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Terzo settore

Cooperative sociali, così esenzione Irap e «de minimis»

Una cooperativa sociale, operante in Lombardia, storicamente esentata dal pagamento dell'Irap, si trova a gestire la novità introdotta a decorrere dal primo gennaio 2026, che comprende tale agevolazione fiscale nell'ambito del regime degli aiuti de minimis. Dovendo pianificare l'accesso ad altre misure agevolative, ed evitare il superamento del plafond mobile triennale di 300mila euro, si chiedono chiarimenti in merito all'esatta imputazione temporale di questo incentivo. In particolare, si chiede di specificare: - quale sia l'esatta data di concessione dell'agevolazione che verrà inserita nel Registro nazionale degli aiuti di Stato (Rna), in relazione all'esenzione maturata per l'anno d'imposta 2026; - in quale momento la cooperativa sia tenuta a computare e scalare l'importo dell'esenzione Irap dal proprio plafond disponibile nelle autocertificazioni: se già a partire dal 31 dicembre 2026 (chiusura dell'anno d'imposta), o al momento della presentazione della dichiarazione Irap nel 2027, oppure solo nell'anno dell'effettiva iscrizione del beneficio sul portale Rna da parte delle autorità competenti, secondo quanto disposto dall'articolo 10, comma 1, del Dm Sviluppo economico 115/2017.

Terzo settore

I nuovi criteri per il test di commercialità dell'Ets

Per gli Enti del Terzo settore (Ets), la distinzione tra attività commerciale e non commerciale non segue più solo i criteri del Tuir (Dpr 917/1986), ma quelli più rigidi del Codice del Terzo settore (Dlgs 117/2017) basati sui costi effettivi. Per un'Associazione di promozione sociale (Aps) iscritta al Runts (Registro unico nazionale del Terzo settore) che realizza entrate da attività di interesse generale (Aig) con un margine di profitto superiore al 6% rispetto ai costi diretti, si chiede se tale attività diventi interamente commerciale ai fini Ires 2026, o se sia possibile scorporare le quote di "sovrapprezzo" mantenendo la natura non commerciale per la parte coperta dai costi, come suggerito da alcune interpretazioni dottrinali.

Terzo settore

Il forfait per l'Aps commerciale con ricavi sotto gli 85mila euro

Il regime forfettario ex articolo 86 del Codice del Terzo settore (Dlgs 117/2017) può essere applicato alle Associazioni di promozione sociale (Aps) di natura commerciale con ricavi commerciali inferiori a 85mila euro o in questo caso l'unico regime forfettario applicabile è quello previsto all'articolo 80 del Codice citato?

Terzo settore

La gestione dell'Iva per l'Aps iscritta al Runts a maggio '26

Un'associazione di promozione sociale (Aps) si è iscritta nel Registro unico del terzo settore (Runts) a fine maggio 2026. Per gli adempimenti Iva, come si deve comportare questa associazione? È corretto, per il periodo precedente all'iscrizione, fare riferimento alle norme ordinarie (Dpr 633/1972) e, dunque, effettuare la liquidazione periodica, mentre per il periodo successivo all'iscrizione - avendo i requisiti per accedere al regime fiscale ex articolo 86 del Dlgs 117/2017, Codice del terzo settore, Cts - si può fruire dell'esonero dagli adempimenti Iva?

Terzo settore

Come l'Aps iscritta al Runts recupera l'Iva versata nel '26

Un'associazione di promozione sociale (Aps), che ha la partita Iva e svolge attività commerciale, appartenente al terzo settore, è iscritta al Registro unico nazionale del terzo settore (Runts), e con solo il numero Rea (repertorio economico e amministrativo). Fino al 31 dicembre 2025, essa applicava il regime ex legge 398/1991, emettendo fatture - prevalentemente per sponsorizzazioni - con Iva al 22 per cento. Nel 2025, i ricavi commerciali sono rimasti sotto la soglia degli 85mila euro. Il 28 gennaio 2026, l’Aps emette una fattura per ricezione di un bonifico da uno sponsor, ma, per errore, versa la relativa Iva all'Erario. Viste le modifiche introdotte nel 2026 per gli enti del terzo settore, e vista la circolare 1/E/2026 sul regime forfettario, si chiede se è possibile emettere una nota di credito e recuperare l’Iva, visto che non esiste più il regime ex legge 398/1991. L’associazione riceve anche delle prestazioni occasionali. Aderendo al regime forfettario, continuerà a versare le relative ritenute d’acconto oppure ne è esonerata?

Terzo settore

Immobili strumentali: esenti da Iva i canoni di subaffitto

Una cooperativa sociale ha in essere un contratto di locazione con il Comune, per lo svolgimento dell’attività di asilo nido. Da aprile 2026, essa ha stipulato, con un libero professionista, un contratto di sublocazione di parte dell’immobile, preso in locazione per lo svolgimento di servizi ludici e ricreativi. Si precisa che l'immobile in questione è classificato nella categoria catastale B/5. La fattura del canone di sublocazione dev'essere emessa con aliquota Iva ordinaria, oppure è esente Iva, ex articolo 10, comma 1, n. 8, del Dpr 633/1972? E come ci si deve comportare per la fattura di riaddebito delle utenze?

Terzo settore

Senza ritenuta i dividendi agli enti del terzo settore

Si chiede di chiarire qual è il trattamento fiscale applicabile alla distribuzione di utili, da parte di una società a responsabilità limitata consortile, partecipata esclusivamente da enti del terzo settore non commerciali, con particolare riferimento all’eventuale obbligo di applicazione di ritenute alla fonte sui dividendi distribuiti e alla qualificazione fiscale (alla fonte o in acconto) e alla quantificazione della ritenuta medesima.

Terzo settore

I codici per gli F24 di Odv e Aps che integrano le fatture

Si chiede quali codici tributo vadano utilizzati, e quale sia la periodicità relativamente al versamento dell'Iva dovuta dalle organizzazioni di volontariato (Odv) e dalle associazioni di promozione sociale (Aps) che aderiscono al sistema forfettario, per le operazioni per le quali si deve provvedere tramite integrazione della fattura ai fini Iva (reverse charge interno ed estero).

Terzo settore

Modifiche in corso d’anno: servono due dichiarazioni

Un'associazione culturale, nel corso del 2026, ha effettuato la variazione dello statuto, diventando Aps (associazione di promozione sociale), a seguito dell’iscrizione al Registro unico nazionale del terzo settore (Runts). Nel nuovo statuto, l'esercizio sociale dell’Aps è stato modificato e decorrerà dal primo settembre 2026 al 31 agosto 2027. L'associazione deve inviare un modello Redditi Enc 2027 per il periodo dal 1° gennaio 2026 al 31 agosto 2026, e un altro per il periodo 1° settembre 2026 - 31 agosto 2027, come Aps?

Terzo settore

Se l'iscrizione al Runts avviene nel corso del 2026

Un’associazione, in regime ex legge 398/1991 fino al 31 dicembre 2025, s’iscrive al Runts (registro unico nazionale del terzo settore) nel corso del 2026. Posto che l'iscrizione ha efficacia costitutiva, e che il possesso della partita Iva implica l'esercizio di attività commerciali, ex articolo 4 del Dpr 633/1972, decreto Iva, come si deve comportare questa associazione prima e dopo l'iscrizione al Runts? Ai fini Iva, deve tenere le scritture contabili per tutto il 2026, salvo poi - nel 2027, avendone i requisiti - optare per l'applicazione del regime previsto dall'articolo 86 del Dlgs 117/2017, Codice del terzo settore, Cts, oppure può farlo già dalla data di iscrizione al Runts? E quali norme si devono applicare ai fini Ires? È possibile scindere in due l'anno solare, utilizzando uno dei criteri della contabilità semplificata per la prima parte dell'anno e, poi, il regime forfettario previsto per le associazioni di promozione sociale (Aps), fino a 85mila euro di entrate?

Terzo settore

Partita Iva per la banda con proventi commerciali

Un'associazione di promozione sociale (Aps), che svolge l'attività di banda musicale, riceve delle somme a fronte delle esibizioni in occasioni di manifestazioni religiose. Tali introiti, che sono in linea con l'attività istituzionale e non sono resi con sinallagma, ma a titolo di contributo volontario per esibizione, determinano l'obbligo di apertura della partita Iva per l'Aps?

Terzo settore

La coop sociale «dichiara» ogni anno per l'esenzione Imu

Dal 2021, gli enti non commerciali hanno l'obbligo di presentare ogni anno - entro il 30 giugno - all'agenzia delle Entrate la dichiarazione Imu telematica, per beneficiare dell'esenzione riguardo agli immobili che rientrano nella fattispecie prevista dall'articolo 7 della legge 504/1992. Le cooperative sociali, in quanto Onlus di diritto (e ora enti del terzo settore, Ets, essendo inquadrate come imprese sociali), beneficiano delle medesime agevolazioni per gli immobili destinati all'esercizio di attività socio-assistenziali. Ciò posto, l'obbligo della presentazione annuale della dichiarazione Imu Enc (enti non commerciali) è previsto pure per queste società, anche se, dal punto di vista fiscale, non rientrano nel novero degli enti non commerciali?