Speciale Telefisco 2026

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Bonus edilizi

Le spese divise «alla pari» nel condominio minimo

Ho il caso di un intervento di manutenzione straordinaria effettuato sulle parti comuni di un condominio "minimo" caratterizzato da tre condòmini e dall'assenza sia di amministratore di condominio e sia di codice fiscale del condominio. Vi è una dichiarazione sottoscritta da tutti i condòmini in cui è stabilito il criterio di ripartizione della spesa. Nel caso specifico vi è un criterio libero (non millesimale), stabilito con accordo unanime tra i condòmini, consistente nella ripartizione della spesa complessiva nella misura di 1/3 cadauno. Inoltre le fatture relative alla spesa vengono emesse dall'impresa esecutrice a ciascun condomino (e quindi non ad un solo condomino "intestatario"), per l'importo di 1/3 di spesa cadauno, riportando gli estremi dell'accordo unanime stipulato tra i condòmini. Poiché, quindi, ogni condomino avrà le proprie fatture a lui intestate per la spesa sostenuta, con i relativi bonifici parlanti, si chiede conferma del fatto che nel caso concreto non debba essere fatta alcuna comunicazione all'agenzia delle Entrate, di ripartizione della spesa totale tra i condòmini (per la precompilata), essendo già le spese ripartite e sostenute da ogni condomino "ab origine".

Bonus edilizi

Utilizzo crediti da bonus edilizi da parte di un professionista

Sono un dottore commercialista con partita Iva individuale. Nell'anno 2024 una srl mia cliente mi ha ceduto 10mila euro di crediti per bonus edilizi, che ho ricevuto e ho imputato a saldo di parcelle emesse per pari importo al cliente. Non sono stati calcolati interessi di attualizzazione, pertanto ho ritirato crediti per 10mila euro e ho riconosciuto 10mila euro a chi mi ha ceduto il credito. Al cliente srl non ho fatto un bonifico di 10mila euro e nella data di accettazione del credito ho quietanzato le fatture che erano aperte per tale importo. Il credito è poi stato utilizzato per 8mila euro nel 2024 per pagamento di Iva e Irpef e per 2mila euro nel 2025 per pagamento di Iva. Non si condivide l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate che prevede la relativa considerazione, prima nei costi e poi nei ricavi, di tale importo, nella mia contabilità.

Bonus edilizi

Crediti da Bonus Edilizi 110% e divieto utilizzo pluriennale

La questione nasce da u interrogativo fra colleghi. Si ipotizzi la Società X che ha acquisito dei crediti da superbonus. La quota crediti per l’anno 2025 (esempio) sono in eccesso rispetto il carico fiscale riscontrato e quindi si è pensata la possibilità di utilizzarli per il versamento degli acconti delle imposte (pago "oggi" per le imposte che usciranno a giugno dell'anno successivo); il credito cosi versato si trasforma da bonus edilizi in credito da versamento per acconti delle imposte. Premesso che sussiste il divieto di riportabilità negli anni successivi della quota anno del credito originario (nell’esmepio 2025), se il versamento in eccesso degli acconti rispetto l'effettiva imposta da versare calcolata in maniera (semplificando) definitiva nella dichiarazione dei redditi secondo voi è da cancellare tale maggior credito o può essere riportato per l'anno ancora successivo e quindi fruibile? In altre parole la quota credito 2025 viene utilizzata per il versamento degli acconti, questi risultano in eccesso rispetto l’imposta effettiva da versare, la differenza di credito eccedente le imposte costituisce un credito riportabile e quindi utilizzabile nel 2026?

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Acquisto crediti da persona fisica con guadagno

Ho acquistato dei crediti, per un importo pari a € 10.000,00 ma l'importo del credito che usufruisco è pari a 12000.00€ pertanto ho guadagnato il 20%. Chiedo questo 20% lo devo dichiarare in dichiarazione dei redditi per pagarci le tasse??

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Ristrutturazione con unione di due immobili: c’è doppio plafond

Un contribuente è proprietario di un immobile, destinato ad abitazione principale. Successivamente, egli acquista l'immobile adiacente, posto al piano inferiore, destinandolo ad abitazione principale nell'atto d'acquisto. Nel 2026 ristruttura entrambi gli immobili per unirli in un unico subalterno. È corretto fruire per entrambi della detrazione al 50% per ristrutturazione prima casa, con due limiti distinti di spesa (96.000+96.000 euro)? Inoltre, va presentata un'unica Scia o è preferibile presentare due Scia distinte e, a fine lavori, unirle con una terza pratica?

Bonus edilizi

Spese antibarriere nel 2025: niente cessione credito/sconto in fattura

Un condominio ha sostenuto (criterio di cassa), nel 2025, spese per interventi di superamento delle barriere architettoniche, ex articolo 119-ter del Dl 34/2020, con applicazione, da parte della società esecutrice, dell’opzione dello sconto in fattura per un importo pari alla detrazione spettante (75%). Il titolo abilitativo edilizio è datato 27 marzo 2024 (anteriore alla data del 29/03/2024) e una prima parte degli interventi è stato sostenuta ed effettuata in data precedente il 29/03/2024. Con provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate del 7 agosto 2025 è stato approvato il nuovo modello di comunicazione dell’opzione (sconto in fattura – cessione del credito), relativa agli interventi per le spese sostenute nel 2025. Nel nuovo modello l’unico codice intervento riferibile a interventi di superamento delle barriere architettoniche è il 28, rubricato «Eliminazione delle barriere architettoniche (solo interventi trainati dal 2021)» e riferito a interventi trainati eseguiti congiuntamente a uno degli interventi trainanti (superbonus). Si domanda quale codice intervento indicare nella compilazione del modello, atteso il diritto del condominio a fruire dell'opzione indicata.

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Sismabonus acquisti, crediti incedibili per rogiti post 2024

A dicembre 2025 ho acquistato un immobile antisismico, che ha tutti i requisiti previsti dalla normativa per beneficiare del bonus acquisto case antisismiche. Si tratta di una prima casa di abitazione e pertanto il credito è del 50% su 96.000 euro. Chiedo se ho la possibilità di cedere questo credito.

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Ristrutturazione edilizia box di pertinenza

Tizio è proprietario dal 1973, per successione ereditaria, di un complesso immobiliare costituito da 40 unità abitative in categoria A/2 più 10 box auto di categoria C/6 siti nel cortile interno dell’immobile. Nel 2025 Tizio ha avviato la ristrutturazione di parte degli alloggi. Quelli ultimati sono stati venduti con la costituzione di un condominio al momento formato da 10 proprietari ciascuno per una singola unità abitativa e dalla residua proprietà ancora invenduta di alloggi e box. Il regolamento condominiale, predisposto e allegato agli atti di vendita, prevede che i box auto che saranno realizzati, saranno destinati ad uso esclusivo dei condomini . Nel 2026, per completare la ristrutturazione del complesso, è stata presentata pratica edilizia al Comune per la demolizione e costruzione di box auto, mantenendo inalterata la volumetria , modificando solo il layout e la modalità di accesso ai singoli box. Si chiede di chiarire quali agevolazioni fiscali siano applicabili a favore di Tizio per l'integrale ristrutturazione dei box e se e quali agevolazioni siano applicabili all'acquisto da parte di condomini.