Lavoro e previdenza

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Decreto coesione: per l’aiuto si rende necessaria la «Did»

Mio figlio ha presentato istanza per fruire dell'incentivo previsto dal decreto Coesione - Dl 60/2024, convertito in legge 95/2024 - per gli "under 35" liberi professionisti, ma l'Inps ha respinto la domanda per mancanza del requisito Did (dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro). Come si rileva dal C2 storico, o "percorso lavoratore", mio figlio non ha mai lavorato in precedenza, mentre frequentava l'università, e, dopo un paio di mesi dal conseguimento della laurea, ha aperto la partita Iva per esercitare la libera professione. Esistono alternative valide e concrete per chiedere un riesame della pratica?

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L'anticipo Naspi al socio operativo della nuova Srl

Attualmente percepisco la Naspi (nuova assicurazione sociale per l’impiego) e, a breve, costituirò una società a responsabilità limitata semplificata (Srls), di cui sarò amministratore e socio al 30 per cento. In quanto socio operativo, mi iscriverò alla gestione Inps commercianti. Il compenso all’amministratore non è inizialmente previsto. Con questa configurazione - socio operativo di Srls di cui sono anche amministratore - posso chiedere la liquidazione anticipata della Naspi?

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Per l’Isee Università servono dati extra oltre la Dsu «mini»

Come si fa a compilare l'Isee Università (Isee-U) se si è già in possesso dell'Isee ordinario, ricavato da una Dsu “Mini”?

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L'Inps non può richiedere la Naspi dopo cinque anni

A gennaio 2016, un dipendente di uno studio professionale è stato licenziato e ha ottenuto la Naspi fino a febbraio 2018. Il 7 maggio 2026 l'Inps ha chiesto la restituzione dell'intera indennità (poco più di 13mila euro) per mancanza dei requisiti. L'ex dipendente, che ha percepito la Naspi, era socio di una Srl e aveva ricevuto, una tantum, compensi come amministratore, deliberati come premio; si tratta di 1.700 euro nel 2017 e di 1.500 euro nel 2018, dichiarati nel modello Redditi Pf, ma non comunicati tramite Naspi-Com. Il medesimo soggetto aveva inoltre percepito 4.500 euro annui, esenti, per attività in associazioni sportive (articolo 67 del Dpr 917/1986, Tuir). La pretesa dell'Inps è legittima, pur intervenendo oltre cinque anni dall'erogazione? La decadenza è fondata, considerata l'esiguità dei compensi da amministratore e la natura esente dei rimborsi sportivi? È possibile, infine, chiedere la rideterminazione del debito in proporzione ai soli redditi da amministratore percepiti, contestando la totale sproporzione della sanzione?

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«Mantenimento» arretrato: l’incasso si comunica subito

Negli anni precedenti una persona - separata, ammessa alla misura dell'assegno di inclusione - non ha dichiarato, in ossequio al principio di cassa, gli assegni di mantenimento per coniuge e figli nel modello Redditi e nella dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) ai fini del calcolo dell'Isee (indicatore della situazione economica equivalente), non avendoli ricevuti. Quest'anno, invece, ha ricevuto gli assegni arretrati di tutto l'anno 2025 e di parte del 2026, e quindi tali importi saranno rilevabili nella dichiarazione dei redditi 2027 (anno di imposta 2026) e gli assegni per i figli saranno indicati nella Dsu 2028, riferendosi alla situazione del 2026. Si chiede se questa persona deve comunicare all'Inps, attraverso il modello Adi-Com (assegno di inclusione-comunicazione), il ricevimento di queste somme a titolo di assegno di mantenimento per coniuge e figli. Oppure la comunicazione non è necessaria, in quanto l'Adi-Com si riferisce solo alla variazione di condizione di attività lavorativa?

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Il risarcimento per danno biologico non rientra nell'Isee

A seguito di una causa legale ho ricevuto un risarcimento per danno biologico, avendo riportato anche un'invalidità abbastanza importante. L'assicurazione, nel 2024, ha versato la somma sul mio conto corrente, che, di conseguenza, è cresciuto sia come saldo che come giacenza media. Quest'anno, nel compilare la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) ai fini del calcolo dell'Isee (indicatore della situazione economica equivalente), mi sono accorta che quell'importo mi ha esclusa da tutti i benefici di cui godevo prima, in particolare dall'assegno unico per i miei figli e dalla borsa di studio per l'università di mia figlia. È vero che ho più liquidità (anche se molta se n'è andata tra avvocati e medici), però il risarcimento è il ristoro per un grosso danno alla salute che mi è stato provocato, e non vedo perché io debba rimetterci anche per quello che riguarda gli aiuti che potrei avere dall'Inps. Chiedo, quindi, se sia corretto avere considerato anche questo risarcimento, precisando che nel sito dell'Inps questa casistica non è menzionata in alcuna faq (risposta a domanda frequente).

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Casa, franchigia di 52.500 € per ottenere il bonus bollette

Si chiede qual è la misura della franchigia patrimoniale dell’abitazione principale che si applica ai fini Isee (indicatore della situazione economica equivalente) per accedere al bonus sociale per disagio economico (bonus bollette). Quella di 52.500 euro o quella di 91.500 euro, di recente introduzione?

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Le regole per inserire i beni ereditati nella Dsu

In seguito al decesso di mio suocero, avvenuto a maggio 2024, mio marito ha ereditato, oltre a due immobili, una quota di un conto corrente postale e una quota di una polizza vita. Dovendo oggi compilare la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per il calcolo dell'Isee, quanto inserito nella denuncia di successione va dichiarato tenendo conto della data del decesso oppure della data di presentazione della denuncia di successione? Inoltre, come vanno trattate le somme del conto corrente e della polizza? Essendo state versate nel conto corrente personale di mio marito come somme ereditate, si dichiarano due volte?

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Nella Dsu va inserito anche il conto PayPal

Ho un conto PayPal collegato a una carta ricaricabile bancaria senza Iban, che utilizzo solamente per piccoli acquisti online. Il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, nelle faq - risposte a domande frequenti - Isee (indicatore della situazione economica equivalente) risalenti al 2016, lo ha inquadrato come strumento di pagamento, ritenendo non necessario l'inserimento nella Dsu (dichiarazione sostitutiva unica); tuttavia alcuni centri di assistenza fiscale ritengono che anche tale conto vada riportato. Chiedo, pertanto, se ai fini dell'ottenimento dell'Isee, il conto PayPal è una componente patrimoniale che va inserita nella Dsu.

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Mantenimento diretto dei figli, autocertificazione degli «ex»

Ho letto la seguente faq (risposta a domanda frequente) sul sito dell'Inps: «Domanda: Un genitore A e i suoi figli minori, con una sentenza del Tribunale che stabilisce il mantenimento diretto dei figli da parte di entrambi i genitori, possono escludere il genitore B dal calcolo della componente attratta o aggiuntiva? Risposta: Sì, poiché la sentenza del Tribunale richiede il mantenimento diretto dei figli da entrambi i genitori, il genitore B può essere escluso dal calcolo della componente attratta o aggiuntiva». Sto facendo l'Isee precompilato e ho riscontrato che, nelle casistiche da barrare per escludere il genitore B, non è prevista questa situazione. Come devo comportarmi per non sbagliare? Posso barrare la casella che prevede il mantenimento anche se, nel mio caso, non c'è un importo versato a tale titolo?

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L'assegno unico universale può ridurre il mantenimento del figlio

In sede di separazione coniugale è stato previsto il pagamento di un assegno di mantenimento per ciascun figlio. Nella sentenza è stato indicato che, qualora il coniuge affidatario dovesse percepire assegni famigliari o l’assegno unico, «l’importo netto effettivamente erogato (così come calcolato sulla base della dichiarazione dei redditi del coniuge)» debba essere dedotto dall’assegno mensile pattuito. In relazione all’assegno unico oggi erogato si chiede se la somma corrisposta dall’Inps per l’assegno unico universale comprende anche una parte di competenza del genitore in quanto con l’introduzione dell’assegno unico universale sono cessati i benefici relativi alle detrazioni per figli a carico spettanti ai genitori. Si chiede inoltre come determinare l'eventuale ripartizione tra la quota spettante ai figli e la quota spettante al genitore.

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Chi dichiara le assicurazioni pagate da «terzi» per minori

Abbiamo sottoscritto per un nostro nipote, minorenne e non convivente, un prodotto assicurativo con una quota iniziale e una quota mensile. Il prodotto è intestato al minore, mentre l'addebito viene effettuato sul nostro conto corrente. In sede di dichiarazione Isee, chi deve indicare l'importo delle quote versate sul prodotto assicurativo? Il genitore, con il quale il minore convive, oppure noi che riceviamo l'addebito?