L'assicurazione sulla vita non entra nell'«asse»
Una donna (vedova, senza figli, senza genitori), ha lasciato con un testamento olografo - pubblicato e trascritto dal notaio ma annullabile, perché privo di data - depositi in denaro e inoltre polizze vita nominative, già liquidate dalle assicurazioni, intestate a due sorelle e a quattro nipoti, che sono rispettivamente due figli di fratelli premorti e due figli di una sorella in vita e beneficiaria di una polizza, e depositi in denaro. Un nipote (figlio di una sorella premorta) è stato escluso dal testamento e si appella al vizio di forma del testamento.Nel caso in giudizio venisse annullato il testamento, a chi e con quali quote verrebbe assegnato il denaro? Gli importi già incassati dalle polizze entrerebbero nell’asse ereditario, e quindi in collazione?
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