Lavoro e previdenza
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286 quesiti trovati
Così l'agente pensionato chiude l’attività per sempre
Come procedere per la chiusura definitiva dell'attività di un agente di commercio già in pensione? È sufficiente la chiusura in Camera di commercio, nel Registro delle imprese, oppure bisogna attivarsi anche per chiudere la partita Iva e la posizione Enasarco?
Le aliquote per più attività del lavoratore autonomo
Un lavoratore autonomo, con partita Iva, è iscritto alla gestione separata Inps. Se venisse nominato amministratore e ricevesse un compenso (come collaboratore coordinato e continuativo), quale aliquota Inps in gestione separata verrebbe applicata, tenuto conto che questo soggetto versa contributi, sempre alla gestione separata, sui redditi prodotti con partita Iva?
Gli acconti previsionali di professionisti in «separata»
Nel corso del 2025, un professionista, in gestione separata, ha avuto un reddito molto inferiore a quello del 2024. Tale situazione era già chiara al momento dell'elaborazione del modello Redditi per l'anno d'imposta 2024, e si sono versati gli acconti Inps alla gestione separata, per il 2025, in forma previsionale, calcolando in maniera precisa quello che è poi stato il reddito reale di quest'ultimo anno. È corretto l'utilizzo del metodo previsionale per il calcolo degli acconti, oppure ci si può aspettare una comunicazione Inps, in quanto non è stato applicato il metodo storico?
L’ex dipendente titolare di partita Iva inattiva
Una persona fisica è titolare di una ditta individuale artigiana, costituita a marzo 2025, che però, finora, non ha eseguito operazioni e non ha emesso alcuna fattura. Al momento della costituzione della ditta, questo soggetto era dipendente a tempo pieno (40 ore settimanali) e quindi non si è iscritto all'Inps artigiani per il versamento dei contributi fissi. Al 31 dicembre 2025, il rapporto di lavoro subordinato è cessato e, a gennaio 2026, l'ex dipendente ha presentato domanda di disoccupazione, che è stata accolta. Non avendo movimentato la partita Iva e non essendo più lavoratore dipendente, tale soggetto ha diritto alla disoccupazione? In caso di risposta positiva, è tenuto al versamento dei contributi Inps fissi artigiani a partire da gennaio 2026?
Quando il Firr va versato all'agente dalla mandante
Un mio cliente è un agente, il cui rapporto di agenzia è cessato in data 31 dicembre 2025. In sede di verifica sul portale Enasarco ho riscontrato che, per tale posizione, non è possibile effettuare il versamento del Firr (fondo indennità di risoluzione del rapporto) tramite la consueta distinta Enasarco, ma viene indicato che l’importo dev'essere liquidato direttamente dalla società mandante all’agente, con applicazione della ritenuta fiscale del 20 per cento. Io invece ritengo che, nel caso di cessazione del rapporto al 31 dicembre, il Firr maturato vada versato dalla mandante alla fondazione Enasarco, la quale provvederà successivamente alla liquidazione all’agente, trattandosi di cessazione coincidente con la chiusura dell’anno. Qual è il parere dell'esperto?
I contributi del forfettario iscritto alla «separata»
Un professionista, in regime forfettario, versa contributi in gestione separata. Quando deve fare il primo versamento dei contributi previdenziali? Il 30 giugno dell’anno d’imposta successivo al saldo, oppure occorre seguire le regole “canoniche”, per cui il soggetto in questione deve versare il 40% alla scadenza del 30 giugno del primo anno (a sei mesi dall’apertura della posizione contributiva), il 40% entro il 30 novembre e la restante parte, a saldo, il 30 giugno successivo, con l’acconto per quell’anno? Se la risposta dovesse essere la prima (quindi, tutto “a saldo”), nella prima dichiarazione dei redditi i contributi non sarebbero deducibili. Qual è il principio da seguire per la loro deduzione?
I crediti che il professionista in forfait riceve dai clienti
Nel 2025, un mio cliente, ingegnere in regime forfettario, ha ricevuto, a saldo delle proprie competenze professionali, due crediti “superbonus” da clienti residenti nel cosiddetto cratere sismico. Nello specifico, egli ha ricevuto: a) un credito di 10.000 euro - pari al proprio compenso (quindi, senza alcuno "sconto") - utilizzabile in quattro quote annuali; b) un credito di 15mila euro a fronte del proprio compenso di 15mila euro (quindi, con uno "sconto", o una "sopravvenienza", di 2.000 euro). Come devo trattare le due fattispecie? Nel primo caso, contabilizzo l'incasso in quattro quote (nel 2025 e negli esercizi successivi)? Nel secondo caso, come posso gestire gli incassi (e il plusvalore che ne emerge), considerato che i forfettari, in luogo dei costi, abbattono con percentuale fissa i compensi?
Il contributo previdenziale non è considerato reddito
Il contributo previdenziale, che un professionista incassa dai clienti, rientra fra i redditi di lavoro autonomo e, quindi, dev'essere sommato ai compensi?
Il tatuatore senza impresa versa alla gestione separata
Un tatuatore, ditta individuale, svolge la sua attività esclusivamente per un collega tatuatore, nello studio e con l'attrezzatura di quest'ultimo; in pratica, ha un solo committente. La fattura viene emessa non al cliente finale, ma al collega. Poiché si tratta di attività senza attrezzature personali e in monocommittenza, si ritiene che tale soggetto non debba iscriversi all'Albo delle imprese artigiane e, pertanto, non debba neanche versare contributi alla gestione artigiani/commercianti. L'esperto conferma questa interpretazione?
I rimborsi spese analitici riaddebitati dal forfettario
Il quesito riguarda le novità introdotte dal Dlgs 192/2024, in materia di determinazione del reddito di lavoro autonomo, e, in particolare, la disciplina di cui all’articolo 54, comma 2, lettera b, del Tuir (Dpr 917/1986), relativa alla non concorrenza alla formazione dello stesso dei rimborsi analitici di spese sostenute nell’esecuzione dell’incarico, riaddebitate dal professionista al proprio committente (con l’ulteriore condizione che, per alcune tipologie di pagamento, esso sia avvenuto con mezzi tracciabili). Si chiede se lo stesso criterio sia applicabile anche ai professionisti in regime forfettario, ex articolo 1, commi 54 e seguenti, della legge 190/2014, di Stabilità per il 2015.
Le consulenze veterinarie e promozionali sui social
Un veterinario, professionista in regime forfettario, si appoggia a una piattaforma social per realizzare e condividere video in cui eroga consulenze veterinarie, talvolta proponendo prodotti abbinati a tali consulenze. Per esempio, pubblica un video in cui sottolinea l'importanza dell'igiene orale per i cani e, contestualmente, consiglia prodotti per tale scopo. Si chiede se tali prestazioni debbano essere assoggettate a Enpav (Ente nazionale di previdenza e assistenza veterinari), in quanto rientranti nell'ambito dell'attività professionale, o se debbano essere assoggettate alla gestione Enpals (Ente nazionale previdenza e assistenza lavoratori spettacolo), in quanto ritenute prestazioni correlate a servizi di immagine e sponsorizzazione.
L'investimento immobiliare della società tra avvocati
Si chiede se sussistano profili di incompatibilità, limiti normativi o cause ostative, in base alla disciplina sulle società tra avvocati e alle norme deontologiche forensi, all’acquisizione, da parte di una società tra avvocati, di un immobile composto da quattro unità abitative, destinato in parte alla locazione a terzi e in parte all’utilizzo quale sede professionale.





