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L'esperto risponde
TRIBUTI
Nel mese di agosto anche il contenzioso chiude per ferie
Vorrei chiarimenti sugli effetti del cambiamento delle regole sulla sospensione feriale dei termini , che, fino al 31 dicembre 2014, era di 46 giorni, cioè dal primo agosto al 15 settembre, e che dal 2015 si è accorciata a 31 giorni, per il solo mese di agosto. Vorrei sapere, tra l'altro, se la sospensione riguarda, oltre ai termini per le giurisdizioni ordinarie e amministrative, anche quelli per le giurisdizioni tributarie. Inoltre, quali sono gli effetti della sospensione in caso di reclamo mediazione e gli effetti della sospensione di sei mesi per le liti definibili, a norma dell'articolo 11 del Dl 50/2017?
P.M. - PALERMO


Nel mese di agosto il contenzioso tributario chiude per ferie. Dal 2015, però, si è accorciato il tempo della sospensione: prima prevista dal 1° agosto al 15 settembre, per un totale 46 giorni, dal 2015, ora è invece stabilita dal 1° al 31 agosto (articolo 16 del Dl 12 settembre 2014, n. 132).
Nel periodo 1° agosto/31 agosto, dunque, il decorso dei termini relativi alle giurisdizioni ordinarie e amministrative è sospeso anche per le giurisdizioni tributarie. La regola generale della sospensione è che sono sospesi i termini processuali, mentre quelli sostanziali, relativi cioè ai rapporti tra privati, non subiscono alcuna sospensione. Ad esempio, non si sospendono i termini per adempiere un contratto, per consegnare un immobile oggetto di compravendita, per pagare un debito o un canone di locazione.
Beneficiano invece della sospensione feriale i termini per proporre ricorso alla Commissione tributaria provinciale o regionale. Ad esempio, il ricorso alla Commissione tributaria provinciale deve'essere proposto, a pena di inammissibilità, entro 60 giorni dalla notificazione dell'atto impugnato: se questo termine scade tra il 1° e il 31 agosto, il ricorrente ha altri 31 giorni, quindi i 60 giorni iniziali diventano 91. La stessa sospensione di 31 giorni scatta se il termine di 30 giorni per la costituzione del ricorrente scade tra il 1° e il 31 agosto. In entrambi i casi, si aggiungono i 31 della sospensione. La sospensione feriale si applica anche in relazione ai termini per impugnare una sentenza, per i termini di costituzione in appello o di proposizione di controricorso in Cassazione, e vale anche per il termine di riassunzione del giudizio.

I reclami mediazione
La sospensione scatta pure per i reclami mediazione per liti fino a 20mila euro (limite che sarà elevato a 50mila euro dal 2018), comprese le cartelle di pagamento per omessi o tardivi versamenti. Per valore della lite si intende l'importo del tributo al netto degli interessi e delle sanzioni; in caso di sole sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste. Per l'istanza di reclamo mediazione, si deve tenere conto che:
• il ricorso non è procedibile fino alla scadenza del termine dei 90 giorni dalla data di notifica all'ente impositore, termine entro il quale dev'essere conclusa la procedura di mediazione;
• si applicano le “disposizioni sui termini processuali”, quali, ad esempio, le regole per il computo dei termini e la sospensione nel periodo feriale, anche al termine di 90 giorni, entro il quale deve concludersi il procedimento di mediazione;
• la mediazione produce effetti anche sui contributi previdenziali e assistenziali, per i quali non sono dovuti né sanzioni né interessi.
Il ricorso può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell'ammontare della pretesa. Il termine dei 90 giorni va computato dalla data di notifica del ricorso all'ente impositore. Se la notifica del reclamo mediazione è effettuata a mezzo del servizio postale, il termine decorre dalla data di ricezione dell'ente destinatario, in analogia con quanto accade per la decorrenza del termine per la costituzione in giudizio del ricorrente. Ad esempio, se il reclamo è stato presentato mediante raccomandata con ricevuta di ritorno in data 26 giugno 2017, ma l'ufficio lo riceve il 3 luglio 2017, è da questa data che ha iniziato a decorrere il termine dei 90 giorni.
Con la proposizione del ricorso si apre, dunque, una fase amministrativa (di 90 giorni, appunto) entro la quale deve svolgersi il procedimento del reclamo mediazione. Questa fase, che si colloca tra l'avvio del procedimento, che coincide con la notifica del ricorso, e l'eventuale instaurazione del giudizio, visto che i termini per la costituzione del ricorrente sono sospesi durante il procedimento, è finalizzata all'esame del reclamo e dell'eventuale proposta di mediazione, con l'obiettivo di evitare, in caso di esito positivo, che la causa sia portata a conoscenza del giudice.

Le liti definibili
Una particolare sospensione di sei mesi è prevista per le controversie potenzialmente interessate alla chiusura delle liti, ex articolo 11 del Dl 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96. I contribuenti potranno avvalersi della definizione agevolata delle liti fiscali presentando la domanda entro il 30 settembre 2017. La condizione per avvalersi della chiusura è che i ricorsi siano stati notificati entro il 24 aprile 2017 nei confronti dell'agenzia delle Entrate o degli enti territoriali che avranno deciso, entro il 31 agosto 2017, di applicare la chiusura delle liti.
Le controversie interessate alla definizione saranno, pertanto, tutte quelle in cui è parte l'agenzia delle Entrate o l'ente territoriale che intenderà applicare la norma agevolativa. È stabilito che per le controversie definibili sono sospesi per sei mesi i termini di impugnazione, anche incidentale, delle pronunce giurisdizionali e di riassunzione che scadono dal 24 aprile 2017 fino al 30 settembre 2017. Considerato che i termini ordinari di impugnazione sono di sei mesi dal deposito della sentenza, mentre il termine breve è di 60 giorni dalla notifica della stessa, questo significa che, ad esempio, se il 20 febbraio 2017 è stata depositata una sentenza della Commissione tributaria provinciale, l'appello alla Commissione tributaria regionale scadrebbe il 20 settembre 2017 (sei mesi dal 20 febbraio 2017, più il mese di sospensione feriale di agosto). Tenuto conto, poi, dei sei mesi di sospensione previsti dalla definizione agevolata, la scadenza si allunga fino al 20 marzo 2018.
Nessuna sospensione, invece, può riguardare sentenze depositate prima del 24 ottobre 2016. Questo per la ragione che, nel caso in questione, i sei mesi ordinariamente previsti risulterebbero scaduti prima del 24 aprile 2017, che è la data di entrata in vigore della norma sulla definizione delle liti.
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