Lavoro autonomo e partite Iva

    Stp, il socio professionista non può esserne dipendente

    Un medico, quale socio professionista, detiene il 20% di una società tra professionisti, in cui l'altro socio non professionista ha l'80% del capitale sociale. In sede di costituzione della Stp, il socio professionista ha avuto l'attribuzione del diritto di esercitare i due terzi dei voti in assemblea, indipendentemente dalla quota di capitale sociale detenuta (ex terzo comma dell'articolo 2468 del Codice civile). Il socio professionista fattura la sua prestazione professionale alla società, dichiarando il correlato reddito di lavoro autonomo (la Stp, di contro, deduce il costo inerente). Visto che intende chiudere la partita Iva, potrebbe prestare la propria attività alla Stp facendosi assumere come dipendente subordinato? E tale soluzione sarebbe legittimamente perseguibile considerando che, nella fattispecie, l'amministratore è il socio non professionista, che è anche moglie del socio professionista?

    • Quesito con risposta a cura di

      Alessandra Pacchioni

      Professionista

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