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Efficace «erga omnes» la sentenza del Tar sul Canone unico mercatale

Un Comune del Meridione ha approvato dal 2021 tariffe per il Canone unico mercatale settimanale superiori ai limiti consentiti dalle normative vigenti. Una parte degli operatori ambulanti ha fatto ricorso al Tar di Salerno che ha dato loro ragione annullando di fatto la pretesa eccessiva. La sentenza ha effetto su tutti gli operatori o solo per coloro che hanno fatto ricorso?

Il pagamento Tari tra sentenza di primo grado e appello

In sede di contenzioso in materia di Tari, la Commissione Provinciale ha rigettato l'istanza di annullamento dichiarando inammissibile il mio ricorso. Al momento non conosco le motivazioni perché non sono ancora state pubblicate. Poiché ritengo ingiusta la sentenza (in effetti ho pagato la tassa, ma il Comune non ha registrato il pagamento) ho intenzione di impugnare l'esito del ricorso proponendo appello alla Commissione Regionale. Vorrei sapere se mi conviene e se sono obbligato a pagare l'imposta notificatami a suo tempo dal Comune (con tutte le maggiorazioni e penali) oltre agli interessi, salvo poi attendere l'auspicabile esito favorevole della sentenza di appello per chiedere il rimborso di quanto pagato nel frattempo.

Quando il terzo pignorato non procede al pagamento

In un giudizio pendente davanti alla Corte di giustizia tributaria (Cgt) di primo grado, avente a oggetto l'impugnazione di un pignoramento presso terzi, ex articolo 72-bis del Dpr 602/1973, il contribuente deduce, tra gli altri motivi, che il terzo pignorato non ha effettuato il pagamento richiesto entro il termine di 60 giorni previsto dalla norma. Si chiede se il decorso del termine di 60 giorni senza adempimento del terzo possa costituire motivo di annullamento del pignoramento impugnato. Si chiede inoltre se, in tale ipotesi, il giudice tributario possa pronunciarsi sull'asserita inefficacia sopravvenuta del pignoramento, oppure se la questione esuli dall'oggetto del giudizio di impugnazione dell'atto.

Processo telematico, sentenza nulla se non c’è collegamento

Ho inviato un ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado, chiedendo la discussione pubblica tramite collegamento da remoto. Ho ricevuto l'invito e l’indicazione di data e ora dell'udienza, mi sono collegata e sono rimasta in attesa per quattro ore, senza mai essere ammessa e senza essere contattata, pur avendo fornito, a suo tempo, il mio numero di telefonino, un indirizzo di posta elettronica certificata e un altro indirizzo e-mail. Volendo fare appello, posso invocare anche la nullità della sentenza, in base alle nuove disposizioni sul processo telematico?

Storno immediato per sanare l'errata emissione di fatture

Una società, nel travaso dei suoi dati da un sistema elettronico a un altro, ha, erroneamente, inviato una serie di fatture degli anni passati al sistema di interscambio (Sdi). Il programma informatico ha cambiato la numerazione delle fatture e, quindi, sono state fatte anche le note di credito delle medesime fatture inviate erroneamente. Si chiede se dev'essere pagata una sanzione per ogni fattura tardiva oppure se, visto che sono state tutte annullate dalle note credito, si può evitare la sanzione. In alternativa, è possibile pagare con il cumulo giuridico?

Appello errato e annullato: vale la rinotifica nei termini

Ho effettuato una notifica al Comune, a mezzo posta elettronica certificata (pec), per notificare un appello tributario. Il giorno dopo mi sono accorta che l'appello era intestato erroneamente alla Corte di giustizia tributaria di primo grado. Ho inviato, quindi, un’altra pec al Comune, per annullamento della pec notificata il giorno prima, poiché l'appello aveva un'intestazione errata. Successivamente, ho inviato una nuova pec per la notifica dell'appello intestato, correttamente alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado. Il giorno dopo ho iscritto al Sigit (Sistema informativo della giustizia tributaria) il deposito dell'atto di appello correttamente intestato. Il tutto è stato eseguito nel rispetto dei termini di scadenza riguardanti la notifica dell'appello. Alla luce di questa situazione, la notifica dell’appello è valida?

Gli obblighi dell'Agenzia quando «perde» il contenzioso

Vorrei sapere se le spese di giudizio che l’agenzia delle Entrate, soccombente in un contenzioso tributario, deve rimborsare a un contribuente privato devono essere assoggettate o meno all’Iva. L'Agenzia è tenuta anche al rimborso del contributo unificato versato, come indicato in sentenza, oltre che al pagamento degli interessi maturati dalla data della sentenza alla data del pagamento?

I termini del contenzioso dipendono dalla data di instaurazione

Ho presentato un ricorso in appello alla Commissione tributaria Regionale di Venezia, per una serie di cartelle esattoriali relative a Iva e Irpef pervenute al mio cliente, sostenendone la nullità per molteplici motivi (firma non appartenente al contribuente o mancanza della prova di avvenuta notifica da parte dell'Ente riscossore). Prima dell'appello la contestazione è stata sollevata sia presso la Commissione tributaria Provinciale di Venezia, che presso la Commissione tributaria Regionale di Venezia. La discussione del ricorso appello è avvenuta il 19 dicembre 2024 ma a oggi non risulta pervenuta alcuna notifica. È tutto regolare?

I due termini per impugnare sentenze della Cgt di 1° grado

Sono stato parte ricorrente, in tre processi tributari, nelle Corti di giustizia tributarie di 1° grado e, giudicato soccombente, sono stato condannato a pagare le spese di lite, con tre rispettive sentenze. La prima sentenza è del 10 dicembre 2022, depositata il 20 dicembre 2022; la seconda è del 10 gennaio 2023, depositata il 14 febbraio 2023; la terza è del 18 giugno 2023, depositata il 26 giugno 2023. Volendo ora fare appello contro queste tre sentenze, mi hanno detto che i termini sono scaduti. Ma esiste una legge che ha fissato i termini per fare appello?

Impugnabili gli accertamenti privi di identificativi catastali

Ai fini della motivazione degli atti impositivi, un avviso di accertamento Imu che non riporta gli identificativi catastali dei fabbricati può essere impugnato per mancanza di motivazione?

Integrativa e ravvedimento anche post notifica del Pvc

Una società ha ricevuto dalla Guardia di finanza un processo verbale di constatazione (Pvc), relativo all'anno d’imposta 2018, in cui si contesta la detraibilità dell'Iva di alcune operazioni di una holding. Si sta valutando se aderire al Pvc o attendere l'emissione della bozza d'atto e, eventualmente, proseguire con il contenzioso. In questa fase, vale a dire nei 30 giorni utili per l'adesione al Pvc, in cui sono sospesi i termini dell'accertamento, è ancora possibile presentare la dichiarazione integrativa Iva 2019 (anno d'imposta 2018)? In caso di risposta positiva, a quali sanzioni sarebbe soggetta la maggiore Iva a debito, e quali sarebbero i termini per versare il dovuto?

Se l'Agenzia chiede fatture in possesso di un tribunale

Nel modello 730 (per l'anno d’imposta 2021), un contribuente inseriva spese sanitarie, riferite a prestazioni odontoiatriche, che hanno generato un rimborso Irpef di oltre cinquemila euro. L'agenzia delle Entrate ha attivato un controllo, ex articolo 36-ter del Dpr 600/1973, per la verifica di queste spese, inserite nel rigo E1. Purtroppo, le fatture che giustificavano l'inserimento di queste spese in dichiarazione non sono più nel possesso del contribuente, perché sono state utilizzate per una causa civile contro lo studio dentistico e, di conseguenza, sono materialmente nel fascicolo depositato in Tribunale, e non ne è stata conservata copia. È possibile pretendere che, per il recupero di tali fatture, sia l’agenzia delle Entrate stessa ad attivarsi, in quanto pubblica amministrazione e, quindi, in applicazione del principio della non duplicazione di richieste per documenti già in possesso di un'altra pubblica amministrazione? Oppure, al contrario, visto che, in base all'articolo 36-ter del Dpr 600/1973, l’onere della prova ricade sul contribuente, deve comunque attivarsi il contribuente, il quale, una volta acquisiti i documenti, dovrà consegnarli all’agenzia delle Entrate per il controllo?