La Srl e il patto di famiglia sul trasferimento di quote
Il titolare di una Srl, detentore del 100% delle quote societarie, è coniugato e ha due soli figli, entrambi sposati e con due figli minori. Uno dei due figli lavora nella società ed è destinato a portarla avanti. L'altro figlio è occupato diversamente e non ha interesse a lavorare con il fratello. Il genitore vorrebbe stipulare un patto di famiglia per passare tutte le quote della società al figlio che già ci lavora. L'altro fratello è d'accordo, e pure la moglie del titolare della Srl, legittimaria. Ipotizzando un valore della società di un milione di euro, il padre vorrebbe trasferire tutte le quote al figlio coinvolto nella Srl, e costui dovrebbe liquidare il fratello e la madre. La madre rinuncerebbe alla liquidazione, mentre il fratello non assegnatario chiede di essere liquidato. Il dubbio è sulla quantificazione dell'importo che può essere versato al fratello non assegnatario. Secondo gli accordi ipotizzati tra i familiari, costui riceverebbe esattamente la metà del valore della società (quindi 500mila euro). Un professionista interpellato sostiene, invece, che il legittimario non assegnatario possa ricevere solo la legittima, che in questo caso sarebbe pari a un quarto del valore della società in questione (250mila euro). Che cosa succederebbe se gli venissero comunque liquidati 500mila euro?
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