Enti del terzo settore

    Gli adempimenti del Consiglio di legalità dell'ente religioso

    Il codice etico del Consiglio di legalità e disciplina di un ente religioso, dedito ad attività socio-assistenziale in convenzione con il Servizio sanitario nazionale, nonché ad attività di formazione, prevede che il Consiglio stesso svolga una serie di compiti, per lo più di carattere consultivo o di sensibilizzazione. Dal momento della sua istituzione, nel 2008, il Consiglio ha esclusivamente reso pareri per il Cda, in ordine alle violazioni disciplinari commesse dai dipendenti dell’ente medesimo, ma, in realtà, sarebbe anche previsto lo svolgimento dei compiti di controllo stabiliti dal Dlgs 231/2001. I componenti del Consiglio, eletti a titolo onorifico, ritengono che queste funzioni non spettino loro, perché istituzionalmente essi non svolgono alcuna attività di gestione, vigilanza o amministrazione all’interno dell’ente e, per questo motivo, ritengono di espungere dal codice etico il riferimento ai compiti previsti dal Dlgs 231/2001. Si chiede se, fatte le citate modifiche al codice etico, i componenti del Consiglio di legalità e disciplina possano legittimamente essere esonerati dagli obblighi ex Dlgs 231/2001.

    • Quesito con risposta a cura di

      Romano Mosconi

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