Condominio

    Impianto idrico, il rischio va valutato caso per caso

    Un condominio degli anni 60, composto da quattro unità immobiliari, ha un unico contatore dell’acqua. Ciascuna unità è dotata di riscaldamento autonomo, con produzione di acqua calda sanitaria. L’amministratore ha proposto un costoso contratto con un fornitore per il controllo della potabilità dell’acqua, basato su una quarantina di parametri, inclusa la presenza di legionella e piombo. Considerato che tutte le tubature sono in ferro, che il contatore è molto vicino ai rubinetti degli appartamenti, e che non ci sono impianti centralizzati per il riscaldamento o la dolcificazione dell’acqua, mi sembra che molti di questi controlli siano inutili, in quanto duplicano quelli effettuati obbligatoriamente dall’azienda che distribuisce l’acqua. Vorrei sapere, perciò, se è possibile evitare del tutto questa spesa oppure quali sono i parametri da controllare obbligatoriamente per il nostro piccolo condominio.

    • Quesito con risposta a cura di

      Gaia Martinenghi

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