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52 quesiti trovati
Quali enti possono continuare ad applicare la legge 398/91 nel 2026
Chiedo se è confermato che, dal 1° gennaio 2026, il regime della legge 398/1991 continua ad applicarsi solo per le associazioni sportive, mentre è precluso per tutte le altre associazioni anche se non iscritte al Registro unico nazionale del terzo settore.
Associazioni di categoria, così il regime fiscale dal 2026
Le associazioni di categoria non possono iscriversi al Registro unico nazionale del terzo settore (Runts) e, dal 2026, non potranno più applicare il regime fiscale agevolato ex legge 398/1991. Si chiede se è prevista o meno una proroga di tale regime, almeno per questo tipo di associazioni, visto che sono già penalizzate dal fatto di non poter diventare enti del terzo settore.
Così l'Ires sui corrispettivi specifici delle associazioni
Per un'associazione no profit non iscritta né al Registri unico nazionale del terzo settore (Runts) né al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (Rnasd), con la recente proroga del fuori campo Iva al 2036 per i cosiddetti corrispettivi specifici, cambia qualcosa per la parte Ires? Rimangono sempre proventi esenti?
Enti sportivi: così l'Iva sui servizi a tesserati e non tesserati
In materia di Iva per il Terzo settore (sport) vorrei sapere se la proroga decennale al 2036 si applica anche all’articolo 36-bis, comma 1, del Dl 75/2023 (attualmente risultante già in vigore). Nel caso non si applicasse, chiedo se sia corretto il seguente comportamento nel caso di Ssd (Società sportiva dilettantistica) o di Asd (Associazione sportiva dilettantistica) che eroghino servizi strettamente connessi alla pratica dello sport: - a tesserati: esclusione da Iva; - a non tesserati: esenzione Iva ex articolo 36-bis, comma 1, Dl 75/2023 ed ex articolo 10, n. 20), Dpr 633/1972.
Così l'Iva per l'associazione che riaddebita i costi alla Srl
Un'associazione senza fine di lucro svolge solo attività istituzionale e pertanto non è soggetto Iva per le proprie operazioni istituzionali, non ha mai detratto l'imposta, coerentemente con la qualifica di ente non commerciale, contabilizza Il canone di locazione fuori campo Iva, perché il locatore è un privato, e registra le utenze con Iva indetraibile. Poiché l'associazione deve riaddebitare il 50% dei costi a una Srl, che utilizza una parte dei locali, si chiede se la fattura dovrà essere emessa fuori campo Iva o con Iva al 22 per cento.
Non è imponibile la cessione di un furgone dell’Asd
Sono il presidente di un’Asd (associazione sportiva dilettantistica), in regime ex legge 398/1991. Nove anni fa, acquistammo un furgone usato, per adibirlo esclusivamente alle attività istituzionali. Dovendo ora venderlo, chiedo se la vendita ha rilevanza fiscale ai fini delle imposte dirette.
Odv: in contabilità generale i proventi esenti da Iva
Le organizzazioni di volontariato (Odv) non sono tenute a certificare, tramite scontrino, i corrispettivi per prestazioni di servizi effettuati, e non lo saranno neppure dal 2026 (articolo 86, comma 8, secondo periodo, del Dlgs 117/2017). A partire dal 2026, da quale documento si evincerà che, essendo in possesso della partita Iva, dato il cambio di regime dei corrispettivi da esclusi a esenti, le Odv avranno effettuato una operazione Iva esente, ex articolo 10 del Dpr 633/1972, considerando anche il fatto che il nuovo regime per tali organizzazioni, al pari del regime forfettario, non le obbliga neppure alla tenuta dei registri Iva?
Rivista dell'associazione, le inserzioni sono «ricavi»
Un'associazione culturale si propone, da oltre 30 anni, di favorire la diffusione di informazioni di carattere politico, culturale, sportivo eccetera, relative alla città in cui ha sede. Per raggiungere tale scopo, l'associazione pubblica una rivista mensile e gestisce un sito web di informazione. L'attività è finanziata in minima parte con i contributi versati dagli associati e, per oltre il 90 per cento, grazie alle inserzioni pubblicitarie. L'associazione ha utilizzato, finora, il regime previsto dalla legge 398/1991, in quanto l'ammontare degli incassi non ha mai superato i 30mila euro. Considerando che, dal 2026, non è più possibile beneficiare della legge 398/1991, l'associazione può iscriversi al Runts (Registro unico nazionale del terzo settore)? In quale sezione? Può accedere a qualche regime di vantaggio fiscale, previsto per gli enti del terzo settore?
Modello Eas mai inviato: le sanzioni sono inevitabili
Un’associazione culturale non riconosciuta, costituita da alcuni anni, è sempre rimasta totalmente inattiva sotto il profilo finanziario e operativo. L’associazione non ha mai intrattenuto rapporti economici, non ha percepito contributi o quote associative, né sostenuto spese o aperto conti correnti. In un'ottica di attivazione delle attività associative, e di corretta gestione futura, si vorrebbe ora procedere alla presentazione del modello Eas. Considerato che l’associazione non ha mai posto in essere attività di rilevanza fiscale e non ha mai fruito di alcuna agevolazione o regime speciale, si ritiene che l’adempimento possa essere eseguito senza versamento della sanzione prevista per la remissione in bonis (pari a 250 euro), non configurandosi, di fatto, una violazione sostanziale, né un ritardo in un obbligo mai concretamente sorto. Si chiede, quindi, se, nel caso di specie, la presentazione tardiva del modello Eas possa essere effettuata senza versare la sanzione citata.
Le Ssd continuano a fruire degli esoneri ex 398/1991
Una società sportiva dilettantistica (Ssd) a responsabilità limitata, che ha esercitato l’opzione per il regime di cui alla legge 398/1991, in vista del passaggio - a partire dal 1° gennaio 2026 - dal regime di esclusione a quello di esenzione Iva, per le attività istituzionali rese ai propri soci e/o tesserati, deve dotarsi di un registratore telematico e, quindi, inviare i corrispettivi relativi all’attività istituzionale all’agenzia delle Entrate?
Associazione fuori dal Runts: così il regime fiscale dal ‘26
Un'associazione ha una partita Iva per piccole prestazioni di servizi, che fattura con Iva. L'associazione non è iscritta al Runts (Registro unico nazionale del terzo settore) e, finora, ha applicato il regime agevolato previsto dalla legge 398/1991. Dal 2026, non potrà più fruirne e dovrebbe applicare il regime forfettario, previsto dall'articolo 145 del Dpr 917/1986, Tuir. Ai fini Iva, l'associazione dovrà eseguire tutti gli adempimenti come soggetto in regime Iva semplificato (registri, liquidazioni periodiche, dichiarazione annuale). È corretto?
Le Aps rimangono escluse dall’obbligo dello scontrino
Relativamente alle operazioni di carattere commerciale svolte secondo quanto indicato nel proprio statuto, un'associazione di promozione sociale (Aps), ente del terzo settore, iscritta al Runts (Registro unico nazionale enti del terzo settore), ha optato - sia ai fini Iva che ai fini delle imposte sui redditi - per il regime forfettario, previsto dall'articolo 86 del Dgs 117/2017, Codice del terzo settore, Cts. Dal 2026, l’Aps in questione sarà esonerata dall'invio telematico dei corrispettivi e, pertanto, non sarà più necessario il registratore di cassa?





