Lavoro e previdenza
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4141 quesiti trovati
Anche il care giver deve concludere la Naspi prima di accedere all'Ape
Il prossimo anno sarò collocato in Naspi e, nello stesso periodo, maturerò i requisiti per l'Ape (anticipo pensionistico) sociale come caregiver. Chiedo se posso presentare domanda e beneficiare dell'Ape? È chiaro che in tal caso la Naspi (nuova assicurazione sociale per l'impiego) decadrebbe. Oppure devo attendere la conclusione della Naspi?
I punti di attenzione quando il forfettario fonda una Srl
Il titolare di una partita Iva, in regime forfettario, è iscritto a alla gestione Ivs commercianti. Tale soggetto intende costituire una Srl che sarà priva di dipendenti e si avvarrà del lavoro del fondatore. Si ipotizzano due situazioni. In caso di Srl unipersonale, la stessa dovrà essere qualificata come artigiana e il fondatore titolare di partita Iva verserà i contributi fissi all’Ivs artigiani/commercianti in base a quella che sarà l’attività prevalente (in termine di tempo) tra la ditta individuale esistente e la Srl di nuova costituzione; in sede di dichiarazione dei redditi dovrà cumulare i redditi delle due attività per conteggiare il saldo dovuto all’Inps. È corretto? In caso di Srl pluripersonale in cui il titolare di partita Iva sarà amministratore/socio lavoratore di maggioranza e un altro soggetto sarà socio di capitale di minoranza, l’iscrizione alla sezione artigiana costituisce una mera facoltà e si potrà inquadrare la società come industria. Il titolare di partita Iva potrà lavorare personalmente nella Srl assicurandosi all'Inail e l’eventuale compenso sarà da assoggettare alla gestione separata con aliquota ridotta del 24 per cento, essendo già attiva la posizione nella gestione Ivs commercianti.
Il lutto del dipendente ferma le ferie per chiusura aziendale
Vorrei sapere se il permesso per lutto sospende il periodo di ferie collettive per la chiusura aziendale, dal momento che il Ccnl Piccola e media industria metalmeccanica non lo specifica.
Quali voci alimentano la quota A della pensione da dirigente statale
Si chiede quali tra le seguenti tre voci riportate sul cedolino stipendiale mensile del dirigente statale civile si utilizzano per il calcolo della quota A nel sistema misto pensionistico e quali possono essere maggiorate del 18 per cento: - stipendio tabellare; - retribuzione di posizione quota variabile; - retribuzione di posizione dirigente seconda fascia;
Doppi versamenti all’Inps come dipendente e autonomo
Un soggetto è dipendente a tempo pieno e indeterminato di una struttura ospedaliera, ove esercita attività di assistente in un reparto di radiologia. Tale soggetto, autorizzato dallo stesso ospedale, svolge in forma autonoma, e con partita Iva, la medesima prestazione professionale per altri enti esterni, con emissione di fattura soggetta a ritenuta di acconto. L'Inps ritiene che questi compensi siano imponibili ai fini previdenziali, con versamento dei contributi alla gestione separata, prevista per le attività professionali prive di albo. Tale richiesta è corretta?
I criteri di rivalutazione quando la pensione è «in cumulo»
Da alcuni anni sono beneficiario di una pensione cosiddetta "in cumulo" il cui importo lordo è superiore a cinque volte il minimo. L'assegno è corrisposto pro quota dall'Inps anche per la Cassa forense, in relazione ai contributi versati come dipendente pubblico e poi come avvocato. Mentre l'Inps rivaluta l'assegno sulla base dei dati Istat, con le riduzioni previste per le fasce di rivalutazione delle pensioni superiori al minimo, la Cassa forense ritiene di non dover rivalutare la quota parte di sua spettanza, secondo il proprio più favorevole trattamento che non prevede fasce decrescenti di rivalutazione. A suo dire, «la pensione in cumulo costituisce un unico trattamento previdenziale la cui liquidazione è posta a carico dell'Inps secondo la normativa alla medesima applicabile. La Convenzione stipulata tra la Cassa e l'Inps prevede, per la sola liquidazione, la prevalenza della disciplina ordinaria su quella della Cassa». Può ritenersi legittima tale regola?
Si può versare ai fondi anche dopo la pensione
Alla maturazione del diritto alla pensione Inps, vorrei mantenere aperta la posizione nel fondo complementare, senza chiedere la prestazione pensionistica. In tale periodo potrò continuare a effettuare versamenti volontari e chiedere anticipazioni?
Per l’iscritto all'ex Enpals gestione separata al 24%
Un professionista versa contributi sia al Fondo spettacolo (Fondo pensione lavoratori dello spettacolo, ex Enpals) sia alla gestione separata, perché svolge attività diverse, soggette a regimi previdenziali differenti (per esempio, attività artistiche come lavoratore dello spettacolo e, separatamente, un’altra attività professionale). Nelle fatture soggette al Fondo spettacolo viene esposto il contributo trattenuto dal committente e versato, mentre in quelle non soggette il professionista paga i contributi alla gestione separata con aliquota al 24 per cento, proprio in virtù dell'iscrizione al Fondo spettacolo (altra gestione previdenziale obbligatoria). L'Inps contesta tuttavia l'aliquota del 24% e chiede di applicare l'aliquota massima. Si chiede il parere dell'esperto.
Dimissioni e assunzione infragruppo compatibili con lo sgravio «donne»
Si chiede un chiarimento interpretativo in merito all'applicazione dello sgravio contributivo 2026 per le donne. Una dipendente in possesso dei requisiti soggettivi per l'accesso ai suddetti incentivi è stata assunta nel 2026 dalla nostra società con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato non dirigenziale; la medesima lavoratrice si era da poco dimessa da un'altra società appartenente al medesimo gruppo societario. Si specifica che presso quest'ultima società non le era stato applicato alcun incentivo. Si chiede se, nello scenario descritto, la società possa legittimamente fruire degli incentivi in questione.
Ticket Naspi a carico di eredi che chiudono e licenziano
Si chiede se gli eredi di un imprenditore individuale artigiano edile sono tenuti al pagamento del ticket licenziamenti. Gli stessi eredi non hanno continuato l'attività, ma hanno proceduto alla sua liquidazione, per poi cessarla definitivamente.
L’eccedenza di acconto AP '25 si compensa con il «fisso» ‘26
Nel 2025 un artigiano edile ha versato l'acconto contributivo (causale AP) oltre il minimale. Il credito è esposto nel quadro RR del modello Redditi Pf 2026. Si chiede se è possibile utilizzare questo credito nel modello F24 per pagare il contributo fisso (causale AF) dovuto per il 2026, oppure se è necessario chiedere la compensazione all'Inps (circolare 105/2025).
Da invalidità a vecchiaia: l'Inps versa l'importo maggiore
Sono un lavoratore dipendente, di 65 anni, titolare di assegno ordinario di invalidità (Aoi) dal settembre del 2020, in cumulo parziale con il reddito lavorativo. Sono stato invitato dall'Inps a presentare domanda di rinnovo di questa prestazione entro il 30 settembre 2026. Sarei però propenso a non rinnovare perché, mancando solo 18 mesi al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia (aprile 2028), temo che dalla trasformazione dell'assegno ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia verrei fortemente penalizzato per quanto riguarda l'importo della pensione. Più precisamente, nella trasformazione sarebbe applicato su gran parte del montante contributivo il coefficiente di trasformazione del primo assegno Aoi (59 anni), anziché quello, molto più vantaggioso, dei 67 anni. È un dubbio legittimo?





