La Scia in sostituzione del progetto originario
Un immobile di categoria A/2, edificato nel 1974, viene acquistato nel 2014 in presenza dei vari permessi edilizi, dell'abitabilità e della conformità catastale. Non viene però trovato, neanche in Comune, l'elaborato grafico del progetto originario. L’acquirente, due anni dopo, presenta una Scia (segnalazione certificata di inizio attività) a norma del Dpr 380/2001, per interventi di manutenzione straordinaria e opere di ristrutturazione edilizia, indicando nella medesima che non è stato possibile acquisire, all'ufficio tecnico comunale, gli elaborati progettuali relativi al titolo abilitativo. Il Comune non effettua alcuna opposizione e i lavori vengono eseguiti, notificando la fine-lavori ed effettuando l’aggiornamento al catasto. La Scia, con i relativi progetti grafici ante e post operam, può essere considerata a tutti gli effetti nuovo titolo edilizio, anche in sostituzione del progetto originario, in modo da “sanare” una ipotetica difformità parziale dell’immobile - al momento dell’acquisto - rispetto al progetto non rinvenuto?
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