Diritto dell'economia
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325 quesiti trovati
Coop a mutualità prevalente, «servono» i soci lavoratori
Una cooperativa a mutualità prevalente è costituita da tre soci fondatori, di cui due amministratori con compenso. In fase di revisione biennale ordinaria, il revisore ha contestato a tale cooperativa il fatto che nessuno dei tre soci abbia anche un “contratto di lavoro” con la stessa (Dlgs 81/2015); di conseguenza, il compenso degli amministratori, a detta del revisore, non può essere considerato costo del lavoro e, pertanto, la cooperativa non può più essere considerata a mutualità prevalente. Il revisore ha anche proposto la gestione commissariale. Premesso che, nelle revisioni precedenti, non era stata sollevata tale questione, è legittima una tale presa di posizione da parte del revisore? Una normativa specifica obbliga i soci, che sono anche amministratori, ad avere un rapporto di lavoro subordinato con la cooperativa?
La quota di Snc come garanzia di un'operazione personale
Il socio di una società in nome collettivo (Snc) può dare la propria quota come garanzia per un'operazione personale? In caso affermativo, occorre il consenso unanime degli altri soci?
Nuova «partita» per la ditta individuale conferita in Srl
Si chiede se è possibile eseguire il conferimento o la trasformazione di una ditta individuale in una società a responsabilità limitata unipersonale, mantenendo attiva la partita Iva della ditta individuale. Precisamente, la nuova società può acquisire, per continuità, la partita Iva della ditta individuale? Si tratterebbe di realizzare un conferimento della ditta individuale nella Srl unipersonale, con atto notarile, e, in sede di attribuzione della partita Iva alla nuova società, compilare il modello di variazione ditta individuale nella sezione "Rapporti con altri soggetti", per indicare la vecchia partita Iva.
Ancora in stand by la conferma annuale dei titolari effettivi
In una società, è stata effettuata la prima comunicazione dei titolari effettivi delle medesima, ma, dato che il quadro normativo era rimasto in sospeso, non è stata confermata annualmente la titolarità effettiva. Anche le variazioni della titolarità sono state comunicate, ma senza le successive conferme annuali. Oggi, come si deve procedere? Se si comunica quest'anno la conferma, potrebbero arrivare sanzioni per le annualità precedenti non confermate? Ci sono novità su tale adempimento annuale?
Capitale sotto il minimo: l’aumento è indifferibile
Una Srl è stata costituita a luglio 2025 e ha iniziato la propria attività (nel settore della consulenza della sicurezza) a novembre 2025. Il capitale sociale, di 10mila euro, è stato interamente versato e i soci hanno provveduto anche al versamento di finanziamenti infruttiferi, per apportare la liquidità necessaria alla dotazione delle immobilizzazioni e delle infrastrutture. Attualmente, il sostenimento di costi e gli irrisori ricavi hanno portato alla maturazione di una perdita, che erode totalmente il valore del capitale sociale. Si chiede se l'assemblea, convocata dall'amministratore unico, debba univocamente e obbligatoriamente deliberare l'aumento di capitale, oppure se - posto che in bilancio risultano finanziamenti infruttiferi, cui i soci potrebbero rinunciare ai fini della ricapitalizzazione, e posto che si tratta del primo anno di attività, in cui è fisiologico produrre costi elevati - possa deliberare di rimandare la decisione all'esercizio successivo, nel quale si provvederà a monitorare l'andamento dell'attività e, eventualmente, decidere sulla copertura.
Holding e «sub», rileva chi esercita il controllo effettivo
Si chiede se una società, controllata al 100% da un'altra società, la quale, a sua volta, è controllata da una capogruppo, deve comunicare la direzione e il coordinamento relativamente alla holding o alla subholding, nel caso il controllo societario e la direzione e il coordinamento non coincidano. Oppure la comunicazione deve riguardare tutte e due le società esercenti direzione e coordinamento?
L’addebito delle spese tra controllante e controllata
Una Srl, controllante, detiene una partecipazione superiore al 50% del capitale sociale della società controllata, integrando, pertanto, una situazione di controllo, ex articolo 2359 del Codice civile. In tale contesto, trova applicazione l’articolo 2497-sexies del Codice civile, che prevede una presunzione legale di esercizio dell’attività di direzione e coordinamento da parte della società controllante. Volendo addebitare alcuni costi dalla controllante alla controllata, per servizi connessi, c'è l'obbligo di stipulare tra le parti un contratto scritto di direzione e coordinamento?
Srl: i limiti al doppio ruolo di amministratore e dipendente
Una Srl artigiana è composta da 3 soci inquadrati come amministratori. Essi dedicano ragionevolmente circa il 10% del loro tempo ad attività di tipo amministrativo, mentre nel tempo restante svolgono attività esecutive. È necessario prevedere distintamente un compenso amministratori e una retribuzione salariale per l'attività esecutiva?
È lecito l’ingresso di una Srl in una Sas da accomandante
Una società a responsabilità limitata vuole acquistare una quota di una società in accomandita semplice, in particolare la quota dell'accomandante. È un'operazione consentita? Successivamente la Srl, in qualità di socio, può fare un finanziamento alla Sas?
Come formalizzare i passaggi di quote tra accomandanti
Una società in accomandita semplice è costituita da un socio accomandatario e due soci accomandanti. Uno dei due accomandanti vuole cedere interamente la propria quota all'altro accomandante. Si chiede se è necessario il consenso del socio accomandatario e se l'operazione di cessione dev'essere formalizzata obbligatoriamente con atto pubblico o scrittura privata autenticata dal notaio, o se, invece, è possibile formalizzarla con la sottoscrizione digitale dell'atto di cessione da parte dei due soci e del commercialista, che provvederà al successivo invio in Camera di commercio.
Importo libero per il fondo comune della rete d'impresa
Le reti di impresa, nella forma di rete-soggetto, devono essere dotate di un fondo patrimoniale comune. Si chiede se tale fondo debba avere un importo minimo (come avviene per il capitale sociale delle società a responsabilità limitata) oppure no. Si chiede, inoltre, come avviene la distribuzione degli utili in tale tipologia di rete d’impresa.
Così i debiti Inps e Inail in caso di cessione del ramo d'azienda
Si chiede se, nel caso di cessione di ramo d'azienda, il cedente possa cedere anche il pagamento relativo alle dilazioni/rateazioni già concesse dagli istituti per debiti Inps e Inail, non pagati e ancora in fase amministrativa.





