Pubblica amministrazione

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Pubblico impiego

Persa la festività del patrono coincidente con la nuova festa

A partire dal 2026, il 4 ottobre sarà una festività nazionale (San Francesco). Sempre il 4 ottobre, nella città di Bologna si festeggia il santo patrono (San Petronio). Ci si chiede come viene gestita, in termini di ulteriori emolumenti o permessi compensativi, questa sovrapposizione di festività - che tra l'altro, sempre nel 2026, coincidono con la domenica - per un lavoratore dipendente dell’Asl di Bologna, cui si applica il Ccnl (contratto collettivo nazionale di lavoro) del personale del comparto Sanità.

Pubblico impiego

Il congedo facoltativo al padre medico del Ssn

Vorrei sapere se un padre, medico ospedaliero dipendente del Servizio sanitario nazionale, può chiedere il congedo parentale facoltativo durante il periodo di maternità obbligatoria della madre, insegnante in una scuola pubblica, dopo la nascita del bambino. Inoltre, per il primo mese di congedo parentale facoltativo, la retribuzione è al 100 per cento, indipendentemente dal fatto che ne fruisca il padre o la madre? Se il padre ha fruito di un mese, il primo mese di congedo parentale facoltativo fruito dalla madre è retribuito al 100 o all'80 per cento?

Riposo compensativo ampio per le ore lavorate di domenica

Ho un dubbio interpretativo riguardo all'articolo 26 del contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto Funzioni locali. In una settimana lavorativa su cinque giorni, con reperibilità il sabato e la domenica, se il dipendente è chiamato a lavorare di domenica - ad esempio per due ore, dalle 10 alle 12 - come si svolge il riposo compensativo entro i 15 giorni? Se il lavoratore preferisce non prendere il riposo il lunedì (si supponga fino alle 12) ma in un'altra settimana, può scegliere qualsiasi giorno di riposo per avere lo stacco di 24 ore o, per recuperare quelle sole due ore, l'ente potrebbe indicare il sabato come riposo? Il dipendente può prendere un qualsiasi altro giorno come riposo entro i 15 giorni anche se sono intervenute ferie?

Quando i giorni non lavorativi sono compresi nel «parentale»

Sono un dipendente comunale, con settimana lavorativa dal lunedì al venerdì, e chiedo chiarimenti sul computo del congedo parentale, in particolare sul fatto che anche le giornate di sabato e domenica possano essere conteggiate e quindi “scalate” dal monte giorni, pur non essendo lavorative né oggetto di richiesta. In particolare, si chiede se, qualora il dipendente fruisca di congedo parentale durante la settimana e collochi ferie nella giornata di venerdì oppure nelle giornate di venerdì e del lunedì successivo, è corretto che le giornate di sabato e domenica (non lavorative e contigue alle giornate di venerdì e lunedì) siano conteggiate e scalate dai giorni spettanti di congedo parentale.

Pubblico impiego

Così il limite di 2.500 € nella busta del dipendente

In base all'articolo 48-bis, comma 1, del Dpr 602/1973, come modificato dall'articolo 1, commi 84-85, della legge 207/2024, di Bilancio per il 2025, «le amministrazioni pubbliche… e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo superiore a cinquemila euro, verificano, anche in via telematica, se il beneficiario è inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo e, in caso affermativo, non procedono al pagamento e segnalano la circostanza all'agente della riscossione competente per territorio, ai fini dell'esercizio dell'attività di riscossione delle somme iscritte a ruolo», e, «limitatamente alle somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche al pagamento di importi superiori a duemilacinquecento euro; in tal caso, i soggetti di cui al medesimo comma 1 verificano se il beneficiario è inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a cinquemila euro». Riguardo alla gestione di tale adempimento, si chiede come l'amministrazione dovrebbe procedere nel caso in cui il cedolino del dipendente presentasse un netto in busta inferiore a 2.500 euro, dovuto al fatto che egli subisce già trattenute per cessioni, prestiti o delegazioni di pagamento. Se il netto in busta è inferiore 2.500 euro perché "inciso" da rate di trattenute diverse, come deve comportarsi l'ente? Dovrà essere preso in considerazione il netto in busta finale, cioè già decurtato, oppure il netto in busta dovrà essere rivisto, aumentandolo delle rate di trattenute? E, nel caso di pagamento di rimborsi vari al dipendente (per esempio, il rimborso del modello 730 a credito o l'erogazione del Tir, trattamento integrativo del reddito, a conguaglio), che portano eccezionalmente a un netto in busta superiore a 2.500 euro, come deve comportarsi l'amministrazione? In sostanza, il netto pignorabile da verificare dovrebbe essere inteso come la differenza tra lo stipendio lordo e le sole ritenute fiscali e previdenziali, oppure come il netto “reale" presente in cedolino, contenente diverse variabili, quali, per esempio, trattenute per cessioni varie oppure rimborsi diversi?

Pubblico impiego

Per il medico dipendente partita Iva dopo la pensione

Sono un medico ospedaliero, dipendente di un’azienda pubblica a tempo pieno, e con rapporto esclusivo in regime intramoenia. Ad agosto 2026 andrò in pensione anticipata ordinaria e inizierò a lavorare come libero professionista, aprendo una partita Iva. Dovrò anche stipulare una serie di assicurazioni professionali, che sarebbero totalmente deducibili dal reddito imponibile. Posso aprire la partita Iva senza conseguenze negative mentre sono ancora dipendente dell azienda pubblica, non svolgendo alcuna attività a essa collegata, senza incorrere in sanzioni da parte del datore di lavoro e senza perdere i benefici del rapporto esclusivo ai fini del calcolo dell’assegno pensionistico, in quanto il solo fine sarebbe quello di dedurre le varie assicurazioni professionali dall’imponibile dell’anno successivo? Se ciò non fosse ammesso, potrò comunque, nella dichiarazione 2027, relativa ai redditi 2026, scaricare le spese effettuate qualche settimana prima dell’apertura della partita Iva?

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Ok al dipendente pubblico accomandante in una Sas

Un dipendente della pubblica amministrazione, nel settore sanità, di ruolo, può essere socio accomandante di una società in accomandita semplice, che gestisce immobili di proprietà?

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Chi è in malattia non può lavorare nemmeno da casa

Un dipendente pubblico, con contratto collettivo nazionale di lavoro Funzioni locali, collocato in malattia per 30 giorni a causa della frattura della tibia, può chiedere al datore di essere posto in telelavoro domiciliare, ex articolo 68 del citato Ccnl, considerato che la sua non è una patologia invalidante ai fini della prestazione lavorativa?

Il dipendente pubblico può essere socio accomandante

Un dipendente pubblico, nel settore sanità, di ruolo, può essere un socio accomandante in una Sas immobiliare?

Pubblico impiego

Se si passa a un nuovo ente senza rispettare il preavviso

Un dipendente, collaboratore amministrativo di un’Asl, è risultato vincitore di un concorso e viene chiamato da un'altra amministrazione, con lettera di presa di servizio che non gli permette di rispettare il termine di preavviso. Tale soggetto è tenuto ugualmente a rispettare il periodo di preavviso? In particolare, il dipendente si è dimesso, ma ha chiesto la conservazione del posto di lavoro, ex articolo 4, comma 9, del Ccnl (contratto collettivo nazionale di lavoro) Sanità. L'Asl, tuttavia, ribadisce che va rispettato il preavviso e, in assenza di questo, chiede l'indennità di mancato preavviso, in base all'articolo 85 del Ccnl citato. La richiesta dell’Asl è fondata?

Pubblico impiego

Così i contributi per l'incarico del dipendente di un’altra Pa

Un dipendente pubblico, autorizzato dall'amministrazione di appartenenza, è stato incaricato quale componente tecnico di una commissione per l'aggiudicazione di una gara di appalto per lavori pubblici, indetta da un'altra amministrazione. L'incarico ha avuto una durata complessiva di tre mesi dalla nomina (anche se i lavori della commissione hanno richiesto non più di 10 giorni lavorativi), con un compenso previsto di 7.500 euro. Il soggetto in questione è iscritto alla gestione separata Inps. Per il pagamento del compenso, la contribuzione Inps (del 24 per cento, di cui 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del percipiente) si applica sull'intero compenso o soltanto sulla parte eccedente i 5.000 euro?

Pubblico impiego

Il numero dei componenti delle Rsu negli enti locali

Rilevato che l’articolo 4 dell’accordo quadro 7 agosto 1998 («Accordo collettivo quadro per la costituzione delle rappresentanze sindacali unitarie per il personale dei comparti delle pubbliche amministrazioni e per la definizione del relativo regolamento elettorale»), al comma 1, lettera a, stabilisce che il numero dei componenti le rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) non potrà essere inferiore a tre nelle amministrazioni che occupano fino a 200 dipendenti, risulta essere obbligatoria la figura della Rsu in un ente locale che ha in organico due dipendenti?