Possibile ricorrere al giudice per il rifacimento di un tetto
Un edificio è composto da due unità, accatastate separatamente e intestate a due diversi soggetti. Al piano terra c'è una cantina rurale, adibita a conservazione del vino in botti di legno, mentre il primo piano è adibito ad abitazione (si tratta di una seconda casa). Dovendo procedere al rifacimento del tetto, che presenta infiltrazioni di acqua piovana ed è infestato da topi, il professionista che si occupa della parte burocratica ha riferito che, per iniziare i lavori, la domanda di inizio attività dev'essere corredata dalla firma di entrambi i proprietari. Dato che il proprietario della cantina si rifiuta di firmare e di partecipare alle spese, vorrei sapere come procedere per iniziare i lavori. È possibile costringere l'altro proprietario a partecipare alla spesa e, soprattutto, a porre la firma necessaria per presentare la Scia (segnalazione certificata di inizio attività)?
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