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40 quesiti trovati
«Reverse» per riparare il tetto solo in caso di subappalto
Una ditta individuale (artigiano edile), che svolge attività di ristrutturazioni edilizie (codice Ateco 2007 41.20.00, e ora 41.00.00), esegue un lavoro di riparazione di un tetto per una società. È corretto emettere fattura soggetta a Iva, oppure occorre aggiungere l'attività "Lavori di muratura" (codice Ateco 43.91.00) e applicare il reverse charge?
Reverse charge nell'appalto diretto per rifare il tetto
In presenza di un contratto di appalto diretto, la prestazione per il rifacimento del tetto di un edificio di vecchia costruzione rientra nel meccanismo del reverse charge, oppure richiede l'applicazione dell'Iva ordinaria?
Per il completamento di edifici, ok alla fatturazione in reverse charge
In merito all’applicazione del reverse charge per i servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relativi a edifici, si chiede se tale fattispecie debba applicarsi anche in sede di costruzione di un nuovo edificio. La società, che effettua lavori di messa in opera di carpenteria metallica, in caso di attività su edificio già esistente, applica l’inversione contabile come “completamente di edifici”. Si chiede se, in caso di posa in opera di carpenteria su un edificio di nuova costruzione, non essendo chiaro se trattasi di completamento o meno, debba applicare l’inversione contabile o fatturare con Iva.
Reverse charge su subappalti tra imprese edili per i tetti
Un'impresa edile ottiene in subappalto, da parte di un'altra impresa edile, l'incarico relativo a lavori per la realizzazione di un tetto su un edificio residenziale. Si deve applicare l'Iva o il reverse charge?
Il subaffidamento in edilizia è soggetto al reverse charge
Ai fini della fatturazione, il subaffidamento nel settore edile dev'essere trattato come il subappalto, ossia applicando il reverse charge, ex articolo 17 del Dpr 633/1972, oppure dev'essere fatturato con Iva al 22 per cento?
Sas in regime semplificato e applicazione Iva in edilizia
Una società in accomandita semplice, in regime di contabilità semplificata, esercita l’attività di fornitura e posa in opera di strutture in cartongesso, controsoffitti, pareti divisorie, isolamenti a cappotto, arredi e pareti mobili (Ateco 43.32.02 - Posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili) e di lavori di tinteggiatura (Ateco 43.31.00 - Intonacatura e stuccatura), sia per soggetti Iva che per soggetti privati. Nel caso di fornitura e posa in opera di cartongesso, cappotti e opere di tinteggiatura in abitazioni di soggetti privati, è corretto applicare l’aliquota Iva del 10 per cento, indipendentemente dalla presenza di una pratica edilizia (Scia, Dia, Cila eccetera) aperta in Comune? E, in caso di fornitura e posa in opera di cartongesso, cappotti e opere di tinteggiatura in immobili di soggetti Iva, è corretto applicare il meccanismo del reverse charge, ex articolo 17, comma 6, lettera a-ter, del Dpr 633/1972?
Il reverse charge su lavori della ditta termoidraulica
Una ditta di impiantistica termoidraulica realizza impianti idrici e di riscaldamento, necessari per la costruzione di unità abitative, fatturando direttamente all’impresa edile esecutrice dei lavori, che è anche proprietaria del terreno su cui insiste la costruzione stessa. Si chiede se, non trattandosi di un subappalto, la prestazione è soggetta a reverse charge (inversione contabile) o se si applica l'aliquota Iva al 4 per cento. Se, invece, l'intervento fosse di ristrutturazione edilizia o risanamento conservativo, l’esecuzione delle opere termoidrauliche sarebbe sempre soggetta a reverse charge oppure a Iva al 10 per cento? Infine, come ci si dovrebbe comportare se il committente non fosse un'impresa di costruzione, ma un soggetto Iva che intende costruire o ristrutturare il proprio fabbricato strumentale?
Manutenzione straordinaria, così l'imposta su nuovi infissi
Un'impresa edile, che opera nel campo delle ristrutturazioni edilizie, deve eseguire un intervento di manutenzione straordinaria sull'immobile a destinazione abitativa di un soggetto privato. L’intervento complessivo consiste nella realizzazione di un cappotto termico interno, nella sostituzione degli infissi, nel rifacimento dell'impianto di riscaldamento con installazione di caldaia a condensazione e/o pompe di calore. Per la sostituzione degli infissi, l’impresa appaltatrice acquista i nuovi manufatti da un'impresa specializzata del settore e ne affida l’installazione sull’immobile a un falegname. L’impresa appaltatrice può acquistare gli infissi (manufatti venduti da rivenditore terzo) con Iva al 10 per cento? Il falegname installatore deve emettere all’impresa appaltatrice una fattura in reverse charge, che dovrà essere integrata con Iva al 22 per cento? È corretto che l’impresa appaltatrice fatturi al committente l’intero intervento di manutenzione straordinaria al 10% solo se il valore degli infissi (e della caldaia a condensazione e/o pompe di calore, che verranno installate con la stessa procedura degli infissi prima descritta) non pesi per oltre il 50% del valore complessivo della citata manutenzione straordinaria?
Le prestazioni di servizi per finire il fabbricato F/3
Un'impresa industriale ha acquistato da un costruttore un edificio, classificato F/3. L'azienda intende continuare i lavori di costruzione sulla base del permesso di costruire rilasciato al vecchio proprietario. Per i lavori, non è stato predisposto un contratto unico di appalto, bensì sono stati sottoscritti contratti singoli con tre diversi prestatori per: - la costruzione dei muri; - la posa in opera del pavimento industriale (non si tratta di semplice posa del pavimento, ma di posa in opera di massetto e pavimentazione); - la fornitura e la posa in opera di infissi. Si ritiene che, per tutti e tre gli interventi, vada applicata l'aliquota Iva ordinaria (del 22 per cento), e che i lavori sull'immobile (opere murarie, massetti, copertura) siano direttamente connessi alla costruzione, e non al completamento di edifici. Anche la posa del pavimento industriale non dovrebbe considerarsi completamento, ma costruzione vera e propria, e, quindi, andrebbe assoggettata a Iva. È corretta questa impostazione?
Se il l'appaltante è un'impresa agricola niente reverse charge
Un'impresa agricola, in regime Iva da Iva, è titolare di un permesso di costruire per la realizzazione di un nuovo annesso agricolo in attuazione di un piano attuativo. L'impresa agricola affida la realizzazione delle fondazioni, dei pilastri, dei solai e dei muri in calcestruzzo a un'impresa specializzata. Il cemento e il ferro necessario per questi lavori sono acquistati dall'impresa agricola. L'impresa specializzata deve emettere all'impresa agricola fattura di vendita in reverse charge per le prestazioni d'opera relative alla realizzazione delle fondazioni, dei pilastri, dei solai e dei muri in calcestruzzo?
Regime Iva dei lavori in edilizia libera ante ristrutturazione
Un’impresa edile eseguirà la ristrutturazione di un intero immobile di sua proprietà per realizzare unità destinate alla vendita. La ristrutturazione (data interamente in appalto) non è ancora cominciata, essendo il progetto in fase di studio, ma sono iniziate opere di “edilizia libera” volte a sgomberare l’immobile e a predisporlo per la ristrutturazione vera e propria. Tra questi lavori rientra anche la parziale demolizione interna di pavimenti, di tramezzature e di sottofondi. Premesso che queste lavorazioni vengono eseguite da ditte appaltatrici e che non si tratta di demolizione di intero edificio, ma solo di parti interne a esso, è corretto applicare l'Iva nei modi ordinari oppure il reverse charge ex articolo 17, comma 6, lettera a-ter, del Dpr 633/1972?
Cessione e posa di piastrelle: quando opera l'inversione
Una società, che svolge attività sia di commercializzazione che di vendita e posa di pavimenti e rivestimenti, ha come codice Ateco principale la posa di pavimenti e rivestimenti (codice 43.33.00 - Rivestimento di pavimenti e di muri). Se provvede solo alla vendita dei pavimenti e/o rivestimenti, emette fattura con Iva al 22 per cento. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il materiale viene ceduto compreso di posa in opera; la società subappalta la sola posa a ditte artigiane esterne, che poi fatturano la loro prestazione direttamente alla società stessa in reverse charge. I corrispettivi (materiali e posa) fatturati dalla società possono essere inquadrati come appalto di servizi per la realizzazione delle pavimentazioni e, pertanto, in caso di committenti con partita Iva, sono soggetti a reverse charge ex articolo 17, comma 6, lettera a-ter, del Dpr 633/1972?





