Il conto del professionista e i controlli sui movimenti
Un mio cliente, avvocato in regime di contabilità ordinaria, nel mese di ottobre 2013 ha prelevato da un conto corrente personale (non fiscale) una consistente somma di denaro: oltre 20mila euro. La somma è stata tenuta a disposizione del professionista e della movimentazione effettuata è stata data rilevanza nelle scritture contabili: "cassa a titolare conto apporti". Nel mese di febbraio 2014, la stessa somma è stata versata sul conto corrente utilizzato ai fini professionali, con la scrittura: "banca a cassa". Essendo stata avviata una richiesta di dati agli intermediari finanziari con i quali il professionista intrattiene rapporti, il comportamento del mio cliente potrebbe essere oggetto di accertamento? Conviene recarsi in Agenzia e fornire chiarimenti - visto che le somme versate nel 2014 provengono da un prelevamento fatto nell’anno precedente, e per il quale non è stata inoltrata agli intermediari la stessa richiesta - o attendere la comunicazione dell’ufficio?
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