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I TEMPI.
Trenta giorni per la segnalazione
Esercito l'attività di dottore commercialista. Nello svolgimento dell'incarico professionale che mi è stato conferito ho riscontrato che un mio cliente ha effettuato un pagamento in contanti in misura superiore alla soglia di 2.999,99 euro. Quanto tempo ho a disposizione per effettuare la comunicazione di infrazione al Mef? Quali sono le sanzioni applicabili. Cosa posso fare per evitare l'irrogazione delle penalità?
T.T.- Milano


Il problema dev'essere risolto sulla base delle indicazioni fornite dall'articolo 51, comma 1, del Dlgs 231/2007. La comunicazione dell'infrazione va effettuata entro 30 giorni rispetto al momento in cui il professionista ne ha notizia.
La formulazione della disposizione è chiara; tuttavia la norma potrebbe dare luogo a frequenti contestazioni circa la tempestività del comportamento assunto.
Non è agevole, nei casi in cui il contribuente consegni tardivamente al professionista la documentazione contabile, dimostrare ai verificatori la tempestività dell'avvenuta comunicazione di infrazione. Ad esempio, si prenda il caso in cui un imprenditore consegni al professionista la prima nota relativa al mese di gennaio il 20 febbraio, e che, in corrispondenza del giorno del 10 gennaio, dalla documentazione risulti l'effettuazione di un pagamento in contanti per un importo pari a 10.000 euro (quindi oltre la soglia ammessa). In realtà il termine per comunicare l'infrazione dovrebbe scadere il 22 marzo (entro 30 giorni decorrenti dal 20 febbraio). Tuttavia, se non si riuscirà a dimostrare di aver ricevuto i documenti in data 20 febbraio, i verificatori potrebbero contestare l'omissione o la tardività dell'adempimento eseguito successivamente alla scadenza citata.
A ben vedere, peraltro, nel caso in esame la consegna dei documenti non sarebbe stata effettuata neppure tardivamente. Infatti non sarebbe neppure scaduto il termine di 60 giorni previsto per l'aggiornamento delle scritture contabili da riportare sul libro giornale (articolo 22 del Dpr 600/1973).
In ogni modo, al fine di evitare possibili, ma non veritiere contestazioni, in quanto il comportamento assunto è effettivamente corretto, è opportuno che il professionista predisponga un elenco da cui risulti la documentazione consegnata periodicamente. In calce all'elenco dovrebbero essere apposte la data e la sottoscrizione del cliente (oltre a quella del professionista) attestante l'avvenuta consegna. In questo modo, in caso di verifica, dovrebbe essere più agevole dimostrare che la comunicazione dell'infrazione a cura del professionista è stata effettuata tempestivamente, o che non è stata ancora effettuata in quanto non è ancora spirato il termine di 30 giorni all'uopo previsto.
Per quanto riguarda la determinazione delle sanzioni irrogabili, va tenuta distinta la posizione del professionista, che non ha comunicato (o ha comunicato tardivamente) l'infrazione al divieto di utilizzo del contante, rispetto a quella di coloro che hanno commesso la violazione (i quali hanno trasferito e ricevuto il denaro). A norma dell'articolo 58, comma 7, del Dlgs 231/2007, il professionista è punito con l'irrogazione di una sanzione amministrativa compresa fra il 3 e il 30 per cento dell'importo dell'operazione, con un minimo di 3.000 euro (comma 7 – bis). Gli esercenti arti e professioni non possono avvalersi dell'oblazione al fine di ottenere l'eventuale riduzione della sanzione irrogata.
Invece i soggetti che hanno commesso materialmente l'infrazione (trasferendo e ricevendo la somma di denaro) saranno destinatari di una sanzione variabile dall'1 al 40 per cento dell'importo trasferito, con un minimo di 3.000 euro (articolo 58 citato). La penalità riguarda i due soggetti, e non solo colui che effettua materialmente il trasferimento di denaro. Per gli importi superiori a 50.000 euro, la sanzione minima è aumentata di cinque volte.
Le parti possono ottenere la riduzione delle sanzioni irrogate avvalendosi, eventualmente dell'oblazione prevista dall'articolo 6 della legge 689/1981. La norma consente di effettuare il pagamento di una somma ridotta, pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa, o, se più favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo, oltre alle spese del procedimento, entro il termine di 60 giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione.
L'oblazione si applica non solo alle violazioni relative al trasferimento del denaro contante (oltre la soglia massima), ma anche alle violazioni relative ai libretti di deposito, assegni bancari e postali, assegni circolari, vaglia postali e cambiari, purché di importo non superiore a 250.000 euro.
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