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L'esperto risponde
LA DEROGA.
Il vincolo triennale può essere superato

Ho iniziato l'attività nel 2015 come imprenditore e, facendo alcune valutazioni di convenienza, pur essendo in possesso dei requisiti per applicare il regime forfettario, ho preferito aderire a quello semplificato. Adesso questa scelta (che prevede un vincolo triennale) comporterebbe che adottassi nel 2017 il regime semplificato di cassa. Posso evitare il vincolo triennale e tornare, sempre a far data dal 2017, nel regime forfettario?
M. B. - SALERNO


Occorre premettere che il nostro ordinamento tributario è imperniato su questo principio: in relazione a determinati presupposti dimensionali, per ciascun contribuente persona fisica che svolge un'attività imprenditoriale o professionale, è individuabile un regime cosiddetto “naturale”, cioè ipotizzato dal legislatore per quel soggetto. Se questo regime non è ritenuto conveniente, è possibile uscirne, ma tale scelta presenta un vincolo di durata minima triennale; dopo di che, si può eventualmente rientrare nel regime naturale.
Questo vincolo triennale è revocabile in presenza di determinate circostanze, o dev'essere per forza rispettato nella sua intera durata? La domanda ruota attorno all'interpretazione di un passaggio dell'articolo 1 del Dpr 442/1997 ed è diventata di rilevante attualità ora che, per gli imprenditori, il regime semplificato fa riferimento al criterio di cassa e non più a quello di competenza. La questione, dunque, coinvolge anche il contribuente che – come nel caso in esame – ha iniziato l'attività nel 2015 e sarebbe stato per regime naturale un soggetto “forfettario”, ma ha optato fin dal principio per uscirne, aderendo invece al regime semplificato con determinazione del reddito ordinaria.
A tal proposito, si deve tener conto della disposizione ex articolo 1, comma 70 della legge 190/2014, secondo cui «i contribuenti che applicano il regime forfettario possono optare per l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sul reddito nei modi ordinari. L'opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata». Quindi chi esce dal naturale regime forfettario deve considerare che per tre anni non può abbandonare il regime optato, cioè quello semplificato.

Le possibili deroghe
Questo scenario ammette tuttavia una deroga, che nel passato è stata accettata in varie occasioni dall'agenzia delle Entrate, in forza dell'articolo 1 del Dpr 442/1997, secondo cui «è comunque consentita la variazione dell'opzione e della revoca nel caso di modifica del relativo sistema in conseguenza di nuove disposizioni normative». Tale norma ha consentito di superare il vincolo triennale, ad esempio nell'ipotesi di contribuenti che nel 2015 hanno optato per il regime ordinario – non volendo applicare quello forfettario – ma poi, essendo quest'ultimo regime cambiato radicalmente per effetto della legge 208/15, hanno potuto revocare l'opzione triennale e rientrare nel forfettario, come del resto ha chiaramente affermato la circolare 10/E/2016 (paragrafo 3.1.1). Stesso principio per il passaggio dal regime di vantaggio (ex “minimi”) a quello forfettario.
Negli esempi sopra descritti emerge però una costante: la norma, la cui modifica ha permesso il “ripensamento” dell'opzione a suo tempo eseguita, è sempre stata quella relativa al regime di provenienza: cioè quello, per così dire, “abbandonato”. Nella circostanza esposta nel quesito, si assiste invece all'ipotesi contraria; perché la modifica normativa – condizione da invocare per superare il vincolo triennale – non interessa il regime di provenienza, ma quello di approdo (per effetto dell'opzione).
Al riguardo, tuttavia, non sembra possano sussistere impedimenti “assoluti” per non applicare il medesimo concetto anche nell'ipotesi di cambiamenti rilevanti nel regime di approdo. Il citato articolo 1 del Dpr 442/1997 consente infatti il superamento del vincolo triennale quando si manifestano «nuove disposizioni normative», senza specificare se esse debbano interessare il regime “abbandonato” oppure quello optato.
È innegabile che il regime optato dal contribuente (semplificato ex articolo 66 del Tuir, Dpr 917/1986) abbia subìto rilevanti modifiche normative, passando da una determinazione del reddito improntata al criterio di competenza ad una improntata al criterio di cassa, con evidenti riflessi sul quantum da sottoporre a tassazione. E proprio tali considerazioni inducono a ritenere che, per un imprenditore in “semplificato”, sia possibile revocare l'opzione triennale e rientrare nel regime naturale forfettario: in questo senso si è anche espressa la circolare 11/E del 2017 (paragrafo 6.7).
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