La rottamazione-quinquies non sana la decadenza del Cpb
Una società di capitali aderisce al concordato preventivo biennale a novembre 2024 per le annualità 2024 e 2025. Nel corso del 2025 aderisce anche al ravvedimento speciale, versando ratealmente gli importi dovuti. Durante lo stesso anno, tuttavia, decade da due rateazioni con l'agenzia Riscossione per mancato pagamento di otto rate; gli importi dovuti sono superiori a cinquemila euro. In considerazione di ciò la società deve considerarsi decaduta dal Cpb e dal ravvedimento speciale. Allo stato attuale l'agenzia delle Entrate non ha comunicato ufficialmente nulla alla società in merito alla decadenza dal Cpb. Si chiede se con l'adesione alla rottamazione-quinquies ex articolo1, comma 82 e seguenti, della legge 199/2025, tornando "in bonis" dal punto di vista debitorio, la società possa ritenersi "in salvo" anche agli effetti del Cpb e del ravvedimento speciale.
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