Diritto
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151 quesiti trovati
Gli obblighi verso un genitore in tutti i sensi «lontano»
Mio padre, che non ha mai contribuito al mio mantenimento e ha divorziato da mia madre poco dopo il matrimonio, è attualmente ospite di una casa famiglia per anziani. La retta è coperta dalla sua pensione minima e da un contributo che io verso mensilmente. Le sue condizioni di salute stanno però peggiorando e potrebbe rendersi necessario il trasferimento in una struttura per non autosufficienti, con costi più elevati. Vorrei sapere se, in tale scenario, potrei essere giuridicamente obbligata a sostenere ulteriori spese o una forma di mantenimento, oppure addirittura ad accoglierlo nella mia abitazione. Vivo in un’altra regione, a oltre mille chilometri dalla casa che ospita mio padre, sono sposata, ho un figlio e abito nella casa di proprietà di mio marito.
Come rimediare alla tardiva erogazione del mantenimento
Ho tardato il pagamento mensile di 350 euro a titolo di mantenimento di mia figlia. Tale ritardo si è ripetuto per cinque mesi e vorrei ora sanarlo in modo equo e definitivo. In quale misura può essere compensato tale ritardo?
Il ricovero di un anziano nella Rsa di un’altra regione
Sono amministratore di sostegno di mio padre, che ultimamente si è aggravato e necessita di un ricovero in Rsa, per poter essere meglio accudito. Visto che sono già autorizzato a farlo, e avendo trovato posto per lui in una struttura di un’altra regione (per quanto non molto lontana da casa), penso per il momento di portarlo lì. Chiedo se il trasferimento comporterebbe anche un cambio del giudice tutelare.
Le somme versate sul conto comune «ante» separazione
Mia sorella sembrava felicemente sposata, tanto che in questi anni ha messo tutti i suoi risparmi, e anche una somma che le ho prestato, sul conto che aveva in comune con il marito. Questa cifra è servita per ampliare la casa dove abitavano, di proprietà del marito stesso. Ora lui, che ha deciso di lasciarla, vuole che se ne vada, perché dice che la casa è sua e i figli sono già per conto loro. Chiedo quindi se mia sorella e io abbiamo diritti sulla casa.
I criteri per il trasferimento del bimbo di genitori divisi
Ho avuto un figlio dal mio ex compagno, con cui non ho mai convissuto. Il bambino è quindi rimasto, in questo primo anno di vita, con me e i miei genitori; finora siamo andati avanti così, mettendoci d’accordo di volta in volta con il padre per le varie questioni. Adesso che gli ho manifestato l’intenzione di andare a vivere in un’altra città con il bambino, mi ha detto che a lui non sta bene e che non posso farlo. Come mi devo comportare, visto che vorrei traslocare a breve?
Per il padre non esiste il diritto all’anonimato
Nell'ordinamento italiano esiste il diritto per un soggetto, che non voglia divenire padre, di non riconoscere il neonato? Quali sono le conseguenze nel caso in cui non lo voglia riconoscere?
Condizioni della separazione rivedibili se l'ex trova lavoro
In seguito alla separazione consensuale, avvenuta circa due anni fa, le mie condizioni economiche sono peggiorate. La mia ex coniuge, all'epoca della separazione, non lavorava e pertanto mi sono accollato tutte le spese familiari. Ho tentato invano - anche attraverso l'istituto della mediazione civile - di vendere l'intera proprietà dell'immobile familiare (attualmente assegnato a entrambi al 50 per cento), ma l’unica strada percorribile sarebbe quella della divisione giudiziale. In questo caso mi verrebbe garantito il diritto a sciogliere la comunione, ottenendo la mia parte di patrimonio, pur in presenza di minori all'interno dell'abitazione oggetto della divisione? E quanto potrebbe durare una causa di divisione giudiziale? Oggi mia moglie lavora e pertanto, anche in considerazione del peggioramento delle mie condizioni economiche, vorrei modificare le condizioni della separazione oppure chiedere il divorzio. Quale delle due alternative sarebbe preferibile?
Chi può chiedere di accertare la paternità tramite il Dna
Un soggetto vuole accertare, tramite la prova del Dna, la propria paternità di una dodicenne che è stata riconosciuta solo dalla madre. Quest'ultima ha comunicato al presunto padre la gravidanza e, al momento del parto, la nascita, contattandolo anche nei mesi successivi, ma non ha mai intrapreso alcuna azione per ottenere il riconoscimento di paternità. Quale azione può intraprendere ora il presunto padre per essere sicuro, tramite l'esame del Dna, che la minore è sua figlia?
Il consenso informato e l'Ads in caso di decadenza cognitiva
Un soggetto riconosciuto invalido al 100 per cento, ex legge 104/1992, con decadimento cognitivo, è cardiopatico. Nel caso fosse ricoverato d’urgenza, chi può decidere per lui (per esempio, in merito a un intervento chirurgico delicato) e gestire i suoi interessi economici? La coniuge e/o i figli? Oppure dev’essere nominato un tutore legale, anche estraneo alla famiglia?
Così le spese per la casa in comproprietà tra ex coniugi
In sede di separazione giudiziale il giudice, oltre a stabilire la quota mensile di mantenimento, ha assegnato a uno dei coniugi la casa coniugale con tutti gli arredi. Tale casa è in comproprietà al 50% tra i coniugi separati. A chi spettano le spese di manutenzione sia ordinaria che straordinaria?
Una scrittura privata non può cambiare l'assegno divorzile
Riconosco alla mia ex moglie un assegno divorzile, come da relativa sentenza. L'assegno è annualmente rivalutato secondo l'indice Istat. La mia ex coniuge non ha altri redditi se non la casa di residenza, con due box pertinenziali e un piccolo terreno (orticello). Si tratta dunque di un reddito minimo, ma con la rivalutazione dell'assegno si è superato il limite di 8.500 euro annui, che consentiva l'esonero dalla presentazione del modello 730 e, quindi, una parte significativa della rivalutazione viere erosa dal prelievo fiscale. Poiché abbiamo concordato una riduzione dell'assegno per ristabilire le condizioni di esonero, vorrei sapere se la relativa scrittura privata vada registrata e se debba contenere note particolari, al di là della modifica dell'importo.
Istanza al giudice tutelare per sostituire l'Ads
A mia madre è stato nominato un amministratore di sostegno (Ads) estraneo alla famiglia, professionista, non essendoci tra me e i miei fratelli uniformità di vedute. Secondo me, l’Ads ha tenuto comportamenti non corretti e quindi vorrei sapere se c’è la possibilità di chiederne la sostituzione, e a quali condizioni.





