Diritto dell'economia

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Quali rischi nell'uso dell’Ai senza l'anonimizzazione

Nell’uso quotidiano degli strumenti di intelligenza artificiale (Ai) si parla spesso di rischi per la privacy, quando si inseriscono testi o documenti contenenti dati personali. Tuttavia, non è chiaro come, in concreto, tali dati possano uscire dal sistema e diventare accessibili all’esterno. Può capitare, nell’ambito di attività personali, di inserire o di allegare nelle chat documenti non anonimizzati, contenenti dati propri e di terzi, anche riconducibili alle persone coinvolte, per ottenere un riassunto o una sintesi. In questi casi si richiamano possibili rischi e si parla di “addestramento” dei sistemi, senza che sia chiaro il collegamento con una eventuale diffusione dei dati. Attraverso quali meccanismi queste informazioni potrebbero essere rese accessibili a terzi o reperibili sul web? È ipotizzabile che un soggetto esterno possa venirne a conoscenza, oppure si tratta di un rischio più teorico che reale? Inoltre, un utilizzo strettamente personale, ma senza l'anonimizzazione dei documenti, comporta davvero il rischio di violazioni della privacy? In tal caso, chi inserisce dati di terzi potrebbe essere ritenuto responsabile oppure vittima? In definitiva, qual è il rischio concreto per un soggetto privato?

Come negare la fotocopiatura del documento al check-in

Spesso, al check-in presso strutture ricettive (alberghi o bed and breakfast), oltre alla normale esibizione del documento di identità per gli adempimenti previsti dalla normativa di pubblica sicurezza, gli addetti della struttura chiedono di effettuare anche la fotocopiatura o l'acquisizione dell’immagine del documento. Considerato che la normativa di pubblica sicurezza impone la registrazione dei dati, ma non la riproduzione del documento, e tenuto conto dei rischi per la privacy e di possibili furti di identità, vorrei sapere qual è il comportamento che il consumatore può adottare per opporsi in modo efficace ed equilibrato a tale richiesta. È opportuno richiamare le norme sulla registrazione dei dati e sulla protezione dei dati personali? In che modo? Se la struttura insiste nella richiesta di fotocopiare il documento o acquisirne l'immagine, quali strumenti è possibile attivare subito? Quali sono le autorità competenti? Al rientro, è consigliabile inviare una diffida o una segnalazione per tutelarsi da eventuali usi illeciti dei dati?

Aste, il «titolare effettivo» è il debitore esecutato

In tema di normativa antiriciclaggio, ed ex Dlgs 231/2007, chiedo chi dev'essere censito come "titolare effettivo" del conto corrente, aperto nell'istituto bancario scelto dal delegato alla vendita incaricato dal Tribunale, per domiciliare le somme dei partecipanti all'asta del bene pignorato. Si precisa che il conto è intestato alla procedura esecutiva avviata presso il Tribunale.

Il privato può usare sistemi di AI senza violare la privacy ma rischia

È lecito, ai sensi del regolamento Ue 2016/679 (Gdpr-General data protection regulation), caricare su una piattaforma di intelligenza artificiale specializzata in ambito legale, documenti giudiziari contenenti dati personali di più soggetti, al fine esclusivo di comprendere meglio il contenuto del testo e approfondire la documentazione relativa a un procedimento civile che riguarda direttamente chi carica i documenti? Si precisa che tale soggetto ha acquistato un abbonamento al servizio. In particolare, si chiede se un privato, non avvocato, possa utilizzare il servizio per elaborare atti processuali, senza oscurare i dati personali delle altre parti perché tale attività sarebbe troppo complessa, senza configurare violazione della privacy, considerando che l’uso dei dati è limitato a capire meglio i contenuti e tutelare i propri diritti, senza alcuna diffusione o riutilizzo al di fuori della piattaforma.

La e-fattura MP05 pagata in contanti va quietanzata

Una fattura elettronica, con dicitura MP05, è stata pagata in contanti. La persona che ha emesso la fattura può, dopo alcuni mesi, rifiutare il pagamento? Esiste un limite temporale entro il quale si estingue il diritto di pagamento per le fatture elettroniche?

Piattaforme fuori dalla Dac7 in caso di vendite giudiziarie

Un professionista o un ente commissionario (per esempio gli istituti di vendite giudiziarie), entrambi delegati alle vendite telematiche giudiziarie per conto del Tribunale, sono da considerare venditori soggetti agli obblighi Dac7 (direttiva Ue 2021/514), oppure per la loro attività vigono le esclusioni previste per gli enti statali o i soggetti che operano in funzione pubblica? Nel caso specifico: - il delegato agisce su incarico del Tribunale e non dispone delle somme derivanti dalla vendita; - la piattaforma ospitante la vendita non gestisce direttamente il saldo finale dei beni venduti: è possibile che gli enti commissionari ammettano il pagamento con carta di credito e, in questo caso, l'utente che è collegato alla piattaforma del gestore viene rimandato alla pagina del circuito Pos della banca, mentre il gestore riceve solo l'esito della transazione; - la vendita è coattiva e i proventi affluiscono alla procedura giudiziaria. Come dev'essere interpretata la nozione di “venditore” e di “entità statale”, ai fini Dac7, per le vendite giudiziarie veicolate tramite piattaforme online?

Fatture elettroniche, i vincoli al pagamento in contanti

È possibile pagare in contanti una fattura con dicitura elettronica "MP05/02/07", se non si supera l'importo di cinquemila euro?

Versamento in conto capitale: si deve usare il codice 22

Una holding ha comunicato una propria partecipazione all'Anagrafe dei rapporti finanziari e, adesso, deve comunicare l'incremento del valore della partecipazione, per un versamento in conto capitale. Quale codice occorre usare? Il 18 (finanziamenti) o il 22 (partecipazioni)?

L’invio corretto dei documenti al legale della controparte

Si chiede se l’articolo 41 del Codice deontologico forense (nel testo approvato dal Consiglio nazionale forense nella seduta del 31 gennaio 2014, e pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale», serie generale, n. 241, del 16 ottobre 2014) è compatibile con la legge sulla privacy. In particolare, un avvocato può fornire al legale della controparte un documento che ha ricevuto, senza interpellare prima colui che glielo ha inviato?

I limiti per la telecamera che controlla il vialetto privato

Ho la proprietà di due appartamenti in un condominio, unitamente alla proprietà del cancello (costituito da una parte carrabile e da una parte pedonale) e del viale di entrata al fabbricato, dove esiste una servitù di passo pedonale per l'accesso dei condòmini alle loro abitazioni. Ho installato una telecamera sul muro condominiale orientata verso il cancello, in quanto la zona non è sicura. La visuale comprende anche una porzione del viale di mia proprietà antistante il cancello, il marciapiede esterno e parte della strada al di là del cancello stesso. Vorrei sapere se tale installazione è lecita e, in caso affermativo, se è obbligatorio esporre cartelli informativi relativi alla presenza della telecamera.

Il commercialista è tenuto alle segnalazioni antiriclaggio

Sono un dottore commercialista e svolgo l'incarico di sindaco unico, senza funzioni di revisione legale, per una società a responsabilità limitata. Ai fini dell'osservanza della normativa antiriciclaggio, devo verificare se la società pone in essere transazioni in denaro contante, o in titoli al portatore, pari o superiori al limite di cinquemila euro?

Il domicilio fiscale è un dato personale da «oscurare»

A seguito di cancellazione di un soggetto dall'Albo dei dottori commercialisti, l'agenzia delle Entrate ha disposto la revoca all'abilitazione Entratel, ex articolo 8, comma 1, del Dm Economia e finanze 31 luglio 1998. Il provvedimento è stato pubblicato online due volte, con due protocolli diversi, nella stessa data: un documento contiene il domicilio fiscale per esteso, l'altro lo colloca tra gli "omissis". Considerando che si tratta di dati sensibili (come la residenza), si chiede se sia legale, e in particolare conforme alla normativa che tutela la privacy, la pubblicazione di tale dato, e se sia possibile chiedere al direttore dell'ufficio territoriale dell'Ordine o al Garante della privacy (o ad altra autorità) la modifica del provvedimento, omettendo i dati sensibili.