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36 quesiti trovati
Se l’acquirente è d’accordo il venditore mantiene il 65%
Una Srl, nel 2022, ha comprato all'asta un'unità immobiliare di categoria C/1 e, nel 2024, vi ha eseguito lavori di manutenzione straordinaria, consistenti in opere di riqualificazione energetica, che beneficiano della detrazione del 65 per cento. Nel 2025, sono stati effettuati ulteriori lavori, per il cambio di destinazione d'uso dell'immobile da C/1 ad A/2. La Srl intende, ora, vendere l'unità immobiliare a una persona fisica, ma vorrebbe continuare a fruire delle detrazioni per la riqualificazione energetica, che, quindi, non si trasferirebbero alla persona fisica acquirente. Può, la Srl, riservare a proprio favore, nell'atto notarile, le detrazioni per riqualificazione energetica?
L’erede già comproprietario mantiene il diritto a detrarre
Sulla casa di mia madre, di cui avevo una quota di proprietà, ho eseguito lavori straordinari di ristrutturazione, pagando le fatture con fondi personali e portando, quindi, il 50% della spesa in detrazione dal mio modello 730 per qualche anno. Oggi, mancata mia madre, sono proprietario dell'immobile per un terzo, e, a loro volta, le mie due sorelle sono a loro volta proprietarie di un terzo ciascuna. Noi eredi vorremmo dare un piano dell'abitazione in comodato d'uso a nostro nipote. In questo caso, io potrei ancora portare in detrazione le quote residue della ristrutturazione, avendo a disposizione solo una parte dell'immobile, ossia quella non concessa al nipote comodatario?
I vantaggi nel caso di comodato alla sorella
La maggiore delle mie due figlie sta acquistando, tramite mutuo bancario, un immobile, che sarà per lei prima casa, nel Comune dove attualmente risiede. Dopo l'acquisto, effettuerà una manutenzione straordinaria, consistente nel rifacimento del bagno, e acquisterà alcuni mobili. Al termine dei lavori, l’altra mia figlia, tramite comodato gratuito, abiterà l’immobile della sorella. Chiedo se la figlia acquirente potrà continuare a detrarre gli interessi del mutuo e le spese di ristrutturazione, e a fruire del bonus mobili, anche se non risiederà nell’immobile.
L'uso promiscuo della casa ristrutturata con il 110%
Ho fruito del bonus 110% per la ristrutturazione della mia casa (una villetta a schiera), avvalendomi di un general contractor. Io e mio marito abbiamo firmato, nel 2022, una dichiarazione riguardo all’uso esclusivamente abitativo della nostra casa. Ora vorrei aprire la partita Iva per svolgere una nuova professione e, per farlo, devo necessariamente indicare una sede della mia attività. Vorrei indicare la mia residenza, anche perché ho preparato una stanza per adibirla alla mia attività di consulenza di immagine, ma temo che l’agenzia delle Entrate possa poi chiedermi la restituzione degli importi dei lavori del 110 per cento. Vorrei sapere se questo rischio è reale, e, se sì, dopo quanto tempo dalla fine dei lavori o dalla firma del contratto è possibile cambiare l’uso della mia abitazione senza incorrere in tale rischio.
Se vende la casa l’erede perde i vantaggi residui del defunto
I miei genitori erano proprietari, al 50% ciascuno, di un appartamento dove, nel 2018 e nel 2019, erano stati eseguiti lavori di ristrutturazione. Dopo la morte di mio padre (avvenuta a dicembre 2019) mia madre, insieme con i due figli, ha ricevuto in successione un terzo del 50% dell'appartamento appartenuto a mio padre, diventando così proprietaria del 66,67 per cento. Essendo mia madre residente nell'appartamento in questione, ha iniziato a riportare nella sua dichiarazione dei redditi le detrazioni fiscali per i lavori di ristrutturazione (pagati per intero da mio padre). Nell' aprile 2022, l'abitazione è stata venduta. Mia madre può continuare a detrarre le spese di ristrutturazione solo per la sua parte di proprietà dell'appartamento? Sul rogito abbiamo fatto inserire al notaio una nota, dalla quale risulta che abbiamo concordato con l'acquirente che le rate rimanenti della detrazione per i lavori sarebbero state utilizzate dalla parte venditrice.
Ok a cessione o sconto nel 2024 con l'ok ai lavori ante 17/2/23
In caso di recupero del patrimonio edilizio (articolo 16-bis del Tuir, Dpr 917/1986), se il titolo edilizio è stato presentato in data antecedente all’entrata in vigore del Dl 11/2023, e la spesa è sostenuta nel 2024, è possibile comunque esercitare le opzioni ex articolo 121, comma 1, lettere a) e b), del Dl 134/2020 (sconto in fattura e cessione del credito)?
Subentro di nuova impresa e mantenimento del 110%
Un condominio ha deliberato l'esecuzione di un intervento con il superbonus 110% ante novembre 2022, con Cilas (comunicazione inizio lavori asseverata - superbonus) protocollata prima del 25 novembre 2022. Nel 2023, l'impresa appaltante ha rinunciato all'esecuzione dell'intervento (con sconto in fattura), per impossibilità di cedere a sua volta il credito fiscale. Il condominio ha ora trovato una nuova impresa disponibile a subentrare. Vista l'impossibilità di eseguire entro il 31 dicembre 2023 tutte le opere originariamente previste, non si eseguiranno interventi relativi a impianto fotovoltaico, batterie di accumulo e colonnine e impianto ibrido, limitandosi alla sostituzione della caldaia e dei serramenti, nonché alla realizzazione del cappotto. Nel caso in questione, è ammissibile il subentro dell'impresa, mantenendo la detrazione al 110% e lo sconto in fattura? È possibile asseverare utilizzando il bollettino dei prezzi informativi delle opere edili (Dei) oggi vigente (del primo semestre 2023) oppure occorre utilizzare il bollettino vigente alla data della delibera condominiale del 2022 (primo semestre 2022)?
Fotovoltaico: chi fruisce del 110% sottoscrive il contratto con il Gse
Dopo aver acquistato un immobile per il quale la parte venditrice aveva richiesto il superbonus al 110 per cento, abbiamo eseguito la voltura dell’utenza relativa all’energia elettrica e abbiamo messo in funzione l’impianto fotovoltaico. Nel contratto con il Gse (Gestore dei servizi energetici) è indicato che gli acquirenti beneficiano del bonus, anche se nell’atto di compravendita è specificato che i crediti fiscali derivanti dalla ristrutturazione sono rimasti alla parte venditrice. Vorremmo sapere se era la parte venditrice a dover stipulare, prima della vendita, il contratto con il Gse.
Se la destinazione d'uso cambia dopo i lavori superbonus
Sono proprietario di un immobile A/4 in cui sono in corso lavori di ristrutturazione che fruiscono del superbonus al 110 per cento. In corso d'opera si è presentata la possibilità che nell'immobile in questione venga avviato un centro medico, Poiché si renderebbe necessario un cambio destinazione d'uso in A/10, è possibile effettuarlo al termine dei lavori con superbonus al 110 per cento?
I crediti da sconto in fattura dell'azienda conferita in Srl
Una ditta individuale nel campo idraulico/elettrico, vorrebbe conferire la propria attività all’interno di una società a responsabilità limitata già esistente. La ditta ha in pancia diverse centinaia di migliaia di euro di crediti dovuti agli sconti in fattura praticati in questi anni, in parte tracciabili e in parte non tracciabili. Tali crediti possono essere conferiti alla Srl? Quali sono le modalità per procedere alle relative variazioni dei crediti presenti nell’archivio dell’agenzia delle Entrate in modo che siano spendibili dalla Srl? Essendo crediti provenienti da sconto in fattura hanno una cessione ancora libera e le successive vincolate a banche (e altri soggetti vigilati)? Sarà ancora disponibile la prima cessione libera o verrà utilizzata per il conferimento?
I preliminari di vendita prima della fine lavori
Nel 2022, quattro persone hanno acquistato un condominio minimo di sei unità (A acquista gli appartamenti 1 e 2, B gli appartamenti 3 e 4, C l'appartamento 5 e D l'appartamento 6). Nell'ottobre dello stesso anno, questi soggetti hanno presentato la Cilas (comunicazione inizio lavori asseverata superbonus) per lavori che sono, poi, iniziati a dicembre, e per i quali si intende fruire del superbonus al 110 per cento (sismabonus ed ecobonus). L’impresa che svolge i lavori opera come general contractor (Gc) e applicherà lo sconto in fattura. Alcuni appartamenti verranno fusi tra loro, per cui, al termine degli interventi, ci saranno cinque appartamenti catastalmente differenti dagli originali. Ci potrebbero essere problematiche a livello di amministrazione finanziaria, laddove vengano stipulati, prima della fine lavori, tre preliminari di vendita, con caparra, in base ai quali il promissario acquirente non sarà immesso nel possesso del bene e, quindi, le detrazioni resteranno in capo ai promissari venditori, con perfezionamento della vendita dopo la fine dei lavori? Inoltre, uno dei condòmini intende cedere il suo appartamento prima della fine lavori e prima che il Gc abbia emesso la prima fattura; l'acquirente - che subentra in una ristrutturazione 110% in corso - può vedersi negato il superbonus?
Così il ricalcolo dei Sal in caso di variante in corso d'opera
Sto effettuando lavori di ristrutturazione con bonus 110% su una unifamiliare. Ho fatto lo stato avanzamento lavori (Sal) 30% il 30 settembre 2022 per un importo pari a 23mila euro su un importo lavori complessivo di 67mila euro, documentato da invio di pec dal direttore lavori al committente. Ai lavori oggetto del superbonus (isolamento pareti verticali/orizzontali, rifacimento dell'impianto termico con pdc e impianto termico-solare) vorrei ora aggiungere l'impianto fotovoltaico. È possibile fare una variante in corso d'opera comunicando una variazione alla Cilas iniziale presentata in Comune? Qual è la percentuale massima (intesa come importo) di variante ammessa per lavori del 110 per cento? Se è possibile fare una variante, l'importo di 23mila uro pari al 30% dichiarato a settembre non basterebbe più per il 30% del nuovo importo lavori, che si ha considerando l'importo della variante. Devo tener conto anche di questo aspetto nell'importo massimo spendibile per l'impianto fotovoltaico oppure il mio unico limite sarebbe l'importo massimo ammesso per la variante?





