Pubblico impiego

    Il contratto degli enti locali e le possibili progressioni

    Un ente locale deve procedere alla sostituzione di una unità di personale di categoria D per collocamento a riposo a decorrere dal mese di agosto 2023. La cessazione è indicata nel piano dei fabbisogni del personale, nel quale, nel contempo, è prevista anche una nuova assunzione di una unità di pari profilo, da reclutare mediante concorso o mobilità da altri enti. Alla luce del nuovo Ccnl (contratto collettivo nazionale di lavoro) 2019/2021, siglato in data 16 novembre 2022, e in particolare dell’articolo 13 (norme di prima applicazione), considerato che all’interno dell’ente sono presenti dipendenti attualmente inquadrati in categoria C (nuova area istruttori), in possesso dei requisiti di accesso per la progressione verticale indicati nella tabella C di corrispondenza del Ccnl 2019/2021, si chiede se: - l’ente, in presenza di personale in possesso dei requisiti per la progressione verticale, è tenuto ad applicare le norme di cui all’articolo 13 del Ccnl 2019/2021, finalizzate alla valorizzazione del personale interno, o se ne ha semplicemente facoltà; - l’ente è tenuto a stanziare le risorse dello 0,55% del monte salari 2018, per procedere alla progressione interna.

    • Quesito con risposta a cura di

      Massimo Sanguini

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