Riparazione elettrodomestici: come «certificare» la cauzione
Sono titolare di un’attività di riparazione e assistenza di piccoli elettrodomestici. Alla consegna dell’apparecchio da parte del cliente, chiedo una cauzione di 20 euro, che viene incassata al momento dell’accettazione, senza emissione di scontrino. Lo scontrino fiscale viene emesso esclusivamente alla restituzione dell’apparecchio. Alla riconsegna si verificano due casi: - se l’apparecchio viene riparato, viene emesso scontrino per l’intero importo della riparazione, scalando i 20 euro già versati come cauzione; - se la riparazione non viene effettuata o non va a buon fine, 10 euro sono restituiti al cliente e 10 euro sono trattenuti a titolo di spese di verifica. Con l’introduzione dell’obbligo di collegamento del Pos alla cassa, e della maggiore tracciabilità dei pagamenti, chiedo se sia ancora corretto incassare la cauzione senza emissione immediata dello scontrino, rinviando la certificazione fiscale al momento della restituzione dell’apparecchio, oppure se tale procedura non sia più consentita. In alternativa, si chiede quale sia la modalità fiscalmente corretta per gestire l’incasso di una cauzione in questo tipo di attività.
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