Gli approfondimenti del lunedì
L'esperto risponde
RITENUTE
Regole differenziate sulle fatture ricevute
Sono un professionista in regime ordinario che, talvolta, eroga compensi a professionisti minimi ex Dl 98/2011 e professionisti forfettari ex legge 190/2014. Come devo comportarmi in termini di versamento dell'importo non assoggettato a ritenuta e, quindi, ai fini delle certificazioni uniche e del 770? E nel caso in cui fossi io ad incassare compensi da professionisti superminimi o forfettari? Devo attendermi l'applicazione della ritenta d'acconto sulle mie fatture?
P.V. - SIENA


Il professionista ordinario non dovrà versare alcuna ritenuta, essendo i compensi, sia dei minimi che dei forfettari, non assoggettati a ritenuta d'acconto da parte del sostituto d'imposta, ma dovrà comunque provvedere a compilare la certificazione unica 2016 indicando l'intero importo corrisposto, sia nel punto 4 (ammontare lordo corrisposto) che nel punto 7 (altre somme non soggette a ritenuta) del quadro “Certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi”.
In virtù della semplificazione del 770, per evitare duplicazioni di informazioni con le certificazioni uniche, nelle istruzioni del 770/2016 non vengono più fornite indicazioni in merito al comportamento da tenere e delle indicazioni da fornire in caso di compensi erogati a soggetti che applicano il regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità ex articolo 27, Dl 98/2011, ossia i cosiddetti minimi, oppure a soggetti cosiddetti forfettari ex articolo 1, legge 190/2014. Il motivo di tale mancanza risiede nel fatto che i dati di dettaglio sono forniti nelle certificazioni uniche, mentre nel 770 andrà il riepilogo.

Le istruzioni alla Cu
Le istruzioni alla Cu/2016, capitolo VII, paragrafo 2, infatti richiedono di indicare nel punto 4 l'intero importo corrisposto, anche se non assoggettato a ritenuta d'acconto, a coloro che applicano il regime di vantaggio e ai “minimi forfettari” e che il medesimo importo deve essere riportato anche nel successivo punto 7, così come riportavano le istruzioni alla Cu/2015, menzionando dei 2 regimi soltanto quello dei minimi (essendo il regime dei forfettari stato introdotto dal 2015). Come le istruzioni della Cu/2015, anche le istruzioni al 770/2015 riportavano la necessità di indicare i compensi, anche se non assoggettati a ritenuta d'acconto, a differenza delle istruzioni di quest'anno, essendo appunto il modello 770 composto solo da quadri riepilogativi.
Nel caso opposto, invece, ossia nel caso in cui sia il professionista minimo o forfettario che eroga compensi a professionisti in regime ordinario, il comportamento da tenersi ai fini dell'applicazione di ritenuta è diverso a seconda dei casi.
Nel caso di professionista minimo (o imprenditore minimo), che eroga il compenso al professionista ordinario, dovrebbe versare ordinariamente la ritenuta attraverso modello F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento della fattura e quindi provvedere a certificarla compilando la certificazione unica e il 770, come qualsiasi altro soggetto ordinario, poichè il contribuente minimo è esonerato soltanto dall'emissione delle proprie fatture con ritenuta d'acconto, a tal fine rilasciando l'apposita dichiarazione, così come ha specificato il provvedimento dell'Agenzia n.185820 del 22 dicembre 2011.
Tuttavia non è esonerato, come invece i forfettari, anche dall'operare le ritenute alla fonte sulle fatture ricevute. Il forfettario che invece eroga il compenso al professionista non è tenuto a operare ritenute alla fonte, così come esplicitato dal comma 69, articolo 1 della legge 190/2014, dovendo soltanto provvedere ad indicare il codice fiscale del professionista a cui eroga il compenso e l'ammontare del compenso stesso nella dichiarazione dei redditi (Unico 2016). Quindi, alla ricezione della fattura del professionista ordinario, dovrebbe provvedere al pagamento integrale senza operare alcuna ritenuta al pari di un soggetto privato che riceva la medesima fattura.
Questo implica che, non operando ritenute, non dovrà conseguentemente certificarle compilando i modelli Cu/2016 e 770/2016.
Pertanto, minimi e forfettari, pur essendo due regimi agevolati che prevedono il non assoggettamento dei compensi a ritenuta d'acconto nelle fatture emesse, hanno due discipline differenti per quanto riguarda le ritenute delle fatture ricevute: che nel primo caso, vanno versate e certificate, a differenza del secondo, in cui non vanno operate.
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