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103 quesiti trovati
Senza ritenuta i dividendi agli enti del terzo settore
Si chiede di chiarire qual è il trattamento fiscale applicabile alla distribuzione di utili, da parte di una società a responsabilità limitata consortile, partecipata esclusivamente da enti del terzo settore non commerciali, con particolare riferimento all’eventuale obbligo di applicazione di ritenute alla fonte sui dividendi distribuiti e alla qualificazione fiscale (alla fonte o in acconto) e alla quantificazione della ritenuta medesima.
Partita Iva per la banda con proventi commerciali
Un'associazione di promozione sociale (Aps), che svolge l'attività di banda musicale, riceve delle somme a fronte delle esibizioni in occasioni di manifestazioni religiose. Tali introiti, che sono in linea con l'attività istituzionale e non sono resi con sinallagma, ma a titolo di contributo volontario per esibizione, determinano l'obbligo di apertura della partita Iva per l'Aps?
La coop sociale «dichiara» ogni anno per l'esenzione Imu
Dal 2021, gli enti non commerciali hanno l'obbligo di presentare ogni anno - entro il 30 giugno - all'agenzia delle Entrate la dichiarazione Imu telematica, per beneficiare dell'esenzione riguardo agli immobili che rientrano nella fattispecie prevista dall'articolo 7 della legge 504/1992. Le cooperative sociali, in quanto Onlus di diritto (e ora enti del terzo settore, Ets, essendo inquadrate come imprese sociali), beneficiano delle medesime agevolazioni per gli immobili destinati all'esercizio di attività socio-assistenziali. Ciò posto, l'obbligo della presentazione annuale della dichiarazione Imu Enc (enti non commerciali) è previsto pure per queste società, anche se, dal punto di vista fiscale, non rientrano nel novero degli enti non commerciali?
Asd, niente Cu al forfettario per le prestazioni sportive
Si chiede se un'associazione sportiva dilettantistica (iscritta al registro Sport e salute), che riceve prestazioni di carattere sportivo (in linea con l'attività di carattere generale svolta dall'associazione) da parte di un soggetto in regime forfettario, per un importo annuale inferiore a cinquemila euro, sia tenuta a elaborare la certificazione unica nei confronti di tale soggetto.
I premi per meriti erogati dall'Ets vanno indicati nella Cu 2026
I premi erogati da un ente del terzo settore (Ets), attribuiti in riconoscimento di particolari meriti (artistici, scientifici, sociali) e assoggettati a ritenuta a titolo di imposta del 25% ex articolo 30, comma 2, del Dpr 600/1973, vanno riportati dal sostituto d'imposta nella certificazione unica 2026 per lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi? In caso affermativo, quale causale si utilizza per indicare la tipologia reddituale?
Sull'attività di interesse generale test di commercialità per l'Aps
Un'Associazione di promozione sociale (Aps) sprovvista di partita Iva, che occasionalmente consegue un ricavo da attività di interesse generale ex articolo 5 Dlgs 117/2017 (Codice del Terzo settore), deve effettuare il test di commercialità per detta attività? E nel caso in cui a seguito del test tale attività risultasse svolta con modalità commerciali, il relativo margine utile sarebbe qualificabile come reddito diverso, e imponibile di conseguenza secondo le regole ordinarie, oppure sarebbe consentito accedere al regime forfettario ex articolo 86 del Codice del Terzo settore, sussistendo i requisiti ivi previsti, e determinare l'imponibile in misura del 3% del relativo ricavo?
Gli adempimenti fiscali 2026 dell'associazione «non Runts»
Un'associazione locale di ex alpini (aderente all'Associazione nazionale alpini), non iscritta al registro unico nazionale del terzo settore, Runts, e titolare di partita Iva, organizza, una volta all'anno, una festa con somministrazione di alimenti e bevande, dalla quale deriva un incasso di tremila/quattromila euro. Finora, questa associazione ha utilizzato il regime fiscale di cui alla legge 398/1991, versando, a ogni trimestre, l'Iva, con forfettizzazione al 50% dell'imposta detraibile, e con forfettizzazione dei costi al 97% dei ricavi. Con l'abolizione del regime previsto dalla legge 398/1991, quale sarà il regime fiscale che dovrà utilizzare? Ai fini Iva, l'associazione dovrà certificare i corrispettivi, presentare le liquidazioni periodiche e la dichiarazione annuale?
Compensi sportivi: sempre richieste Cu e ritenuta
Tenendo conto dell'attuale quadro normativo (Dlgs 192/2025), tutti i premi sportivi dilettantistici corrisposti dal 1° gennaio 2025 sono integralmente soggetti a ritenuta del 20% a titolo di imposta, anche se inferiori a 300 euro annui. I soggetti che, nel corso del 2025, abbiano erogato premi senza applicazione della ritenuta del 20% sono tenuti a regolarizzare la propria posizione, versando la ritenuta dovuta e avvalendosi, se del caso, del ravvedimento operoso. Tutto ciò premesso, le associazioni sportive dilettantistiche (Asd) sono comunque tenute a rilasciare al percipiente, e a trasmettere, la certificazione unica (Cu) anche per i premi corrisposti agli atleti per un importo inferiore a 300 euro? In caso affermativo, con quale causale e compilando quali campi?
Sì alla cessione di crediti tra Asd per sponsorizzazioni
Un'associazione sportiva dilettantistica (Asd) ha la partita Iva ancora aperta, perché vanta crediti importanti, derivanti da fatture emesse per sponsorizzazioni. Può cedere a un’altra Asd i crediti vantati, mediante atto notarile?
La parrocchia che gestisce l'asilo con la sua «partita»
Un asilo nido è gestito da una parrocchia, che, per tale gestione, utilizza la propria partita Iva. La parrocchia non è iscritta al Registro unico nazionale del terzo settore (Runts) e per le rette emette fattura elettronica, in esenzione Iva. Nel caso descritto, occorrerebbe l'iscrizione al Runts? Se sì, in quale misura sono imponibili i contributi ricevuti dalla Fism (Federazione italiana scuole materne) o dalla Regione? Il Comune, attraverso una convenzione, integra il prezzo delle rette mediante contributi; questi ultimi possono essere considerati non imponibili, secondo l'articolo 143, comma 1, del Dpr 917/1986, Tuir?
Esenti Iva i trasporti disabili svolti con veicoli attrezzati
Un'associazione riconosciuta, iscritta al Runts (registro unico nazionale del terzo settore) come Aps (associazione di promozione sociale), effettua trasporti di persone disabili con veicoli attrezzati (furgone con pedana) e con veicoli non attrezzati (autovettura). I trasporti possono avvenire, ad esempio, per l'effettuazione di esami e terapie, oppure per accompagnamento al centro diurno o al seggio elettorale. Con l'abrogazione, a decorrere dal 2026, della legge 266/1991 sul volontariato, queste prestazioni devono essere fatturate ai disabili stessi o agli enti pubblici (per esempio, il Comune) che richiedono il trasporto. Si può applicare l'esenzione da Iva, almeno nei casi in cui si utilizzano "veicoli all'uopo equipaggiati", come accade per i malati o i feriti?
Il contributo all'impresa sociale è soggetto a ritenuta
Un'associazione, con qualifica di impresa sociale, risulta assegnataria di un contributo erogato da un ente finanziatore privato. L'ente finanziatore, al momento della erogazione del contributo, sarà tenuto a operare la ritenuta di cui all'articolo 28, comma 2, del Dpr 600/1973? Il dubbio sorge dal fatto che le imprese sociali esercitano in via stabile e principale un'attività di impresa (articolo 1, comma 1, del Dlgs 117/2017, Codice del terzo settore) e anche per i redditi prodotti vige la presunzione di commercialità, così come confermato dall'agenzia delle Entrate con la circolare 1/E/2026.





