Coniuge superstite, paletti al diritto di abitazione
Padre e figlio avevano ereditano dalla moglie/madre diversi beni immobili, al 50% ciascuno. In due degli appartamenti ricevuti in eredità, essi avevano stabilito le rispettive residenze. Successivamente il padre aveva contratto un nuovo matrimonio e l’alloggio dove aveva la residenza, e della quale era proprietario al 50 per cento, era divenuto la casa coniugale della nuova coppia. A gennaio 2026, il marito è deceduto. Per legge, anche la sua quota del 50% del patrimonio ricevuto dalla prima moglie è andato in eredità alla seconda moglie e al figlio del primo matrimonio. La seconda moglie è legittimata anche al diritto di abitazione della casa coniugale, della quale sarà erede al 25 per cento? Il figlio, in forza delle pronunce della Corte di cassazione 11095/2025, 8171/1991, 6691/2000, 463/2009, 15000/2021 e 29162/2021, non riconosce tale diritto e chiede la liberazione della casa coniugale. Le sentenze citate prendono a riferimento casi in cui il defunto era comproprietario con "terzi" (non eredi) della casa coniugale, mentre in questo caso non si tratta di un “terzo" generico, ma di un chiamato all'eredità. Qual è il parere dell'esperto?
Quesito con risposta a cura di
Procedi con la lettura del Quesito
La lettura di Quesiti, anche nella modalità Free, è riservata agli iscritti al servizio dell'esperto risponde. Registrati per consultare questo contenuto.
OppureSCEGLI TRA LE NOVE AREE TEMATICHE O L'INTERO ARCHIVIO
CON L'ABBONAMENTO POTRAI:
- chiedere una conferma della validità della risposta alla luce delle eventuali modifiche intervenute;
- consultare le versioni precedenti delle risposte;
- salvare i tuoi preferiti;
- accedere allo storico dei tuoi quesiti nell'area personale e consigliare le risposte.
1 mese a49,00€Abbonati







