L'Inps non può richiedere la Naspi dopo cinque anni
A gennaio 2016, un dipendente di uno studio professionale è stato licenziato e ha ottenuto la Naspi fino a febbraio 2018. Il 7 maggio 2026 l'Inps ha chiesto la restituzione dell'intera indennità (poco più di 13mila euro) per mancanza dei requisiti. L'ex dipendente, che ha percepito la Naspi, era socio di una Srl e aveva ricevuto, una tantum, compensi come amministratore, deliberati come premio; si tratta di 1.700 euro nel 2017 e di 1.500 euro nel 2018, dichiarati nel modello Redditi Pf, ma non comunicati tramite Naspi-Com. Il medesimo soggetto aveva inoltre percepito 4.500 euro annui, esenti, per attività in associazioni sportive (articolo 67 del Dpr 917/1986, Tuir). La pretesa dell'Inps è legittima, pur intervenendo oltre cinque anni dall'erogazione? La decadenza è fondata, considerata l'esiguità dei compensi da amministratore e la natura esente dei rimborsi sportivi? È possibile, infine, chiedere la rideterminazione del debito in proporzione ai soli redditi da amministratore percepiti, contestando la totale sproporzione della sanzione?
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