Come valutare l'avviamento se si cede l'azienda in forfait
Una ditta individuale, in regime forfettario, cede, nel 2026, la propria attività (cessione d’azienda), realizzando una plusvalenza imputabile all’avviamento pari a 45mila euro. I ricavi caratteristici conseguiti fino alla data di cessione ammontano a 65mila euro. Come chiarito dall’agenzia delle Entrate, le plusvalenze non assumono, in via generale, rilevanza fiscale; tuttavia, in caso di cessione d’azienda, il corrispettivo riferibile all’avviamento deve concorrere alla formazione del reddito imponibile. Nel caso di specie, s’intende tassare l’avviamento applicando l’imposta sostitutiva del 15 per cento. In tal modo, i componenti positivi complessivi rilevanti ai fini fiscali ammonterebbero a 110mila euro, superando, pertanto, la soglia di 100mila euro, prevista per la permanenza nel regime forfettario. Si chiede se, nella fattispecie descritta, il superamento della soglia citata determini l'uscita immediata dal regime forfettario nel periodo d’imposta 2026.
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