Condominio

    La tutela dell'inquilino da spese esorbitanti

    Ho un ufficio in locazione in un condominio, dove esiste una caldaia centralizzata sia per il condizionamento che per il riscaldamento. Fino al 2020, con due letture all'anno di contatori a defalco, venivano addebitati a tutti i condòmini i consumi effettuati. Nel 2021, la caldaia ha presentato un problema che l'assemblea condominiale dei proprietari non ha risolto, in quanto l'intervento necessita di una spesa importante e i relativi contatori a defalco non conteggiano più i consumi. Nell'assemblea condominiale del 2022 si è deciso di ripartire i consumi in base ai millesimi. Non sono stata informata di questa decisione dalla proprietà né dall'amministratore, e ho visto le quote condominiali del 2022 e del 2023 aumentare notevolmente, praticamente più del doppio. Solo a maggio 2024, avendo chiesto all'amministratore chiarimenti in merito, ho saputo delle nuove modalità di riparto delle spese. Per evitare un costo esorbitante delle mie spese condominiali, l'amministratore mi ha suggerito di piombare il mio impianto, evitando così la partecipazione alle spese stesse. Volevo chiedere se questa prassi è regolare.

    • Quesito con risposta a cura di

      Matteo Rezzonico

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