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L'esperto risponde
CANALE D'INVIO.
Entratel o Fisconline per imposte differenti
Entro il 30 novembre devo versare, a titolo di secondo acconto, 4.600 euro di Irpef e 3.500 euro di Irap. Poiché dalla dichiarazione dei redditi emerge un credito Irpef di 6mila euro, posso utilizzarlo in compensazione per il pagamento degli acconti? Poiché sono titolare di partita Iva, con quali modalità deve essere presentato il modello F24? Per il pagamento è ancora possibile adoperare l'home banking o devo necessariamente usare i servizi telematici messi a disposizione dall'agenzia delle Entrate, avvalendomi eventualmente di un intermediario?
F. P. - VARESE


Il Dl 50/2017 ha comportato rilevanti modifiche anche in tema di utilizzo dei modelli F24, per la compensazione dei crediti tributari che derivano dalle dichiarazioni presentate dai contribuenti. La risoluzione 68/E, diramata lo scorso 9 giugno dall'agenzia delle Entrate, ha precisato che le diverse modalità di trasmissione del modello F24 dipendono anche dai codici tributo corrispondenti agli importi da versare e ai crediti che si intende usare in compensazione. Premesso che i soggetti titolari di partita Iva sono comunque tenuti a presentare il modello F24 con modalità telematiche, occorre distinguere quando è obbligatorio adoperare i canali messi a disposizione dalle Entrate e quando invece si può impiegare l'internet banking.

Scelte (e obblighi) del canale
Le nuove norme, entrate in vigore lo scorso 24 aprile, impongono l'obbligo di servirsi dei servizi telematici delle Entrate qualora si intendano compensare, indipendentemente dall'importo, crediti Iva oppure riguardanti le imposte sui redditi e le relative addizionali, le ritenute alla fonte, le imposte sostitutive, l'Irap e i crediti d'imposta indicati nel quadro RU della dichiarazione dei redditi. La risoluzione 68/E riporta, nell'allegato 2, i codici tributo che comportano la trasmissione dell'F24 tramite Entratel o Fisconline.
Tuttavia, tale obbligo non sussiste quando, nella stessa delega di pagamento, vengono effettuate compensazioni di tipo “verticale” o “interno”. Si tratta di quelle compensazioni che hanno ad oggetto imposte della stessa natura (ad esempio, il versamento dell'acconto Irpef da compensare con il credito Irpef, o il versamento dell'acconto Irap da compensare con il credito Irap). In questi casi, in alternativa ai canali delle Entrate, si può quindi adoperare l'internet banking.
I contribuenti che non sono titolari di partita Iva, invece, quando all'interno del modello F24 sono esposte compensazioni di crediti e il saldo finale da versare è positivo, possono scegliere se avvalersi dei canali delle Entrate o dei servizi telematici degli intermediari della riscossione convenzionati (internet banking). In proposito, è stata abrogata la norma che obbligava all'uso del canale telematico (agenzia delle Entrate o intermediari della riscossione convenzionati) anche per i modelli di pagamento con saldo finale di importo superiore a mille euro.
Rispetto al passato, infine, non è cambiata la regola per cui tutti i contribuenti, titolari o meno di partita Iva, sono obbligati all'utilizzo esclusivo dei servizi telematici delle Entrate se – per effetto delle compensazioni – il saldo finale da versare è pari a zero.
Il lettore chiede come compensare il credito Irpef di 6mila euro con il versamento del secondo acconto Irpef di 4.600 euro e del secondo acconto Irap di 3.500 euro. Secondo le “nuove” regole, è necessario trasmettere il modello F24 solo attraverso i servizi telematici resi disponibili dall'Agenzia, avvalendosi eventualmente di un intermediario.
La compensazione del credito Irpef con l'acconto Irpef è considerata “interna” e quindi – qualora la delega di pagamento non fosse a saldo zero – potrebbe andar bene l'internet banking. Ma siccome viene usato il credito Irpef residuo (pari a 1.400 euro), per compensare sia pure parzialmente l'acconto Irap, questa operazione si considera “esterna” o “orizzontale”, ed è quindi necessario adoperare Entratel o Fisconline.
La compensazione che il lettore intende effettuare, comunque, non comporta l'obbligo del visto di conformità sulla dichiarazione dei redditi. Nonostante il credito Irpef sia di ammontare superiore a 5mila euro, infatti, lo stesso viene utilizzato in “esterna” o “orizzontale” per soli 1.400 euro: importo corrispondente al debito Irap relativo al secondo acconto dovuto e che si intende compensare.
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