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4105 quesiti trovati
Se il marito della comproprietaria paga le spese per la seconda casa
Sono comproprietaria al 50% di un immobile (seconda casa) insieme a mia madre. Ho intenzione di ristrutturarlo ma le spese, non avendo io un reddito, verrebbero sostenute da mio marito, familiare convivente. In tal caso lui avrebbe diritto a maturare il bonus ristrutturazione al 36 per cento?
Se solo una comproprietaria paga il rifacimento del tetto
Sono comproprietaria, con mia sorella, di un immobile, costituito da due appartamenti, uno abitato da me e l'altro da mia sorella, che sono rispettivamente la mia e la sua “prima casa”. I due appartamenti hanno la loro rendita, però non vi è la divisione in millesimi: siamo comproprietarie di entrambi al 50 per cento. Abbiamo eseguito la ristrutturazione del tetto, come manutenzione straordinaria, e l'impresa, che deve emettere le fatture, mi chiede come deve fare, in quanto mia sorella non è in grado di sostenere la spesa di sua competenza, per cui io mi sono sobbarcata tutto il costo dell’intervento. Io ritengo che debbano essere emesse due fatture, in relazione alle quali potrò detrarre, nel mio 730, il 50% per una e il 36% per l’altra. È così?
Facciate unifamiliari agevolate se cambiano materiali e colori
Sono proprietario di una villetta unifamiliare, adibita a prima casa, e ho intenzione di ritinteggiare la facciata. Nelle istruzioni dell’agenzia delle Entrate relative al bonus casa, leggo che rientrano fra le manutenzioni ordinarie le «tinteggiature di prospetti esterni senza modifiche dei preesistenti oggetti, ornamenti, materiali e colori». Volevo chiedere se, invece, la tinteggiatura dell’esterno dell’immobile, utilizzando una pittura di materiale diverso da quello esistente, ed eventualmente modificando anche il colore, si qualifichi come manutenzione straordinaria (con possibilità, anche nel mio caso, di accedere alle detrazioni di legge).
Se l'intervento è autonomo bonus ok per la tenda solare
Vorrei sapere se posso fruire della detrazione fiscale in caso di acquisto, nel 2026, di una tenda da sole, da installare nello stesso immobile per il quale, tra il 2021 e il 2022, ho già utilizzato interamente i plafond del superbonus energetico, del sismabonus e del bonus casa. L'immobile è una prima casa (abitazione principale) e le pratiche precedenti sono state chiuse nel 2022.
Il vedovo unico proprietario «eredita» le rate della moglie
Marito e moglie, conviventi e in regime di separazione dei beni, sostengono spese per lavori di ristrutturazione sull'immobile di esclusiva proprietà del marito. Le detrazioni sono ripartite in dieci anni, distintamente per i due soggetti che hanno sostenuto le spese. Prima del termine del decennio, la moglie muore, lasciando due soli eredi (legittimi): il coniuge superstite, proprietario esclusivo dell'immobile, e il figlio. Il vedovo risiede nell'immobile in cui sono stati fatti i lavori; invece, il figlio ha un proprio nucleo familiare e risiede altrove. Il vedovo può portare in detrazione le quote, non ancora utilizzate, della coniuge deceduta? In caso di risposta positiva, può farlo per tutto l'importo che sarebbe spettato alla defunta oppure al 50 per cento, in quanto egli è erede al 50 per cento?
Anche agevolazioni regionali per lavori eseguiti in Friuli
Sono proprietario di una villetta unifamiliare che si trova in Friuli Venezia Giulia ed è adibita a prima casa. L’intonaco del muretto esterno di cinta si sta staccando, a causa di umidità di risalita, per cui è necessario rimuovere il vecchio intonaco e rifarlo in altro materiale. Vorrei sapere se tale intervento si possa qualificare come manutenzione straordinaria e, quindi, se dia diritto di accedere al bonus casa. Nel caso, è necessario presentare la Cila (comunicazione inizio lavori asseverata) o fare altri adempimenti burocratici? Qualora il rifacimento del muretto fosse incentivabile, sarebbe agevolabile anche la ritinteggiatura delle facciate dell’immobile (intervento non strettamente legato al muretto)? Può influire sulle detrazioni il fatto di abitare in una regione a statuto speciale?
L'erede non detentore non sconta le rate residue
Un soggetto, in qualità di familiare convivente, ha effettuato, nell'anno 2018, lavori di ristrutturazione edilizia nell’abitazione di proprietà esclusiva del coniuge convivente. Nel mese di novembre 2025, questo soggetto è deceduto. Restano da portare in detrazione tre quote annuali , precisamente quelle riferite agli anni 2025, 2026 e 2027. Considerato che l'immobile oggetto di ristrutturazione rimane di proprietà, e a disposizione, soltanto del coniuge superstite, essendo gli altri eredi residenti in altri immobili, come vanno ripartite tra gli eredi le residue quote di detrazione?
È agevolata la sostituzione delle vecchie tapparelle
In un’abitazione, sono state sostituite tutte le tapparelle. Le nuove tapparelle sono di diverso materiale e diverso colore. In assenza di ulteriori opere, nemmeno sugli infissi esterni, l'intervento può essere considerato manutenzione straordinaria e fruire del bonus casa al 50 per cento, essendo l'appartamento di proprietà adibito ad abitazione principale?
Agevolato il box pertinenziale costruito insieme con la casa
Sto costruendo la mia prima casa, con annesso box auto interrato, e vorrei sapere se posso accedere al bonus per il box, anche se la sua realizzazione avviene insieme con quella dell'abitazione. In caso di risposta affermativa, quali spese posso detrarre? Nell'agevolazione rientrano anche i costi dei pali per la messa in sicurezza prima dello scavo?
I materiali delle nuove tapparelle stabiliscono ecobonus o bonus casa
Vorrei sapere se la sostituzione delle tapparelle/persiane in un edificio residenziale configuri un intervento di manutenzione straordinaria (consentendo quindi di beneficiare del bonus casa) a prescindere dal cambiamento di materiali o tipologia rispetto a quelle preesistenti.
Resta al 36% la seconda casa divenuta prima per chi compra
Un soggetto ha ristrutturato la sua seconda casa e matura il diritto alla detrazione del 36 per cento, su una spesa di 60mila euro. Dopo due anni dalla ristrutturazione, egli vende la casa ristrutturata. Per l'acquirente, l'immobile costituisce "prima casa". Si chiede se l'acquirente potrà beneficiare della detrazione al 50 per cento, spettante per la prima casa, oppure se dovrà continuare a detrarre il 36 per cento, com'era in origine.
Per costruzione e antifurto operano plafond differenti
Nel 2026, un contribuente ha acquistato un immobile, oggetto di interventi di recupero edilizio eseguiti da un’impresa di costruzioni. Il prezzo di acquisto ha già raggiunto il limite massimo di 96mila euro, previsto per la detrazione del 50 per cento (calcolata sul 25% del prezzo). Il contribuente intende, ora, installare un impianto antifurto, intervento riconducibile alla lettera f dell’articolo 16-bis del Tuir, Dpr 917/1986. Si prospettano due ipotesi, relative alla installazione dell'antifurto nel 2026 o nel 2027. Si chiede se la spesa per l’antifurto possa essere portata in detrazione in una delle due ipotesi citate, oppure se debba ritenersi non detraibile in entrambi i casi, in quanto il plafond di 96mila euro risulta già integralmente assorbito dall’acquisto dell’immobile ristrutturato. Si chiede un chiarimento sull'interpretazione del limite di spesa e sulla possibilità di considerare l’intervento di installazione di un antifurto come autonomo rispetto a quello realizzato dall’impresa costruttrice.





