Lavoro e previdenza

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I contributi dell'artigiano passato alla sezione Industria

Una ditta individuale di autotrasporto in conto terzi è stata cancellata d'ufficio, con raccomandata, dall'Albo artigiani in quanto è stata superato il limite delle otto unità impiegate nell'attività, ed è passata alla sezione Industria. Da questo momento in poi l'imprenditore individuale persona fisica non ha più versato i suoi contributi all'Inps, non avendo più la posizione di artigiano, ma ha versato solo i contributi per i suoi dipendenti. Tale comportamento è corretto? Fino al momento della cancellazione dalla sezione Artigiani lo stesso aveva versato nella sua posizione 30 anni di contributi Inps. Se effettivamente, con la cancellazione dalla sezione Artigiani, l'imprenditore non è più tenuto a versare i propri contributi all'Inps, perché la sezione Industria non prevede una posizione Inps, può comunque effettuare dei versamenti volontari sino al raggiungimento dei requisiti per la pensione?

Problematico il «passaggio» da consulente a liquidatore

Sono un consulente del lavoro che si occupa di contabilità e adempimenti fiscali di una società a responsabilità limitata. Tale Srl cesserà l'attività di impresa e verrà posta in liquidazione, secondo la procedura prevista per le società di capitali, prima della cancellazione definitiva. Chiedo se posso essere nominato liquidatore di questa società.

Influencer, quando scatta la contribuzione ex Enpals

Un influencer sottoscrive, come lavoratore autonomo, un contratto di sponsorizzazione con un brand. Tale sponsorizzazione consiste nella realizzazione e pubblicazione, sul proprio profilo social, di reel e story, che possono essere estratti di vita personale in cui l'influencer mostra il brand, oppure di veri e propri book fotografici pubblicitari. Tenendo conto della circolare Inps 44/2025, recante «Attività dei content creator. Profili previdenziali», queste attività possono configurarsi come prestazioni artistiche (articolo 3 del Dlgs del capo provvisorio dello Stato 708/1947, istitutivo dell'Enpals, Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo), per le quali scatta l'obbligo di contribuzione all'Inps-ex Enpals?

L’indennizzo non viene meno se un terzo riapre l'esercizio

Ho un’attività di edicolante e sono intenzionata a fruire dell'indennizzo riconosciuto ai commercianti per cessazione dell'attività. Appena compierò i 57 anni di età, provvederò a riconsegnare la licenza al Comune, chiudere la partita Iva e fare gli altri adempimenti necessari ad avere tutti i requisiti per l'indennizzo. Vorrei, poi, procedere alla vendita del chiosco di mia proprietà. Nell'eventualità che l'acquirente riaprisse un’attività di edicolante (in quanto potrebbe ottenere un incentivo da parte del Comune, essendo l’unica edicola della zona), l'indennizzo potrebbe essere revocato?

I passi per mettersi in regola con i contributi Inps con F24 scaduto

Dovevo pagare un modello F24 relativo al 2° acconto Inps per i contributi sull'eccedenza del minimale alla gestione commercianti, in scadenza il primo dicembre 2025. Per esigenze di cassa non sono riuscito a effettuare il pagamento alla data di scadenza. Posso pagare con ravvedimento dopo la scadenza applicando l'interesse legale del 2% per i giorni di ritardo? L'importo degli interessi va indicato a parte? Con quale codice?

I maestri di sci sono esclusi dalla contribuzione agevolata

Il maestro di sci, libero professionista con partita Iva in regime forfettario, che non ha l'iscrizione alla Camera di commercio, ma ha l'obbligo di iscrizione previdenziale alla gestione commercianti Inps, può fruire dell'agevolazione prevista dall'articolo 1, comma 186, della legge 207/2024 (consistente nella riduzione contributiva del 50 per cento), prevista per i soggetti che si iscrivono per la prima volta nell'anno 2025 a tale gestione? Il dubbio nasce dal fatto che i maestri di sci (come anche, per esempio, le ostetriche) sono categorie particolari di autonomi, per i quali vi è l'obbligo di iscrizione previdenziale alla gestione commercianti Inps, nonostante non vi sia l'iscrizione alla Camera di commercio, e che il reddito che dichiarano è di lavoro autonomo, e non d’impresa.

Il legame tra diritti d’autore e obbligo contributivo

Una giovane contribuente, che percepisce i diritti d'autore per pubblicazioni varie, ha aperto la partita Iva come illustratrice, in regime forfettario per le nuove imprese. Nella dichiarazione dei redditi, deve aggregare il reddito derivante dal diritto d'autore nel rigo LM22. Tale reddito, al netto della percentuale compensativa, finisce nel quadro RR Inps gestione separata, portando con sé il pagamento di un'aliquota piuttosto alta di contributo Inps. Se, invece, non fosse aggregato nel quadro LM, ma rimanesse nel quadro L, rigo RL25, della dichiarazione dei redditi, non sarebbe soggetto a contribuzione Inps. È possibile non assoggettare il diritto d'autore alla contribuzione Inps? Nel quadro RR, sezione II, nella lista dei codici esclusi dalla contribuzione non si rileva alcunché di adeguato.

Come si applica il contributo alla Cassa professionale

Un avvocato, che mi ha assistito per una vertenza, mi ha recapitato la notula delle sue spettanze e ho rilevato che il contributo alla Cassa forense, pari al 4 per cento, è stato calcolato su un importo totale composto da onorario, spese generali e bollo da due euro. Mi chiedo se è corretto che il contributo alla Cassa venga calcolato anche sull'importo del bollo.

Se la società immobiliare si limita al godimento di beni

Un soggetto è socio di una società semplice immobiliare, la cui attività consiste esclusivamente nella locazione di immobili di proprietà; quindi, la società e i soci si limitano al mero godimento del bene, senza prestare attività di servizi connessi e/o accessori alla locazione. Questa persona vorrebbe comunque versare i contributi alla gestione commercianti Ivs, però teme che, al momento del pensionamento, essi non gli vengano riconosciuti dall'Inps in quanto mancherebbe il presupposto della partecipazione personale al lavoro aziendale, con carattere di abitualità e prevalenza. Qual è il parere dell'esperto?

Se la ditta cessa avendo ancora un credito ex 770

Una ditta individuale ha cessato l'attività il 20 dicembre 2024 e si è trovata ad avere un credito da trattamento integrativo 1701 residuo, relativo al 2023, indicato al rigo SX49 del modello 770/2024. Il contribuente deve continuare a inviare il modello 770 con il solo quadro SX, fino a quando non avrà compensato tale credito?

Per l’Ape sociale non serve la chiusura della partita Iva

Sono un dipendente pubblico tecnico, architetto part time al 50 per cento, assunto da un’amministrazione comunale dal 31 dicembre 1988. Ho ottenuto, ad agosto 2025, la dichiarazione dell’Inps riguardante il possesso dei requisiti di accesso all'Ape sociale, in quanto sono il caregiver di una disabile grave, con me convivente da più di sei mesi, e ho compiuto i 63 anni e cinque mesi di età. Maturerò il diritto alla pensione di anzianità anagrafica al 31 dicembre 2029, a 67 anni di età. Attualmente, svolgo anche attività professionale con iscrizione all'Ordine degli architetti e partita Iva. Per accedere all'Ape sociale, devo rinunciare a qualsiasi attività lavorativa, a eccezione delle prestazioni occasionali per un importo annuo fino a 4800 euro. Vorrei sapere se sono obbligato anche a chiudere la partita Iva e a rinunciare all'iscrizione all'Ordine professionale.

L’«Inps commercianti» e i soci di Ss immobiliari

La detenzione di quote in una società semplice, esercente attività di locazione immobiliare, comporta per i soci l’obbligo di iscrizione alla gestione Inps commercianti?