Lavoro e previdenza

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Dimissioni e assunzione infragruppo compatibili con lo sgravio «donne»

Si chiede un chiarimento interpretativo in merito all'applicazione dello sgravio contributivo 2026 per le donne. Una dipendente in possesso dei requisiti soggettivi per l'accesso ai suddetti incentivi è stata assunta nel 2026 dalla nostra società con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato non dirigenziale; la medesima lavoratrice si era da poco dimessa da un'altra società appartenente al medesimo gruppo societario. Si specifica che presso quest'ultima società non le era stato applicato alcun incentivo. Si chiede se, nello scenario descritto, la società possa legittimamente fruire degli incentivi in questione.

La busta paga del licenziato dopo la conciliazione fallita

Un'azienda operante nel settore della metalmeccanica-industria e che occupa 42 dipendenti, intende procedere a un licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo di un lavoratore assunto il 1° aprile 1993. Ferme restando tutte le valutazioni preliminari effettuate in tema di repechage, sussistenza dei motivi e nesso di causalità, ha avviato il tentativo preventivo di conciliazione presso l'Inl (Istituto nazionale del lavoro) ex articolo 7, legge 604/1992, il 1° luglio 2026. Contestualmente all’invio della comunicazione all’Itl (Ispettorato nazionale del lavoro) competente e al lavoratore interessato, la società ha esonerato quest’ultimo dallo svolgimento della sua attività lavorativa nel corso della procedura avviata e nel periodo di preavviso. Le parti, a seguito di convocazione avvenuta il 13 luglio 2026, non hanno raggiunto l’accordo e la società può dunque procedere al licenziamento, che è stato notificato al lavoratore il giorno stesso. Per quanto precede, si chiede quale data di cessazione occorra indicare all’interno del modello UniLav e come gestire in busta paga il periodo intercorrente tra la data di avvio della procedura e quello di effettiva cessazione del rapporto di lavoro.

Riassunzione del pensionato, i criteri della «discontinuità»

Un portiere di condominio è prossimo al pensionamento. Una volta cessato regolarmente il rapporto di lavoro per raggiunti requisiti pensionistici, dopo quanto tempo questo soggetto può instaurare un nuovo rapporto di lavoro con lo stesso condominio, ma con una mansione diversa, per esempio con la qualifica di pulitore? Tale eventuale riassunzione è ammissibile, tenendo conto della normativa e delle indicazioni dell'Inps in materia di cumulo tra pensione e redditi da lavoro, nonché di quanto previsto dal Ccnl (contratto collettivo nazionale di lavoro) dei dipendenti da proprietari di fabbricati? Esistono limiti temporali, vincoli o adempimenti particolari che il condominio e il lavoratore devono rispettare per evitare contestazioni o incompatibilità?

Bonus donne svantaggiate per la ex praticante nella Zes

Riguardo al bonus donne previsto dal Dl 62/2026, si chiede se possa essere considerata molto svantaggiata una donna di 25 anni di età che abbia svolto, nei 24 mesi precedenti l'assunzione, un tirocinio curriculare e, a seguire, sempre nello stesso studio di commercialista, il tirocinio per l'abilitazione alla professione di dottore commercialista della durata di 18 mesi, terminato nel mese di ottobre 2025, percependo una indennità mensile pari a 800 euro, da considerare, ai fini della tassazione, come reddito assimilato al lavoro dipendente. Lo stesso commercialista ha poi assunto la lavoratrice, residente nella Zes (zona economica speciale), a febbraio 2026, con contratto a tempo pieno e indeterminato, e vorrebbe fruire del bonus donne 2026 per l'importo mensile fino a 800 euro, considerando la lavoratrice molto svantaggiata, in quanto priva di impiego regolarmente retribuito nei 24 mesi precedenti l'assunzione. Si precisa, inoltre, che la lavoratrice si è iscritta al Centro per l'impiego come disoccupata nel mese di gennaio 2026. Alla luce di quanto sopra, è possibile fruire del bonus donne 2026, nella misura di 800 euro mensili, per 24 mesi?

L'indennità di malattia e il patto di non concorrenza

Se un dipendente percepisce mensilmente un importo a titolo di indennità per patto di non concorrenza, calcolato con percentuale in base alla retribuzione lorda, l'importo è imponibile sia ai fini previdenziali che ai fini fiscali. In caso di malattia, tale importo dev’essere compreso nell'imponibile per il calcolo dell'indennità Inps? E poi, dato che, in caso di eventuale futuro annullamento del patto per violazione dello stesso da parte del lavoratore, questi sarebbe tenuto alla restituzione di quanto percepito, anche l'Inps potrebbe chiedere il ricalcolo delle indennità di malattie erogate?

Il diritto di assentarsi in caso di malattia dei figli

Un lavoratore dipendente, padre di un figlio di cinque anni, ha diritto di assentarsi dal lavoro per la malattia del figlio? Questi giorni gli vengono retribuiti?

Il Ccnl Credito e il congedo per l’assistenza a disabili

Se durante il periodo di fruizione del congedo straordinario biennale, ex articolo 42, comma 5, del Dlgs 151/2001, intervenisse un rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) del settore del Credito-Abi, al lavoratore spetterebbero automaticamente sia l'adeguamento mensile della retribuzione che il pagamento di eventuali mensilità arretrate?

Benzinai, livello 4 a dipendenti che maneggiano denaro

Il dipendente di un distributore di carburanti maneggia denaro e utilizza il Pos per i pagamenti da parte dei clenti. Saltuariamente, questo soggetto lava i vetri delle macchine ed è responsabile del denaro incassato. Tenuto conto delle mansioni citate, in quale livello del Ccnl (contratto collettivo nazionale di lavoro) Terziario dev'essere inquadrato?

Sì all'esonero per «under 35» assunti entro aprile 2026

Si chiede un chiarimento sull'esonero contributivo per assunzioni di soggetti "under 35", previsto dall'articolo 22 del Dl 60/2024 e prorogato dall'articolo 14, comma 1-bis, del Dl 200/2025, convertito in legge 26/2026. Una ditta ha assunto, entro il mese di aprile 2026, un dipendente a tempo indeterminato, in possesso dei requisiti previsti dalla norma: si tratta di un soggetto con meno di 35 anni di età alla data dell'assunzione, mai occupato a tempo indeterminato e la cui assunzione determina un incremento occupazionale netto. Si chiede se l'assunzione effettuata nel periodo 1° gennaio 2026-30 aprile 2026 possa ancora beneficiare dell'agevolazione. In caso affermativo, con quali modalità dev'essere presentata la relativa istanza? Come ci si comporta nel caso in cui la domanda sia stata inoltrata prima del 30 aprile 2026?

Ok al part time «frazionato» nelle farmacie private

Sulla base del contratto di lavoro Farmacie private urbane, in caso di rapporto di lavoro part time, c'è un minimo di ore di lavoro continuative che il dipendente deve svolgere tra mattina e pomeriggio? Nella fattispecie, il dipendente può lavorare tre ore al mattino e tre al pomeriggio, oppure le ore devono essere comprese tutte nella stessa parte della giornata (o al mattino o al pomeriggio)? È previsto un limite di ore?

Ccnl Legno arredo, cumulabili Rol e permessi retribuiti

Sono un lavoratore dipendente inquadrato con Ccnl (contratto collettivo nazionale di lavoro) Legno arredamento industria. Posso fruire, nella stessa giornata, delle due ore di permesso ex legge 104/1992 e di sei ore di Rol (riduzione dell'orario di lavoro)?

Ammessa la quinta proroga ma solo per gli stagionali

Un datore di lavoro, che gestisce un negozio di abbigliamento in zona turistica, ha in corso un contratto a tempo determinato con scadenza 30 giugno 2026, che ha già raggiunto sia il limite di durata complessiva di 24 mesi sia il numero massimo di quattro proroghe, ex articolo 21, comma 1, del Dlgs 81/2015. Il datore avrebbe necessità di proseguire il rapporto con lo stesso lavoratore fino a settembre 2026, in corrispondenza del picco turistico. Quale rilievo operativo attribuire alla sentenza della Cassazione, sezione Lavoro, 27 aprile 2026, n. 11269 - che ha escluso l'applicabilità del limite delle quattro proroghe ai rapporti stagionali - alla luce del contrasto con l'orientamento di prassi dell'Ispettorato nazionale del lavoro (Inl)? Una quinta proroga, qualificata come stagionale, è oggi sostenibile, senza correre il rischio che il rapporto in corso sia riqualificato come rapporto a tempo indeterminato?