Nuova residenza: il Comune può annullarla entro 18 mesi
Il 12 febbraio 2018 ho acquistato un'abitazione. Il 10 aprile ho comunicato il cambio di residenza (cambio di indirizzo nello stesso Comune). A luglio il Comune ha annullato il cambio di indirizzo (lettera datata 13 luglio 2018, protocollo del 18 luglio 2018 e timbro postale del 19 luglio 2018), con la seguente motivazione: da accertamenti ripetuti dal comando di Polizia locale in più date e orari diversi non sussiste il requisito della dimora abituale. È corretto l'operato del Comune, tenuto conto che il sottoscritto ha fatto presente che dal lunedì al venerdì lavora fuori sede (ed è fuori casa dalle 7.30 alle 17.30) e che l'annullamento è stato effettuato più di tre mesi dopo la comunicazione originaria? Non opera il silenzio-assenso, trascorsi 45 giorni? E soprattutto, il Comune non è tenuto a sentire formalmente il cittadino in contraddittorio prima di procedere all'annullamento?
Quesito con risposta a cura di
Umberto Fantigrossi
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