Così la valutazione di «pezzi» recuperati in vecchi impianti
Una società, operante nella produzione di macchinari, procede alla dismissione di alcuni macchinari strumentali invenduti, dai quali recupera componenti e beni materiali ancora utilizzabili. Tali beni possono essere venduti singolarmente oppure reimpiegati nel ciclo produttivo, per la realizzazione di nuovi macchinari. Trattandosi di materiali di modico valore unitario, e di difficile quantificazione analitica, gli stessi devono essere iscritti tra le rimanenze di magazzino fino al momento della vendita o del loro riutilizzo. Si chiede, pertanto, quale sia il corretto criterio di valutazione contabile da adottare per la loro iscrizione in magazzino e, operativamente, come determinare il valore da attribuire a tali beni, in assenza di un costo di acquisto specificamente identificabile. Considerata l’irrilevanza economica dei singoli beni, è ammissibile l’attribuzione di un valore forfettario o meramente simbolico?
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