Diritto dell'economia

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Credito Tfr sullo stesso piano di altri crediti lavorativi

Nell’ambito di una procedura concorsuale, in cui lo stato passivo risulta approvato e sono ammessi al passivo diversi crediti di lavoro, la procedura, nell’ottica di tutelare prioritariamente la posizione dei lavoratori, sta valutando la possibilità di procedere a un primo parziale riparto in loro favore, imputando le somme esclusivamente a titoli di credito non coperti dall’intervento del Fondo di garanzia gestito dall’Inps (per esempio, l'indennità sostitutiva del preavviso). Si evidenzia che, allo stato, nessuno dei lavoratori ammessi al passivo ha ancora presentato domanda di intervento del Fondo di garanzia e, pertanto, l'Inps non ha ancora effettuato azione di surroga. Si chiede, pertanto, di sapere se, nell’ipotesi in cui la procedura effettui un riparto, attribuendo espressamente le somme erogate a titoli di credito non coperti dal Fondo di garanzia, tali somme possano, comunque, essere escluse dagli acconti percepiti, ai fini dell’eventuale successivo intervento del Fondo, senza così andare a ridurre le somme che l’Inps potrebbe erogare ai lavoratori dopo la presentazione dei modelli SR52.

Srl finita in liquidazione, come incide la nota di credito

Una Srl ha fornito merci a un'altra società; quest'ultima non ha pagato tale fornitura ed è stata dichiarata in liquidazione giudiziale. La Srl ha emesso la nota di credito per recuperare l'Iva, ma il curatore ha comunicato che, avendo emesso la nota di credito, la Srl non vanta più il credito e non viene ammessa alla procedura di liquidazione. Ha ragione il curatore?

Cnc, no alla seconda istanza sul medesimo stato di crisi

Una società a responsabilità limitata ha presentato alla Camera di commercio istanza di composizione negoziata della crisi d'impresa (Cnc). Si chiede se, a maggio 2026, tale Srl può presentare una seconda Cnc alla stessa Camera di commercio, essendo cambiate le condizioni ed essendo sopravvenuti nuovi elementi, vale a dire il coinvolgimento di un advisor specializzato per ristrutturazione e valutazione di operazioni straordinarie, un nuovo piano e nuove possibilità di trattative, la mancata definizione degli accordi con il ceto bancario e la necessità di misure protettive aggiornate. Si precisa che la prima Cnc è stata chiusa positivamente con relazione dell'esperto del novembre 2025, ma con l’annotazione che manca ancora l'accordo del ceto bancario.

L'ex imprenditore risponde dei debiti della ditta chiusa

Una ditta individuale, che ha cessato l'attività, si trova ad avere debiti verso fornitori e banche, nonché nei confronti dell'Erario. Tale ditta ha subìto il pignoramento dei conti correnti, sia da parte di un fornitore che dell'agenzia delle Entrate-Riscossione. Non svolgendo più alcuna attività, si vorrebbe chiudere la partita Iva della ditta individuale e cancellare quest'ultima dal Registro delle imprese, anche al fine di non incrementare i costi e, quindi, i debiti. È possibile procedere in questo modo?

Per chiudere la Lca occorre attendere il sì del Ministero

L’articolo 213, primo comma, della legge fallimentare (Rd 1267/1942), nel testo in vigore dal 20 ottobre 2012, dispone che, «prima dell'ultimo riparto ai creditori, il bilancio finale della liquidazione con il conto della gestione e il piano di riparto tra i creditori, accompagnati da una relazione del comitato di sorveglianza, devono essere sottoposti all'autorità, che vigila sulla liquidazione, la quale ne autorizza il deposito presso la Cancelleria del Tribunale e liquida il compenso al commissario». Dopo avere inviato tre istanze al Ministero, e decorsi sei mesi senza ottenere risposta, come dovrebbe comportarsi un commissario per chiudere una procedura, previa determinazione del compenso?

La Srls fallita e i soggetti segnalati alla Centrale rischi

Sono amministratrice di una società a responsabilità limitata semplificata (Srls) fallita. Di conseguenza, sono stata segnalata alla Centrale dei rischi. Mia figlia, che è socia al 60 per cento, ha riscontrato di essere a sua volta segnalata e di non poter accedere al credito bancario. Questa segnalazione è corretta? E che cosa si può fare per risolvere il problema?

Fallimento e revocatoria, così la restituzione dei frutti

Una società acquista un immobile, subentrando nel relativo contratto di affitto in qualità di locatore, e percependo i canoni di locazione. Successivamente, il venditore fallisce e il curatore avvia azione di revocatoria ordinaria su tale immobile. Il curatore non chiede la restituzione dei frutti e l'acquirente continua a percepire regolarmente gli affitti dall'inquilino durante tutto l'iter processuale. Qualora la domanda di revocatoria abbia alla fine esito positivo, e quindi renda l'acquisto inefficace, il curatore ha diritto di chiedere i frutti percepiti dall'acquirente revocato durante tutto il periodo del processo? In sostanza, da quando l'acquirente revocato dovrebbe restituire (o rischia di dover restituire) i frutti percepiti da quell'immobile? Oppure non è tenuto alla restituzione?

Dai terzi interessati istanza per visionare il fascicolo

Dopo il fallimento di un'azienda, avvenuto nel 2010, è stata conclusa una transazione legale consistente nella messa a disposizione di immobili da vendere. Come da procedura, il ricavato dovrebbe essere destinato a formare la quota di rimborso. Tuttavia, pare che la vendita, a oggi, sia condizionata dall'andamento del mercato immobiliare. Si chiede se gli azionisti, trascorso più di un decennio, hanno il diritto di conoscere il numero degli immobili, il loro valore e soprattutto le tempistiche di vendita.

Cessione di quote di Srl, così si può trovare un nuovo socio

La società a responsabilità limitata "A" è partecipata da un'altra Srl ,"B", in concordato preventivo. La quota di partecipazione di quest'ultima viene messa all'asta, avendo il liquidatore giudiziale ricevuto una proposta di acquisto da parte di una società estera. L'articolo 2471 del Codice civile dispone che l'eventuale vendita è priva di effetto se, entro dieci giorni dall'aggiudicazione, la società presenta un altro acquirente che offra lo stesso prezzo. Nello statuto della Srl "A", è presente una clausola di prelazione in favore dei soci; in particolare, è previsto che essi abbiano 45 giorni di tempo dal ricevimento dell'offerta per esercitare il diritto di prelazione. La società "C", socia della società "A", vorrebbe esercitare il diritto di prelazione. Se i soci, in base allo statuto, hanno 45 giorni di tempo per esercitare la prelazione, come può la società presentare un offerente entro 10 giorni? Come si conciliano i due termini?

Così il diritto di voto in sede di concordato preventivo

Si sta pianificando un concordato preventivo con transazione fiscale. Risultano tre creditori: l'Erario, un istituto di credito e una società, di cui la società oggetto del concordato possiede una quota. La società parzialmente partecipata ha già espresso parere favorevole alla procedura, mentre non è così chiaro l'atteggiamento dell'istituto di credito. In caso di voto dei creditori - posto che l'Erario ha un privilegio, mentre gli altri creditori sono tutti chirografari - il voto della società e quello dell'istituto di credito possono essere considerati nella medesima classe?

Coop: la liquidazione avviene con la modalità chiesta prima

Una cooperativa di produzione e lavoro (a mutualità prevalente) in liquidazione da anni, con sede legale in Sicilia, attende di chiudere un vecchio ricorso in Commissione tributaria per chiedere la cancellazione dal Registro delle imprese. Tale cooperativa svolgeva un'attività commerciale fino a tre anni fa. Un ex socio, che vanta un credito di circa 20mila euro, ha presentato ricorso al Tribunale per l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti della cooperativa, secondo quanto previsto dal Codice della crisi d'impresa. Nel frattempo, però, in sede di revisione ordinaria, il revisore, tenuto conto che effettivamente la società non ha potuto pagare vecchi debiti nei confronti di qualche privato, e anche nei confronti dell'agenzia delle Entrate, ha comunicato al liquidatore l'intenzione di chiedere all'autorità amministrativa che la cooperativa venga messa in liquidazione coatta amministrativa, ex articolo 2545-terdecies del Codice civile. In Sicilia, l'autorità amministrativa è l'assessorato regionale alle attività amministrative. Ci si chiede quale autorità ha precedenza sull'altra, in questi casi: il Tribunale o la Regione?

Quale sorte per i dipendenti dopo l'esercizio provvisorio

Una società a responsabilità limitata è stata messa in liquidazione giudiziale con autorizzazione all'esercizio provvisorio. Al termine dell'esercizio, i rapporti di lavoro - che sono proseguiti durante l'esercizio stesso - sono sospesi, ex articolo 189, comma 1, del Codice della crisi d'impresa (Dlgs 14/2019), oppure vanno interrotti con licenziamento?