Valido l'accordo tra le parti per la restituzione del credito
Un committente (proprietario di una villetta) ha incaricato una ditta di eseguire dei lavori col 110 per cento. Fra le parti c'era un accordo scritto per il quale la ditta esecutrice avrebbe applicato lo sconto in fattura ma nel caso in cui non fosse riuscita a trovare un acquirente del suo credito il committente avrebbe pagato per intero l'intervento. In data 30 settembre 2022 è stata emessa la fattura del primo sal e fatte le pratiche Enea relative. Il credito è stato anche accettato sul cassetto fiscale dell'impresa. Successivamente, i canali creditizi si sono chiusi e l'impresa si è trovata nell'impossibilità di cedere il credito e vorrebbe far valere la clausola contrattuale "restituendo" in qualche maniera questo credito al committente. Si chiede se ciò sia possibile (magari annullando la pratica di comunicazione in agenzia delle Entrate oppure ricedendo il credito allo stesso committente) senza inficiare la validità del superbonus in modo che il committente possa (in base al caso) portarlo in dichiarazione dei redditi oppure compensarlo in F24. A questo punto si chiede se vadano emesse note di credito e nuove fatture senza sconto.
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