Lavoro e previdenza
Risultati Ricerca
293 quesiti trovati
Agenti, i rimborsi che valgono per il Firr e altre indennità
I rimborsi spese corrisposti a pie’ di lista - ossia in forma analitica e dietro presentazione dei documenti giustificativi delle spese - devono essere computati nella base di calcolo delle indennità previste dall'accordo economico collettivo (Aec) Agenti e rappresentanti del settore commercio del 16 febbraio 2009, come integrato dall'accordo di rinnovo del 4 giugno 2025, con particolare riferimento alle indennità di cessazione del rapporto (come il fondo indennità di risoluzione del rapporto - Firr, l'indennità suppletiva di clientela e l'indennità meritocratica)?
Così l'agente pensionato chiude l’attività per sempre
Come procedere per la chiusura definitiva dell'attività di un agente di commercio già in pensione? È sufficiente la chiusura in Camera di commercio, nel Registro delle imprese, oppure bisogna attivarsi anche per chiudere la partita Iva e la posizione Enasarco?
Se l'iscritto alla separata è anche lavoratore dipendente
Un professionista senza cassa previdenziale è iscritto alla gestione separata Inps. Nel 2025 questo soggetto ha percepito un reddito di lavoro dipendente per 320 giorni e un reddito professionale di 17.500 euro. Di tale reddito professionale, quale importo va assoggettato ad aliquota Inps del 24 per cento (da applicare quando c'è altra copertura previdenziale) e quale importo, invece, dev’essere sottoposto ad aliquota senza copertura previdenziale? Il calcolo va fatto in base ai giorni o ai mesi? Per quanti mesi?
Così chi è nella «separata» fruisce del congedo parentale
Sono un lavoratore, titolare di partita Iva e iscritto alla gestione separata. Chiedo se il congedo parentale rappresenti per me l’unica forma di tutela fruibile oppure se esistano ulteriori strumenti alternativi o complementari, in seguito alla nascita di un figlio. Si chiede inoltre se tale congedo possa essere fruito anche contemporaneamente all’altro genitore, nel caso in cui quest’ultimo sia lavoratore dipendente di un Comune, e quali siano eventuali limiti o condizioni. Fino a quale età del figlio è possibile fruire del congedo parentale per i lavoratori iscritti alla gestione separata, considerato che vi sono indicazioni non sempre univoche (primo anno di vita, 12 anni, 14 anni)? Quali sono i parametri e le modalità di determinazione del relativo trattamento economico?
Le aliquote per più attività del lavoratore autonomo
Un lavoratore autonomo, con partita Iva, è iscritto alla gestione separata Inps. Se venisse nominato amministratore e ricevesse un compenso (come collaboratore coordinato e continuativo), quale aliquota Inps in gestione separata verrebbe applicata, tenuto conto che questo soggetto versa contributi, sempre alla gestione separata, sui redditi prodotti con partita Iva?
Gli acconti previsionali di professionisti in «separata»
Nel corso del 2025, un professionista, in gestione separata, ha avuto un reddito molto inferiore a quello del 2024. Tale situazione era già chiara al momento dell'elaborazione del modello Redditi per l'anno d'imposta 2024, e si sono versati gli acconti Inps alla gestione separata, per il 2025, in forma previsionale, calcolando in maniera precisa quello che è poi stato il reddito reale di quest'ultimo anno. È corretto l'utilizzo del metodo previsionale per il calcolo degli acconti, oppure ci si può aspettare una comunicazione Inps, in quanto non è stato applicato il metodo storico?
Anche senza dipendenti obbligo Inail per l'estetista
Vorrei sapere se un’estetista, senza dipendenti, è obbligata a iscriversi all'Inail.
L’ex dipendente titolare di partita Iva inattiva
Una persona fisica è titolare di una ditta individuale artigiana, costituita a marzo 2025, che però, finora, non ha eseguito operazioni e non ha emesso alcuna fattura. Al momento della costituzione della ditta, questo soggetto era dipendente a tempo pieno (40 ore settimanali) e quindi non si è iscritto all'Inps artigiani per il versamento dei contributi fissi. Al 31 dicembre 2025, il rapporto di lavoro subordinato è cessato e, a gennaio 2026, l'ex dipendente ha presentato domanda di disoccupazione, che è stata accolta. Non avendo movimentato la partita Iva e non essendo più lavoratore dipendente, tale soggetto ha diritto alla disoccupazione? In caso di risposta positiva, è tenuto al versamento dei contributi Inps fissi artigiani a partire da gennaio 2026?
Quando il Firr va versato all'agente dalla mandante
Un mio cliente è un agente, il cui rapporto di agenzia è cessato in data 31 dicembre 2025. In sede di verifica sul portale Enasarco ho riscontrato che, per tale posizione, non è possibile effettuare il versamento del Firr (fondo indennità di risoluzione del rapporto) tramite la consueta distinta Enasarco, ma viene indicato che l’importo dev'essere liquidato direttamente dalla società mandante all’agente, con applicazione della ritenuta fiscale del 20 per cento. Io invece ritengo che, nel caso di cessazione del rapporto al 31 dicembre, il Firr maturato vada versato dalla mandante alla fondazione Enasarco, la quale provvederà successivamente alla liquidazione all’agente, trattandosi di cessazione coincidente con la chiusura dell’anno. Qual è il parere dell'esperto?
Il legale si reiscrive all’albo aderendo pure alla cassa
Dal 3 marzo 1988 al 4 febbraio 1993, sono stato iscritto quale libero professionista al soppresso albo dei procuratori legali e ho versato i contributi dovuti alla Cassa procuratori avvocati (Cpa, cassa di previdenza). All'atto della cancellazione dall'albo, ho chiesto e ottenuto la restituzione dei contributi citati. Sono stato quindi iscritto all'albo degli avvocati dal 30 gennaio al 18 dicembre 1997, senza peraltro iscrivermi nuovamente alla Cpa. Attualmente sono stato collocato a riposo per raggiunti limiti di età e fruisco del relativo assegno pensionistico. Sarebbe mia intenzione iscrivermi nuovamente all'albo degli avvocati, tenuto dal relativo Ordine professionale. Tale nuova iscrizione comporta anche l'obbligo di iscriversi alla cassa di previdenza? In questo ultimo caso sarei chiamato a riversare i contributi per il periodo dal 3 marzo 1988 al 4 febbraio 1993, e a versarli per il periodo dal 30 gennaio al 18 dicembre 1997?
Se il fisioterapista è socio e amministratore di una Srl
Sono un fisioterapista con partita Iva, iscritto all'albo dei fisioterapisti; non esistendo una cassa specifica, sono iscritto e verso la contribuzione alla gestione separata Inps. A breve diventerò anche socio al 50% e amministratore di una società a responsabilità limitata, che ha come attività principale la gestione di poliambulatori. La Srl fatturerà ai pazienti, e io fatturerò alla Srl le prestazioni che ho svolto nel mese precedente verso i pazienti. Quindi il mio lavoro prevalente (10 ore al giorno) resta quello di fisioterapista (con versamento contributivo alla gestione separata), mentre, come amministratore-socio, svolgerò le classiche mansioni (approvazione del bilancio eccetera). Ci sarà una segretaria cui saranno affidati altri compiti, come gli appuntamenti dei pazienti, la fatturazione e la gestione amministrativa. È corretto, nella mia situazione, evitare di iscriversi anche alla gestione commercianti?
I contributi del forfettario iscritto alla «separata»
Un professionista, in regime forfettario, versa contributi in gestione separata. Quando deve fare il primo versamento dei contributi previdenziali? Il 30 giugno dell’anno d’imposta successivo al saldo, oppure occorre seguire le regole “canoniche”, per cui il soggetto in questione deve versare il 40% alla scadenza del 30 giugno del primo anno (a sei mesi dall’apertura della posizione contributiva), il 40% entro il 30 novembre e la restante parte, a saldo, il 30 giugno successivo, con l’acconto per quell’anno? Se la risposta dovesse essere la prima (quindi, tutto “a saldo”), nella prima dichiarazione dei redditi i contributi non sarebbero deducibili. Qual è il principio da seguire per la loro deduzione?





