riceverà un provento derivante dal Rid - cioè dal ritiro dedicato effettuato dal Gse (gestore dei servizi energetici) di tutta l'energia prodotta dall'impianto al netto dei consumi delle parti comuni condominiali - e un altro provento, chiamato incentivo, relativo all'energia elettrica consumata dai singoli condòmini (normalmente pari al 37/38% di tutta l'energia prodotta dall'impianto). Si chiede se il provento da Rid e il provento da tariffa incentivante sono soggetti a tassazione in capo ai condòmini oppure se essi possono essere scalati direttamente dalle spese condominiali (senza tassazione), posto che è il condominio a essere il proprietario dell'impianto.

Le stufe a legna vanno controllate ogni anno

In un condominio c'è un appartamento dotato di riscaldamento autonomo a metano, dove è installata da più di 10 anni una stufa a legna. Si chiede se, anche per queste stufe, è obbligatoria una regolare manutenzione annuale, per evitare qualsiasi pericolo.