Diritto societario

    Capitale sotto il minimo: l’aumento è indifferibile

    Una Srl è stata costituita a luglio 2025 e ha iniziato la propria attività (nel settore della consulenza della sicurezza) a novembre 2025. Il capitale sociale, di 10mila euro, è stato interamente versato e i soci hanno provveduto anche al versamento di finanziamenti infruttiferi, per apportare la liquidità necessaria alla dotazione delle immobilizzazioni e delle infrastrutture. Attualmente, il sostenimento di costi e gli irrisori ricavi hanno portato alla maturazione di una perdita, che erode totalmente il valore del capitale sociale. Si chiede se l'assemblea, convocata dall'amministratore unico, debba univocamente e obbligatoriamente deliberare l'aumento di capitale, oppure se - posto che in bilancio risultano finanziamenti infruttiferi, cui i soci potrebbero rinunciare ai fini della ricapitalizzazione, e posto che si tratta del primo anno di attività, in cui è fisiologico produrre costi elevati - possa deliberare di rimandare la decisione all'esercizio successivo, nel quale si provvederà a monitorare l'andamento dell'attività e, eventualmente, decidere sulla copertura.

    • Quesito con risposta a cura di

      Gianluca Dan

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